Cronaca

Lavori all’Ex Gazometro, dovevano finire entro l’anno, ma c’è un’altra impresa che rinuncia

Dopo la rinuncia all’appalto da parte dell’Associazione Temporanea vincitrice delle opere di bonifica ed il reperimento di nuove risorse economiche, l’Amministrazione Comunale di Bari ha affidato alla società “Europrogetti” la progettazione esecutiva delle opere di completamento della bonifica dell’ex gazometro di corso Mazzini, prolungando i termini per una bonifica che pare ancora infinita. Al centro di dibattiti e polemiche in merito alla sua riqualificazione, l’area su cui sorgeva l’ex Gasometro è oggi oggetto di un intervento di bonifica cominciato quasi quattro anni fa. I lavori, attesi da tempo dai residenti della zona, interessano un’area di circa 20mila metri quadrati fra via Napoli e corso Mazzini, nel cuore della città. I terreni dell’ex Gasometro, infatti, sono contaminati da metalli, idrocarburi aromatici, cianuri leggeri, fenoli, idrocarburi leggeri e pesanti a causa della presenza di una fabbrica in cui, fino al 1968, il carbon fossile veniva distillato per la produzione di gas di città. Anche nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di diversi inquinanti, e dunque il cantiere interessa anche la bonifica della falda acquifera sottostante, che sarà realizzata attraverso l’iniezione di ossigeno nel sottosuolo affidata ad un sistema tecnico innovativo. I lavori di bonifica, interrotti nel 2013 a seguito del rinvenimento di ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale, la cui rimozione ha richiesto la consulenza e il successivo intervento di una squadra di esperti dell’esercito italiano, sono ripresi da poco e dovevano concludersi entro la fine dell’anno scorso, se non fossero intervenuti altri intoppi tra rinunce e sostituzioni delle imprese esecutrici, nell’appalto curato dall’ingegnere Campanaro e dall’ex assessore all’Ambiente Maria Maugeri. La bonifica della falda acquifera, invece richiederà otto anni, ma nel frattempo sull’ex Gasometro sorgerà un parco pubblico attrezzato dotato di strutture sportive, ludiche, parcheggi e servizi e finanziato attraverso un accordo di programma siglato con la Regione Puglia per circa 6 milioni 600 mila euro.L’ora della bonifica dell’area più inquinata della Città, insomma, si allontana ancora visto che all’associazione temporanea di imprese aggiudicataria dell’appalto formata da’ Unieco’ da Reggio Emilia con ‘Trasporti Vecchi-Zironi srl’, ‘Geostream srl’ e ‘Geos environment’ s’è sostituita per il progetto esecutivo la ditta ’’Waste-Projects/Europrogetti”. Una volta approvato quest’ultimo atto tecnico previsto nel bando, sarà possibile avviare le operazioni di risanamento e riqualificazione dell’area estesa di circa due ettari nel quartiere Libertà. “Con la definizione dell’appalto per la bonifica del Gasometro – spiegavano Maria Maugeri e l’ex Assessore ai Lavori Pubblici, Marco Lacarra-  mettiamo il sigillo su un’altra importante pagina della politica a tutela della salute dei cittadini. Quella dell’ex fabbrica del gas era l’ultima area-problema, dopo il buon esito dell’intervento più urgente della messa in sicurezza della Fibronit e la bonifica con creazione di un grande parco urbano a Torre Quetta, tra i siti inquinati della città di Bari”. Laddove, come ricorda chi quell’emergenza l’ha seguita da tempo, nove anni or sono furono effettuate analisi, mentre poi furono il professor Migliacci e gli ingegneri Laforgia e Ficarella a lavorare attorno al piano preliminare di bonifica, che fu consegnato al Comune a giugno 2004, fino all’ultimo ‘stop’ del ricorso al Tar Puglia. In quella zona, in passato, sono stati rilevati rischi gravi per la popolazione, con la fuorisciuta di benzantracene, benzopirene e dibenzoantracene, sostanze altamente cancerogene. La loro presenza, così come quella dei metalli pesanti, è da dieci a trentanove volte superiore al limite di rischio accettabile, così come fissato dalla legge 152 del 2006. Eppoi ci sono serbatoi che contaminano anche la falda, senza contare che parliamo di un’area densamente abitata, caratterizzata dalla presenza di sostante inquinanti e pericolose, quali metalli pesanti, composti aromatici, idrocarburi. Secondo i tecnici che hanno redatto le perizie nell’area ex Gasometro, le sostanze sono presenti sia nel sottosuolo sia nella falda sottostante in concentrazioni superiori ai limiti fissati dal decreto ministeriale 471 del 1999. Non solo. «Le sostanze inquinanti – è scritto nella relazione – sono state ritrovate anche nei vapori del suolo. L’ inquinamento della falda interessa anche una zona esterna al sito. Insomma, tra ex Fibronit ed ex Gazometro, bisogna dirlo, c’è una città stretta d’assedio che stordita da promesse e impegni di amministratori di ogni fazione e colore, fa ancora i conti con un’emergenza ambientali tra le più pericolose d’Italia….

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 3 Febbraio 2015

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