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Lavoratori dello spettacolo allo stremo: “La Regione pensa solo ai grandi eventi”

Un altro attacco forte alla politica culturale condotta dall'ente guidato da Michele Emiliano

Niente da fare: cultura e spettacolo, la crisi che li avvolge da tempo immemore e i lavoratori del settore non interessano nulla – …se non a parole – agli amministratori della regione Puglia. Dopo mesi di confronto in sede di “partenariato culturale”, nell’ambito del quale sono state avanzate importanti proposte che non sono mai state recepite, fanno sapere le maggiori organizzazioni sindacali, la stessa Regione ha deliberato ieri un taglio del 30% delle risorse destinate alle Piccole e Medie Imprese (PMI) di produzione del settore cultura e spettacolo pugliese. Una risposta assurda, che aggrava così le grosse perdite di introiti e di giorni lavorativi registrati nel settore a causa del Covid. Ad alzare per l’ennesima volta la voce -come detto – sono i segretari pugliesi di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Di Ceglie, Moraglia e Gemmati che hanno definito ‘inaccettabile’ continuare a procedere, da ben cinque anni a questa parte, a emanazione di avvisi pubblici, progettati nell’ambito della Sezione Economia, in deroga alla normativa regionale vigente (Legge regionale 6/04). Tanto per farsi capire meglio, la Regione guidata da Michele Emiliano continua a emanare, con gravi ritardi di pubblicazione e di liquidazione, Bandi annuali, triennali e di ristoro del tutto incoerenti e insoddisfacenti rispetto alle reali condizioni di vita e di lavoro di operatori e artisti pugliesi. Compiendo invece di fatto la scelta politica di destinare la gran parte delle risorse economiche ai “grandi eventi”, con assegnazioni dirette al di fuori di regole e programmazione. Insomma, la solita vecchia storia di destinare fondi a chi già detiene grandi disponibilità economiche: un ente che gioca a stare vicino a chi è già forte e potente, ignorando chi sta per affogare. Di contro, la dotazione per le imprese pugliesi di soli 7.400.000 di euro risulta -continuano i rappresentanti sindacali degli operatori e lavoratori di cultura e spettacolo – essere del tutto insufficiente a garantire la copertura dei tanti soggetti partecipanti i quali, per avviare la programmazione di produzioni, festival, rassegne, eventi, mostre, hanno dovuto sostenere elevati investimenti al buio, prendendo impegni con fornitori, compagnie e personale senza poter conoscere, né tanto meno prevedere il livello di intervento pubblico sulle attività da realizzare, con rischi economici assolutamente al di fuori di ogni ragionevole prassi. Inoltre, alla luce delle recenti problematiche sollevate dalla stampa sull’utilizzo di fondi destinati all’Audience Engagement, riteniamo non più rinviabile un confronto sul settore cine audiovisivo avviando una concertazione per l’adozione del nuovo regolamento del’AFC. Conclusione? <<Chiediamo che la Regione Puglia, a partire da oggi per gli anni a venire, elabori una reale visione culturale in Puglia, garantendo legislazione, equità nella distribuzione di fondi, accesso al credito agevolato, tempi certi di liquidazione, assicurando risorse certe e legate a parametri rivalutativi attraverso la programmazione triennale, con l’obiettivo di dare stabilità al settore e ai suoi lavoratori, favorendo così lo sviluppo e l’affermazione della scena locale nella dimensione nazionale ed internazionale>>. Un appello che però, come tanti altri in passato, rischia di finire nel dimenticatoio in questo primo, torrido scorcio d’estate, con amministratori che hanno già dimostrato in quale conto tengano cultura e spettacolo senza santi in paradiso, in Puglia…

Francesco De Martino

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