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Le audizioni in I e IV Commissione non soddisfano né la maggioranza né l’opposizione

Il debito fuori Bilancio della Regione Puglia di oltre dieci milioni di Euro, scaturito dalla mancata applicazione dell’Iva sul trasferimento di alcune annualità delle risorse finanziarie che la Regione ha concesso ad Adp (Aeroporti di Puglia) Spa per sviluppare il traffico low-cost, è stato al centro delle audizioni che, in seduta congiunta, hanno effettuato ieri (ndr – per chi legge martedì) la I e IV Commissione permanente del Consiglio regionale pugliese.  Su richiesta dei consiglieri Ruggiero Mennea (Pd) e Antonella Laricchia (M5s) sono stati ascoltati il Direttore del Dipartimento Risorse Finanziarie, Angelosante Albanese, i rappresentanti di AdP (il vicepresidente Antonio Vasile e il dirigente amministrativo Patrizio Summa) ed il componente del Comitato tecnico di consulenza per l’analisi e la valutazione della spesa pubblica regionale, Michele Lombardi. La questione riguarda la somma di 10.541.000 Euro che la Regione dovrà versare ad AdP per la violazione degli obblighi di fatturazione inerenti le iniziative per la campagna di comunicazione di Ryanair sostenute dal novembre 2014 a tutto il 2017. Infatti, come confermato dai vertici di Adp intervenuti all’audizione, dal 2014 la Società partecipata non ha emesso alcuna fattura nei confronti della Regione ritenendo il contributo non assoggettabile ad IVA, a seguito della determina del Servizio Trasporti della Regione Puglia che ha classificato, diversamente dal passato, l’impegno di spesa come “trasferimento diretto di risorse non correlato allo scambio di prestazioni corrispettive”. Dopo aver premesso che è comunque in corso un pratica per la definizione complessiva della questione, i vertici di Adp hanno dichiarato di aver agito in maniera non difforme a quanto verificatosi anche in altri aeroporti italiani per la mancanza di un quadro normativo certo. Alle ulteriori sollecitazioni del consigliere Mennea riguardo alle iniziative intraprese per verificare e valutare le conseguenze della scelta, Summa ha risposto che l’ente si è avvalso di un parere ‘pro veritate’ formulato da esperti in materia, mentre rispondendo a Laricchia sul motivo del mancato accantonamento della somma da parte di Adp, ha spiegato che trattandosi di una partita di giro e non di un costo per la partecipata, non va riportato in Bilancio. Riguardo invece alla notizia di stampa riferita dalla consigliera Laricchia circa i premi di risultato riconosciuti all’ex amministratore unico, Adp ha spiegato che non sono legati a questo tipo di aspetti e che in attesa di verifica il cda ha bloccato l’erogazione. Il componente del Comitato tecnico di consulenza per l’analisi e la valutazione della spesa pubblica regionale, Lombardi, ha chiesto ulteriore tempo per concludere l’attività, mentre il direttore del Dipartimento Risorse Finanziarie, Albanese, ha dichiarato che la Ragioneria non ha alcuna competenza in merito se non quella di verificare la congruità e l’esistenza della copertura finanziaria del debito. Infine, il consigliere Mennea ha chiesto un’istruttoria specifica da parte dei tecnici dell’assessorato al Turismo (non presenti alla seduta di audizione) per accertare eventuali responsabilità degli organi amministrativi della società Adp. Al termine delle audizioni sia l’esponente di maggioranza, Mennea, che quella di opposizione, Laricchia, hanno dichiarato “non soddisfacenti” le risposte ottenute e che sulla questione occorrerebbe un’istruttoria interna alla Regione. Infatti, ha commentato Mennea con una nota: “sono arrivate risposte parziali solo dai vertici della società, mentre sono mancate del tutto quelle delle strutture regionali al Turismo e ai Trasporti, dal momento che non si sono presentati in audizione né i dirigenti né gli assessori”. E per questo ha dichiarato anche di aver chiesto al Presidente della commissione Bilancio, Fabiano Amati (Pd), “di attivare un’istruttoria interna agli uffici regionali allo scopo di ottenere un approfondimento. Invece, ad Aeroporti di Puglia, Mennea ha chiesto “di verificare quali sono le azioni fatte all’epoca dal management”. Pertanto – secondo Mennea – “la vicenda non è ancora chiarita”, perché “bisogna capire di chi sia la responsabilità della decisione di modificare la natura fiscale del contributo regionale ad Adp, che fino al 2013 era assoggettato a Iva”. “Da quanto si è potuto capire – dichiarato ancora il consigliere regionale barlettano – dal 2014 in poi la Regione ha cambiato posizione sostenendo che il contributo non andasse assoggettato a Iva”. Ed Adp, dunque, si sarebbe limitata a seguire una disposizione regionale. Però, per Mennea, non è stata data una risposta esaustiva nemmeno alla mia domanda specifica di verificare se fosse stato fatto tutto il possibile per accertare il perché della disposizione di non pagare l’Iva. E ciò perché in audizione sono erano presenti i rappresentanti delle strutture regionali  del Turismo e Trasporti. “Saranno riconvocati per il 19 novembre insieme al Comitato di controllo della spesa pubblica” ha concluso Mennea, perché “la Puglia e i pugliesi, oltre ai consiglieri regionali attendono risposte”. A margine delle audizioni congiunte in I e IV Commissione, in merito al debito fuori bilancio  da 10 milioni di euro di Adp,  approvato a giugno dal Consiglio regionale, la consigliera pentastellata Laricchia a quanto già rilevato da Mennea ha aggiunto: “Ovviamente per  la società la questione chiusa perché il consiglio regionale con i voti di destra e sinistra ha dato via libera al pagamento del debito e ora si attende solo il disbrigo delle ultime pratiche burocratiche per prendere i soldi dalla Regione Puglia”.Però, ha sottolineato Laricchia, “noi andremo avanti perché non si possono sprecare le risorse dei pugliesi per il pagamento di un debito che riteniamo dovesse essere a carico della stessa società, che avrebbe potuto attingere dal suo fondo di riserva e dal capitale sociale”. Per cui l’attenzione ora è rivolta alla valutazione della Corte dei Conti ed a quella del Comitato degli esperti, per poter  – per  Laricchia-  di “andare in fondo a questa questione”. Una questione che di per se è a dir poco paradossale, se non altro perché i protagonisti sono entrambi dei soggetti giuridici qualificati, per l’appunto l’ente Regione Puglia da un lato ed una sua società partecipata dall’altro, che avrebbero potuto e dovuto approfondire la vicenda a priori ed evitando, quindi, di incorrere in un buco di bilancio a posteriori.

 

Giuseppe Palella

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