“Le Ceneri ci ricordano che siamo polvere”
Monsignor Luigi Mansi commenta il rito delle Ceneri e l’inizio della Quaresima

“Il rito delle Ceneri ci ricorda che siamo dei poveretti nati dalla polvere e che in polvere finiscono, un bagno di umilità”: così Luigi Mansi, vescovo di Andria, commenta l’inizio della Quaresima.
Eccellenza Mansi, che cosa è il Mercoledì delle Ceneri?
“È intanto l’inizio della Quaresima, tempo forte della Chiesa. Ma le Ceneri ci ricordano anche visivamente quello che siamo: nati polvere, alla polvere torniamo, siamo dei poveretti il cui tempo terreno è scandito dalla nascita, vita e ovviamente morte fisica con il corpo che inevitabilmente si decompone e diventa polvere, però destinati a risorgere. Le Ceneri ci devono riportare alla umiltà, ad avere i piedi in terra con gli occhi rivolti al Cielo e ci mettono davanti la nostra fragilità umana che spesso dimentichiamo in deliri di onnipotenza”.
Cioè?
“Ci accapigliamo per denaro, potere, successo e dimentichiamo chi è nella sofferenza o nella difficoltà. Litighiamo anche con i parenti per un euro in più e alla fine torniamo alla polvere: ne vale la pena?”.
Quaresima…
“La Quaresima è quel tempo privilegiato e favorevole di 40 giorni, numero altamente simbolico, che la Chiesa ci mette a disposizione per la conversione in preparazione della Pasqua, quando celebriamo la passione, morte e resurrezione del Signore, il passaggio dal peccato alla vita eterna. Bisogna saper capire l’importanza di questo tempo e saperlo sfruttare, non è semplice in un’epoca dominata dal secolarismo che tende ad ignorare anche la Pasqua e tutto quello che è legato a Dio”.
Qual è la qualità che a suo parere è necessaria?
“Gesù ha vissuto trent’ anni inosservato, facendo il lavoro del falegname, tanto che la gente si domandava: da dove gli viene questa sapienza, non è il figlio del falegname? Io vorrei porre l’accento sulla parola sapienza che non è istruzione o scienza, ma discernimento, capacità di leggere le situazioni alla luce del Vangelo con prudenza e attenzione. Si può essere colti, molto istruiti, ma non avere la sapienza che è un dono del cuore prima di tutto e appunto la lettura delle cose della vita secondo il Vangelo, con la domanda: Gesù che farebbe al mio posto?”.
Timor di Dio, vi è chi lo trasforma in panico o trasforma Dio in un giustiziere…
“Dio non è questo, sarebbe un Dio folle e siccome egli è Padre amorevole e misericordioso ci ama sempre e tanto. Il timor di Dio non è dunque paura di castighi che Dio non manda mai, ma rispetto di Dio col quale non si gioca e tanto meno si abusa della sua pazienza, con Dio non si scherza perché Lui non scherza con noi. Dio è un padre misericordioso che ci aspetta sino all’ ultimo, non ha fretta e spera nella nostra conversione lasciandoci liberi di scegliere tra bene e male, non ci impone nulla. Tuttavia se Dio è bontà, è anche giusto e al termine del nostro pellegrinaggio saremo valutati per quello che avremo o non avremo fatto con giustizia che va di pari passo alla misericordia. Ma evitiamo di trasformare il timore di Dio in paura o terrore di castighi e punizioni”.
Domanda scomoda. Ogni anno ad ogni Quaresima più o meno diciamo le stesse cose, ma il mondo scivola in situazioni negative…
“Capisco, ma non è colpa di Dio, quanto della nostra superficialità e del nostro rifiuto di Dio, almeno in tanti. E poi diciamocelo: esiste un sacco di gente che compie il suo dovere, che vive onestamente, che lavora con decoro, che opera il bene, ma i media non lo scrivono. Invece si gettano anche con morbosità sul male che inevitabilmente suscita maggior clamore e spinge a vendere più copie dei giornali. Il bene passa spesso inosservato”.
Come vivere la Quaresima?
“Nelle opere di carità, che è indispensabile, nella preghiera e nel digiuno che non vuole dire soltanto astinenza dal cibo, ma digiuno da cattive azioni, pensieri sconci, letture, parole o visioni sconvenienti, atti di prepotenza ed ingiustizia, rifiuto di aiuto ai poveri, non partecipazione alle messe domenicali. È bene e anzi necessario vivere la Quaresima partecipando alle liturgie comunitarie e vi assicuro che le letture, specie quelle domenicali, sono di grande giovamento assieme ai sacramenti e al sacramento della penitenza del quale abbiamo bisogno, facciamoci riconciliare con Dio”.
Bruno Volpe
Pubblicato il 18 Febbraio 2026



