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Lavoro nero: soluzioni abitative degne a chi vive nei ghetti

Rappresenta oramai una risorsa irrinunciabile la presenza nei nostri campi dei braccianti stranieri, perlopiù extracomunitari, tanto da mettere enti, parti sociali e associazioni a prendere di petto la soluzione di diversi problemi. A cominciare dalla presenza di troppi ghetti per accoglierli, specie in regioni come la nostra ad alta densità agricola. E quindi la necessità di garantire soluzioni abitative dignitose allo scopo di non perdere un pezzo fin troppo importante di economia che interessa migliaia di lavoratori. Da riportare in maniera indolore dentro a quelli che sono i circuiti legali. Ne è consapevole il Segretario generale Pino Gesmundo, anche lui presente alla prima riunione convocata presso la Presidenza della Regione dall’Assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese. “Siamo soddisfatti perché nella prima riunione convocata in Regione è emerso con chiarezza quello che la Cgil chiedeva: le risorse del PNRR dovranno essere utilizzate per cancellare definitivamente i troppi ghetti che sono sorti in questi anni in Puglia, in assenza di risposte pubbliche all’esigenza abitativa di migliaia di lavoratori agricoli stranieri”, il commento del segretario Cgil/Puglia dopo l’incontro svoltosi l’altro ieri pomeriggio nel quartiere regionale di Michele Emiliano, con la partecipazione diretta dell’assessore Piemontese, come detto. “Diamo atto alla Regione Puglia, all’assessore Piemontese così come ai Comuni coinvolti e presenti alla riunione, di essersi mossi tempestivamente circa le opportunità connesse ai finanziamenti stanziati dal Ministero del Lavoro per il superamento degli insediamenti abusivi. Quei lavoratori che contribuiscono a rendere l’agroalimentare pugliese un settore fondamentale dell’economia regionale, vanno sottratti a logiche ricattatorie, quelle stesse proprie di quei ghetti, serventi alle dinamiche di sfruttamento ordite dai caporali in accordo con imprenditori senza scrupoli”. Insomma, per Gesmundo “il piano predisposto dalla Regione è condivisibile, va nell’indirizzo auspicato del superamento dell’approccio emergenziale. Niente più campi, container, case mobili, ma soluzioni abitative dignitose. Così come si riconosce la necessità di un approccio complesso che indichiamo da sempre come unico possibile per superare le dinamiche di assoggettamento al caporale: quindi occorre affrontare il tema dell’accoglienza ma assieme il tema del rispetto dei contratti, dei trasporti, dell’assistenza socio-assistenziale e non ultima per importanza l’aspetto giuridico legale facilitando la regolarizzazione delle presenze dei lavoratori stranieri. Assieme a un lavoro mirato verso le aziende affinché si facciano anch’esse carico di progetti alloggiativi con misure ad hoc”. Definito, infine, il fitto calendario di incontri nel corso dei quali verranno aggiornati gli strumenti e i piani che toccherà ai vari Comuni pugliesi maggiormente interessati alla presenza di lavoratori stagionali ed extracomunitari predisporre. Come Cgil è stato chiesto, ovviamente, di tenere ben fermo a livello procedurale il ruolo fondamentale dell’Ente Regionale, di supporto agli enti locali sul piano sia di indirizzo che progettuale. “Non possiamo permetterci -la conclusione del segretario generale Pino Gesmundo – di perdere questa occasione legata agli oltre 100 milioni destinati alla Puglia, per restituire dignità a migliaia di lavoratori, liberarli dallo sfruttamento, e riportare un pezzo importante di economia dentro circuiti legali, con un ritorno per tutta la collettività”.

Antonio De Luigi

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