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“Lavorerei sulle periferie per ridurre il divario ancora esistente con il centro cittadino”

Intervista a cuore aperto con Vito Leccese

 

Intervista a cuore aperto con Vito Leccese, al momento candidato sindaco del Partito Democratico alle prossime amministrative di Bari. Leccese innegabilmente ha dalla sua esperienza, qualità, e soprattutto capacità.

Leccese, che cosa si chiede al nuovo sindaco?

“Dall’esperienza maturata in questi anni ho compreso quanto sia importante per i cittadini sentire la vicinanza del proprio sindaco. E Antonio Decaro, in questo, è stato protagonista, e al tempo stesso testimone, di una relazione empatica, quasi viscerale, con i baresi. Quindi sarà fondamentale essere sempre disposti all’ascolto e al confronto, con lo stesso impegno, fino all’ultimo giorno”.

Importante la continuità?

“Credo che il prossimo sindaco dovrà essere capace di proseguire in continuità con il lavoro svolto negli ultimi 20 anni per la città portando però alcune istanze ulteriori, in coerenza con la propria storia e la propria esperienza”.

E se dovesse essere lei?

“Se dovessi essere io, vorrei imprimere un’ulteriore accelerazione per la realizzazione di infrastrutture ecologiche nei quartieri, definendo strategie di mitigazione del cambiamento climatico e potenziando le piantumazioni di nuovo verde per un ampliamento di parchi e giardini pubblici. Al contempo lavorerei sulle periferie per ridurre il divario ancora esistente con il centro cittadino rafforzando i presidi, i servizi e le economie di quartiere, riprendendo e rilanciando il percorso di animazione dal basso sperimentato negli scorsi anni”.

 

Chi è Vito Leccese? Pregi e difetti

“Tra i difetti (per chi lavora con me) c’è sicuramente che sono molto mattiniero e la mia attenzione, quasi maniacale, ai dettagli. Sono un perfezionista della forma perché credo che una forma corretta sia sinonimo di sostanza.

Uno dei pregi che mi riconoscono, accanto alla capacità di ascolto e dialogo, è di certo l’ironia, che va di pari passo con l’autoironia, fondamentale per non prendersi troppo sul serio perdendo la dimensione della realtà”.

 

Perché un barese dovrebbe votare Leccese?

“Credo di poter dire di aver dedicato tutta la mia vita, politica e professionale, alla città di Bari, portando avanti battaglie un tempo minoritarie che oggi sono diventate centrali per il futuro delle città, ma non solo. Le questioni ambientali, in primis, che ci chiamano a ripensare vecchi modelli di sviluppo e a mettere in campo politiche innovative con il coinvolgimento di tutti gli attori della città, a partire dalle nuove generazioni.

Di mio metto a disposizione tutta la passione civile e politica e l’esperienza amministrativa maturata nel tempo”.

 

Quanto conta l’esperienza amministrativa?

“Per quanto mi riguarda, rappresenta un valore. Conoscere le norme, i meccanismi, i tempi, modalità di lavoro e, soprattutto, le persone che lavorano in un ente pubblico ti consente di impiegare al meglio il tempo a disposizione per far funzionare tutta la macchina.

L’esperienza, in questo caso, ti dà un vantaggio in termini di efficienza e capacità realizzativa.”

 

Che cosa va e cosa non va a Bari?

“Bari è cresciuta molto, non credo vi siano dubbi al riguardo. Oggi è una città apprezzata da tutti non solo per le sue bellezze e il suo patrimonio culturale e architettonico ma anche perché offre molte più opportunità, sociali e professionali, rispetto al passato. Adesso dobbiamo lavorare per preservare il territorio dalla cementificazione, migliorare il trasporto pubblico, garantire il diritto alla casa con nuove forme di housing e la riduzione dei costi degli affitti e concentrarci sul miglioramento della qualità della vita nelle periferie”.

 

Che farebbe Leccese nei primi 100 giorni?

“Continuare a fare quello che ho fatto negli ultimi anni: occuparmi della città. Bari dovrà gestire centinaia di milioni di euro di fondi PNRR. È un’opportunità unica su cui dobbiamo lavorare con il massimo impegno, monitorando l’andamento dei cantieri in corso in tutta la città, consapevoli di avere intrapreso una sfida imperdibile per raggiungere gli obiettivi dell’agenda europea 2030”.

 

Che Bari lascia Decaro?

“Una città più consapevole delle proprie capacità, più coesa rispetto agli obiettivi da realizzare nei prossimi anni, certamente più matura, più attrattiva e più solidale, come abbiamo visto durante il periodo della pandemia”.

 

Leccese ottimista o pessimista?

“Sono ottimista per natura. Proprio per questo sono fiducioso che il centrosinistra saprà compattarsi in vista delle prossime elezioni amministrative, superando divisioni e contrasti”.

 

Sarà il sindaco della continuità?

“Se la coalizione vorrà riporre fiducia in me, sarò certamente garante di una continuità politico-amministrativa che ha prodotto grandi risultati e cambiamenti. Questo non significa certo che mancheranno il cambiamento o lo sguardo sempre rivolto al futuro. Continuare significa anche completare o modificarlo in corso d’opera, se necessario, il lavoro cominciato e credo che questo sia sacrosanto per la città.”

Bruno Volpe


Pubblicato il 23 Febbraio 2024

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