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Le chiese Cattoliche Latine e Orientali “Alla ricerca della vocazione mediterranea”

Il pomeriggio di mercoledì 19 febbraio sarà considerato storico per la Chiesa Cattolica e l’Arcidiocesi di Bari, poiché, per la prima volta, si sono incontrati in un simposio dal tema “Mediterraneo, frontiera di pace” circa una sessantina di Vescovi Latini ed Orientali, rappresentanti delle diverse realtà cattoliche del “Mare Nostrum”. L’incontro pomeridiano di apertura, tenutosi nel Castello Svevo, dopo la relazione di apertura del Presidente dei Vescovi italiani, Card. Bassetti, ha visto l’intervento del Vescovo di Acireale Antonino Raspanti, vice presidente CEI e presidente del Comitato scientifico organizzatore dell’evento. La sua relazione ha proposto il tema “Alla ricerca della vocazione mediterranea”. L’ intervento è stato molto denso di contenuti soprattutto perché ha avuto come “stella polare” i vari interventi sul Mediterraneo del “sindaco santo” di Firenze Giorgio La Pira. Il testo della relazione, ovviamente, sarà a disposizione dei lettori sui siti istituzionali CEI. Per brevità qui si enucleano temi e suggestioni della dissertazione del prelato siciliano.

Innanzitutto il Presule si sofferma  su come il Vangelo di Gesù inviti ad aprire nuovi spazi orientando lo sforzo dei popoli del “Mare nostrum” verso le necessità del bene comune e delle nazioni ed il Vangelo è lo strumento fondamentale perché, attraverso l’ascolto della Parola di Dio, possano aprirsi a spazi in “noi stessi” per permettere allo Spirito di far nascere cose nuove ed il punto di partenza di questo percorso è appunto l’ascolto/annuncio del Vangelo del Regno” che , narrando la discesa di Dio nella Creazione e nell’uomo, deve essere accolto, in Gesù Cristo, anche dai popoli del Mediterraneo. Mons. Raspanti, poi, in quest’ottica, propone una visione cristiana del Mediterraneo, “sorgente inestinguibile di creatività, un focolare vivente ed universale” (secondo un’espressione di La Pira) di fraternità e bellezza. Ed anche luogo nel quale hanno agito i monoteismi (dunque anche l’Islam) che hanno combattuto ogni idolatria ed inoltre il loro compito ( ed in particolare dei cristiani cattolici) è quello di indicare la strada nella quale il Mediterraneo è immesso in connessione  col piano di salvezza in Cristo e la necessità di rimanergli fedele. In quest’ottica è fondamentale “il primato dell’Altro in contrapposizione alle degenerazioni e posizioni di convenienza. E l’Altro non è semplicemente a “prescindere da Me, ma insieme a me, a tal punto che, affinché io ci sia, occorre l’Altro” come fattore costitutivo. Perciò “occorre riscoprire integralmente se stessi alla luce dell’Altro” anche nell’ambito mediterraneo nella dinamica dell’Amore Trinitario di Dio. Dunque, in conclusione, affinché nel Mediterraneo possa rifiorire la fraternità e la pace, è fondamentale riscoprire l’Altro -in questa era contrassegnata dalle nuove tecnologie digitali che permettono velocità nelle comunicazioni tra i popoli e gli individui-  in un’ottica comunionale per favorire il perdono e la riconciliazione tra i popoli e le nazioni del “Mare Nostrum” tanto necessaria per la pace in questa strategica area del Pianeta.

In conclusione l’obbiettivo dell’incontro barese è quello di offrire uno strumento operativo e non teorico per la riscoperta della specifica vocazione e della particolare identità delle persone e delle genti di questo bacino marino comune a tre continenti, che religiosamente e culturalmente, hanno costituito il nucleo fondamentale della storia della civiltà umana.

Savio Ciciolla

 

 

 

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