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Lavori mai iniziati: “Per favore rimuovete quei cartelli”

Come per piazza Magrini a Palese anche in corso Mazzini da oltre otto anni un cartellone annuncia opere non ancora avviate

Non è solo a Palese che i residenti attendono da oltre otto anni che il Comune di Bari effettui la riqualificazione di piazza Magrini, dove ha affisso – per altro – da pari tempo un cartello con cui si annuncia l’opera, quasi che fosse prossima ad essere realizzata. Invece, come abbiamo già reso noto in altro nostro servizio della scorsa settimana, sono trascorsi ben 8 anni ed i lavori di restyling in piazza Magrini, vale dire per un’area di poco più di 500-600 metri quadrati, sono ancora fermi al solo posizionamento del cartello. Infatti, una situazione analoga a quella palesina di piazza Magrini è presente anche a Bari città, dove l’Amministrazione cittadina da anni ha reso noto di voler effettuare lavori di riqualificazione nell’area alberata di corso Mazzini, in piazza Enrico De Nicola ed in via Ettore Fieramosca, facendo posizionare un cartello, anche in questo caso oltre otto anni fa, con cui si dava notizia della progettazione di opere di riqualificazione urbana che finora, però, non sono mai state realizzate. Il cartello in questione è quello che il Comune ha collocato su corso Mazzini, in prossimità dell’istituto scolastico “Bianchi Dottula”, con il quali – anche in questo caso – si annunciano lavori di restyling che a distanza di quasi un decennio non sono ancora stati neppure avviati, come per piazza Magrini a Palese. “In sostanza, – ha commentato il cittadino barese che, dopo aver letto il nostro servizio su piazza Magrini di Palese, ci ha segnalato il caso di un analogo cartello in corso Mazzini a Bari – un’attività di lavori pubblici comunali solo annunciati attraverso una ben orchestrata campagna di comunicazione, messa in essere nel 2018, alla fine del primo mandato da sindaco di Antonio Decaro ed alla vigilia delle amministrative del 2019 per la sua riconferma, ma che a più di 8 anni dagli annunci non esiste ancora nulla di concreto, se la cartellonistica!” In effetti, la presenza di cartelli che annunciano lavori che il Comune vorrebbe fare, ma che a distanza di così tanto tempo dall’avvenuta reclamizzazione non sono stati ancora cantierizzati e se mai lo saranno, rappresenta – a detta di molti cittadini – una vera e propria offesa al buon senso collettivo, oltre che ai residenti dell’area interessata dalle opere ancora incompiute. Allora sarebbe forse il caso che, come ha già rilevato la scorsa settimana qualche palesino residente in piazza Magrini (ma da ultimo anche il cittadino barese che ci ha segnalato l’analogo caso di corso Mazzini), che la nuova Amministrazione cittadina, in particolare il sindaco Vito Lecesse ed il suo assessore ai LL.PP., Domenico Scaramuzzi, facessero rimuove quei cartelli, forieri a suo tempo (inutile nasconderlo!) solo di un’abile e ben orchestrata attività di propaganda elettorale. Infatti, qualora per l’avvio delle opere annunciate dalla cartellonistica in questione è necessario attendere ancora, sarebbe sicuramente meglio rimuovere quegli ormai obsoleti “messaggi” propagandistici e far posizionare un nuovo cartello solo quando il Comune darà effettivamente il via ai lavori. Così facendo l’odierna Amministrazione cittadina, agli occhi di tanti baresi, quantomeno sarebbe ritenuta più seria di quella precedente. E, soprattutto, si eviterebbero facili ed appropriate ironie, come quella effettuata dal deputato barese Davide Bellomo (Fi) che, con riferimento allo scandaloso caso palesino di piazza Magrini (ma ora anche di corso Mazzini!), con una nota ha rilevato che duemila anni fa gli antichi romani impiegarono 8 anni per costruire il Colosseo, mentre a Bari, in un identico arco temporale, l’Amministrazione cittadina non è ancora riuscita a riqualificare una piccola piazza. Infatti, in quest’ultimo caso – secondo il pare di molti cittadini – al Comune taluni hanno sicuramente perso la cognizione del tempo. O, diversamente, non hanno forse il senso del ridicolo.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 4 Febbraio 2026

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