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Le chitarre del Gargano

Si avvia alla conclusione, fissata per domenica prossima, la XXVIII edizione del Festival della Chitarra Città di Mottola. L’evento, che quest’anno è organizzato dall’Associazione Accademia della Chitarra e patrocinato da Unione Europea, Regione Puglia, Comune di Mottola, Lions Club Massafra-Mottola “Le Cripte” e Pro Loco, ospita i migliori virtuosi dello strumento. Ma un Festival siffatto non è solo una parata di talenti, è anche una passerella di strumenti. Perché a voler elencare i tipi di chitarra in circolazione ci sarebbe da perdersi. Alcuni modelli, per esempio, sono tipici di un determinato territorio, del quale riflettono la storia e tramandano la tradizione. E’ il caso della nostra chitarra battente. Tecnicamente si tratta di  un cordofono della famiglia dei liuti a cinque ordini di corde, le quali corde possono essere raddoppiate e persino triplicate ; in quest’ultimo caso le corde arrivano ad essere quattordici dal momento che il primo ordine può essere solo raddoppiato. La chitarra battente si distingue per le forme allungate e le curve poco pronunciate. Non essendo uno strumento da plettro, va suonata con uno specifico movimento ritmico delle dita che genera una sonorità ‘battente’ ; ciò rende questo tipo di chitarra ideale nella musica popolare per la funzione ritmica e l’accompagnamento al canto. Tipica della tradizione del Mezzogiorno, essa vanta anche in Puglia (soprattutto nel Gargano) virtuosi e liutai specializzati. I migliori modelli di chitarra battente del Gargano corrispondono ai nomi di Carpinese e Borracino. La prima, tipica di Carpino, donde il nome, si distingue per il fondo bombato e  l’utilizzo di sole cinque corde. La seconda, che prende nome da una famiglia di liutai di Cerignola, si presenta invece a fondo piatto e munita di dodici corde. Sono rimasti in pochi a saper fabbricare una chitarra battente come da tradizione (da noi, non più di un cinque o sei liutai). Le chitarre battenti d’epoca sono rarissime ; ce ne saranno in circolazione non più d’una decina. Ciò a ragione del fatto che se la chitarra classica o ‘comune’ ha conosciuto un impiego moderatamente popolare, quella battente è sempre stata strumento da ‘prima linea’, ovvero utilizzata in osteria e all’aperto, per accompagnare voci da serenata oppure danze rustiche da fine raccolto. Strumento da povera gente, la chitarra battente non potevano sperare in custodie portatili o armadietti. Essa accompagnava il cafone-strumentista nei campi, nei fienili, nei sotterranei adibiti a taverne. Il solleone o il tasso d’umidità finivano col corrompere il legno dello strumento. Allora la chitarra battente diventava inservibile. Non restava che abbandonarla e procurarsene una nuova.

Italo Interesse

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