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Lavoro agile: delibera doppia faccia, scordando i dipendenti ‘in presenza’

Frecce al curaro a non finire sul lavoro agile, specie quello che riguarda i dipendenti pubblici. I quali, da più di sei mesi a questa parte, hanno sguarnito gli uffici di comuni, province, città metropolitane e regioni causa rischio contagio da Covid-19. E così alla Regione Puglia nel mirino c’è finito il deliberato che prolunga il periodo di lavoro a casa dei dipendenti regionali, prolungando quel decreto sul lavoro agile emesso dalla stessa Regione Puglia che estende questa tipologia di lavoro fino alla fine dell’emergenza. Eppure la disciplina del lavoro agile per i dipendenti pubblici è stata ritenuta tra le più lungimiranti e moderne d’Europa, anticipata da una legislazione nazionale tre anni fa che praticamente ha anticipato i tempi di una pandemia almeno per una volta presa in contropiede, dal nostro Legislatore. Una delibera considerata, in sostanza, mezzo per il contenimento dei contagi (e comunque non una visione più ampia per il miglioramento della vita del lavoratore) criticata però dal versante sociale in quanto, come ha osservato già l’ex candidato presidente Mario Conca, non inglobava parecchie realtà a rischio. Il riferimento, per capirci, è alle categorie che non possono accedere a incentivi per i figli, anche se occorre osservare nel decreto la scarsa attenzione anche all’attività in presenza (vale a dire a beneficio dei dipendenti che continuano a presenziare in ufficio dietro alla scrivania personalmente, facendo attenzione a non contrarre il virus, NdR). Per esempio, nel deliberato regionale a favore dello ‘smart working’ non si menziona alcuna strategia per coloro i quali lavorano in zone cosiddette periferiche. Considerando che per andare al lavoro prenderanno mezzi di trasporto pubblico, saranno comunque a rischio. Perché non trovare soluzioni alternative per loro? È evidente che la Regione va sempre più in affanno quando si tratta di definire una strategia e prendere decisioni con una visione più ampia delle cose, preferendo fare tutto in fretta per poi riparare agli errori in corsa”. L’ente Regione, come detto, adotta provvedimenti come detto all’inizio anche lungimiranti, ma per certi aspetti monchi, per non tenere di alcune esigenze di tanti, troppi dipendenti, finendo per essere costretti a mutare certe scelte e decisioni in corsa. Però scusate, come fare per accontentare e tenere nel debito conto le esigenze di tutti i dipendenti pubblici?

 

Antonio De Luigi

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