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Le dimissioni di Di Liso (Idv) stanno provocando una risonanza molto negativa per Emiliano

Lo scioglimento anticipato del consiglio della Prima circoscrizione amministrativa del Comune di Bari, causato dalle dimissioni del presidente Saverio Di Liso (Idv), ha aperto non solo una crisi politico-amministrativa a livello di Palese e Santo Spirito, ma sta pure provocando una risonanza a livello comunale di non poco conto, se si considerano gli effetti negativi che tale vicenda sta producendo sull’amministrazione Emiliano, per l’insanabile frattura che quest’ultima ha prodotto tra il Comune di Bari e le comunità delle due ex frazioni a nord del capoluogo. Infatti, a detta di molti cittadini del posto, non era mai accaduto che il livello di contrasto, ma soprattutto di scollamento, tra l’amministrazione barese e gran parte della popolazione di dette frazioni, investisse persino l’organo istituzionale, qual è il presidente della Circoscrizione, che nel territorio rappresenta il Comune stesso. Uno scollamento giunto addirittura a rottura, nonostante il presidente Di Liso fosse espressione della stessa maggioranza politica di centrosinistra che, con il sindaco Emiliano, gestisce il Comune di Bari. E la situazione si è talmente incancrenita che persino l’opposizione di centrodestra che a Bari, in otto anni di gestione Emiliano, è stata quasi inesistente, ora si è accorta del malgoverno e delle gravi inadempienze inflitte dall’amministrazione di centrosinistra alle comunità di Palese e Santo Spirito. Un chiaro segno del risveglio delle forze di opposizione baresi si è registrato la scorsa settimana, con l’incontro che i massimi vertici del centrodestra cittadino, per denunciare i fallimenti dell’amministrazione Emiliano, hanno voluto organizzare a Palese, proprio nello stesso luogo, la  sala consiliare della Prima circoscrizione, che ha visto il presidente Di Liso ribadire la propria volontà a dimettersi, nonostante il sindaco Emiliano si fosse precipitato sul posto per fare nuove promesse “da caporale” pur di indurlo a rimangiarsi le dimissioni.Infatti, Di Liso non si è lasciato abbindolare dalle avances del Sindaco e, pur  essendo stato uno di quelli che nel 2009 ha contribuito a farlo vincere, questa volta ha preso le distanze dall’amministrazione Emiliano, come ha evidenziato il senatore D’Ambrosio Lettieri, segretario cittadino del Pdl, intervenendo all’incontro organizzato in Circoscrizione dalle forze di opposizione al Comune, sul tema “ Il tradimento di un territorio, il fallimento di Emiliano”. Un tradimento, però, che a detta di molti cittadini della Prima circoscrizione, è iniziato già ai tempi in cui il Comune di Bari era amministrato dal centrodestra. Già allora, infatti,  l’Amministrazione barese cominciò a mostrare disinteresse ed indifferenza ai problemi del territorio ed alle istanze dei cittadini. Ed al riguardo basta ricordare la vicenda di Piazza Mercato e quella del canile municipale che la giunta Di Cagno Abbrescia voleva realizzare in zona prossima all’abitato, su un suolo del lascito Garofalo. È ormai noto che, per quanto riguarda Piazza Mercato, il centrosinistra da forza di opposizione aveva fatto bloccare lo scempio, mentre quando è diventato con Emiliano forza di governo, pur potendo prendere in considerazione le richieste dei cittadini che volevano la piazza libera dal cemento e, quindi, sventare definitivamente l’opera non gradita dai residenti in quel luogo, ha invece realizzato uno scempio ancora peggiore, senza per altro neppure riesaminare l’argomento in consiglio comunale, come era stato richiesto da una petizione popolare di oltre 1600 firme. Per il canile, invece, l’amministrazione Emiliano aveva proseguito l’iter iniziato da Di Cagno Abbrescia, approvando la variante al Prg sull’area interessata, salvo poi rivedere la decisione e spostandone la realizzazione in zona Asi, solo perché nel 2008 si presentò il serio rischio, per il Comune di Bari, di perdere la gestione del canile previsto a Palese,  nel caso in cui questo territorio si fosse poi staccato amministrativamente da Bari, divenendo Comune autonomo. “Però – affermano alcuni cittadini –  se è fuori di dubbio che le amministrazioni baresi da sempre non hanno avuto grandi attenzioni per le periferie, è pur vero che dal 2004, con l’avvento di Emiliano alla guida della città, la situazione per Palese e Santo Spirito è precipitata, perché alle disattenzioni del Comune per questo territorio si è aggiunta la strafottenza e l’arroganza di un sindaco bugiardo ed ipocrita”. Infatti, spiegano gli stessi cittadini, nessuno degli impegni che Emiliano aveva annunciato in campagna elettorale per queste comunità, è stato mai mantenuto. E su questo argomento l’opposizione di centrodestra ha gioco facile nel rilevare la cancellazione del progetto per l’eliminazione del fascio di binari che spacca in due l’abitato, e che il Piano triennale comunale delle opere pubbliche dell’amministrazione Emiliano prevede per questo territorio appena l’uno per cento dei fondi stanziati per la città di Bari. Cifra che, nel 2014, si riduce addirittura allo 0,14 per cento. Quindi, meno che una miseria.  E meno male che questo territorio vanta ben due esponenti di maggioranza, Massimo Maiorano ed Antonio Bisceglie, entrambi del Pd, che siedono nell’aula “Dalfino” a Palazzo di città. Evidentemente questi ultimi siedono in consiglio comunale solo per assecondare i voleri del Sindaco e gli interessi baresi sul territorio della Prima circoscrizione. Vedi la variante di Prg a Santo Spirito, per la realizzazione dell’edificio destinato ad ospitare in affitto la sede dell’Asl e la caserma dei Carabinieri. Voleri ed interessi che evidentemente sono tanto forti che il 5 febbraio del 2010 il sindaco Emiliano non si fece scrupolo di calpestare l’esito della volontà popolare, imponendo il suo diktat alla Regione, per negare l’autonomia comunale ad una comunità che legittimamente la rivendica da più di ottanta anni. Ed è stata, forse, proprio la mancata autonomia la goccia che ha fatto traboccare il vaso, creando la frattura insanabile che ha portato, seppur tardivamente, alle dimissioni del presidente Di Liso. Una mancata autonomia comunale, quella di Palese e Santo Spirito che, alla luce del decreto Monti che istituisce dal 2014 la “Città metropolitana”, rischia di diventare un vero boomerang per il Comune di Bari, in quanto molte realtà  dell’hinterland barese, come Altamura, Bitonto e Molfetta, hanno già dichiarato di non essere interessate a far parte del nuovo Ente metropolitano, perché temono di essere soffocate dall’egemonia di una classe politica comunale barese miope e prevaricatrice dei diritti, delle tradizioni e dell’identità delle comunità viciniori.

 Giuseppe Palella

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