Cronaca

Le “gaffe” dell’ex vice di Decaro, ora aspirante presidente di Municipio

Non tutti i candidati a presidente di Municipio in corsa alle amministrative baresi di domenica prossima sono “figure” nuove sulla scena politica cittadina. Infatti, solo alcuni di essi sono personaggi  che si affacciano per la prima volta in una competizione elettorale. Altri, invece, sono dei veterani della politica barese e, in particolare, nei Municipi di decentramento cittadino. E ciò sia nel centrodestra che nel centrosinistra e fra i “5 Stelle”, che in qualcuno dei cinque Municipi hanno, per la carica di presidente, nomi verosimilmente già noti a molti elettori per le loro esperienze passate, a seguito di  ruoli politico-amministrativi già ricoperti a livello locale. Infatti, basta leggere l’elenco di chi è stato proposto per la guida dei Municipi da Antonio Decaro per il centrosinistra, da Pasquale Di Rella per il centrodestra. Ma anche da Elisabetta Pani per i pentastellati o da Sabino De Razza per la lista di sinistra “Bari città aperta”. E scorrendo fugacemente tale elenco si scopre che nel I Municipio 3 su 4 dei candidati proposti, ossia Lorenzo Leonetti (Pd), Michele Cipriani (Riprendiamoci il Futuro) ed Antonio Gadaleta (Bari città aperta), sono non nuovi alla politica. Ma anche nel II Municipio figurano candidati presidenti non alla prima esperienza, come Pier Paolo Ruggiero di “Forza Italia” o Lucio Smaldone di “Sud al Centro”, che è l’unico consigliere comunale uscente ad essere stato “graziato” da Decaro per la candidatura a presidente di Municipio, anziché sgomitare per un ritorno nell’aula “Dalfino”. Nel IV Municipio, invece, è il M5S che per la presidenza ha proposto un consigliere municipale uscente, Vito Saliani, come pure il centrodestra che ha presentato per tale carica un altro consigliere municipale uscente, Nicola Quaranta. Ma la figura con un passato politico più di “peso” per la guida di Municipio, in questa tornata elettorale, è sicuramente quella proposta dal centrosinistra barese per la presidenza del mini-consiglio di Palese e Santo Spirito, dove il sindaco Decaro ha fatto presentare l’ex suo vice, nonché anche suo ex assessore al Patrimonio, Vincenzo Brandi. Però, per quest’ultimo la candidatura a presidente di un Organo praticamente privo di un bilancio autonomo, e quindi di risorse finanziarie, e con un passato da “Numero 2” dell’esecutivo comunale, non sappiamo se, in termini politici ed amministrativi, rappresenti più una gratificazione o una penalizzazione all’interno della coalizione politica che lo esprime. Infatti – come si ricorderà – Brandi alle amministrative del 2014 fu eletto consigliere comunale nella lista “Realtà Italia” di Giacomo Olivieri ed in consiglio non rimase neppure per una seduta, poiché il sindaco Decaro lo chiamò da subito a ricoprire il ruolo di assessore al Patrimonio. E qualche mese più tardi addirittura anche quello di vice sindaco. Di Brandi – come pure si ricorderà – fu l’iniziativa nel 2015 di far raddoppiare il canone delle lampade votive dei sette cimiteri cittadini alla ditta concessionaria in proroga ed in affidamento diretto dal 2010, quindi senza appalto, del relativo servizio. Un’iniziativa che – come è noto – all’epoca ha provocato molto sconcerto e scontento tra le tante famiglie baresi che hanno i loro defunti seppelliti in uno dei cimiteri cittadini, soprattutto per la giustificazione all’epoca addotta dall’Amministrazione Decaro, e quindi da Brandi stesso che, quando fu attuato il raddoppio del canone alla concessionaria nella primavera del 2016 (addirittura con valore retroattivo da gennaio del 2015 benché la deliberazione era di ben 7 mesi dopo, cioè di luglio di quello stesso anno), motivò tale decisione sostenendo in maniera alquanto fantasiosa che il costo di detto servizio a Bari era rimasto invariato da 15 anni. Motivazione, questa, poi smentita dal lettore di un giornale locale (E-polis Bari) che, con bollettini alla mano, dimostrò tutti gli aumenti che detto canone aveva subito fra il 2000 ed il 2010, e che avevano comportato quasi la triplicazione di detto costo. Ancor più fantasiosa la giustificazione di Brandi a tali incrementi come “soli aumenti Iva”. Ma tralasciando quella evidente “gaffe” del passato dell’odierno candidato presidente di Decaro al V Municipio, ciò che di recente ha suscitato ancor più stupore nella comunità in cui è candidato alla presidenza del Municipio l’ex vice di Decaro (dimessosi a sorpresa dall’esecutivo comunale – come si ricorderà –  meno di due anni or sono, ufficialmente per “motivi personali”, ma secondo qualcuno “dimissionato più per motivi precauzionali”) sono talune sue affermazioni rilasciate nel corso di un filmato-intervista in circolazione su Facebook ed in cui Brandi ha dichiarato che, in caso di sua elezione, di volersi adoperare per far attivare una “Ripartizione distaccata dei Lavori pubblici” (sic!). E questa per i veterani ed addetti a lavori della politica, ma soprattutto per pubblici funzionari e conoscitori esperti della “macchina” amministrativa comunale (e Brandi – a suo stesso dire – dovrebbe esserlo!), è un’altra imperdonabile “gaffe” per chi aspira a rappresentare l’Amministrazione barese in una comunità periferica di oltre 30mila abitanti e con tanti problemi irrisolti. Qual è per l’appunto quella di Palese e Santo Spirito. Ma – stante ad alcune evidenze –  in passato ai residenti del V Municipio di Bari, l’odierno aspirate presidente di Municipio del centrosinistra di disagi e disfunzioni, da assessore al Patrimonio e vice di Decaro, – a detta di molti cittadini del posto – “ne avrebbe già causati non pochi”. Ed al riguardo alcuni cittadini di Palese tirano in ballo la situazione di inutilizzo in cui versa attualmente in via Indipendenza il “Lascito Garofalo”, i cui locali comunali appena ristrutturati furono assegnati con un bando gestito tra la fine del 2015 e gli inizi del 2016 proprio dall’allora assessore Brandi, che non solo estromise l’Organo di decentramento amministrativo dalla gestione di quella procedura, ma non tenne conto neppure minimamente delle indicazioni emanate dal Municipio territorialmente competente, per l’uso a cui era preferibile adibire quella struttura pubblica. Insomma, per concludere, possiamo rilevare che se le scelte fatte in questa tornata elettorale dalle forze politiche cittadine per la guida dei 5 Municipi baresi fossero quasi tutte alla stregua di quella di Decaro per Palese e Santo Spirito, dove il candidato presidente del centrosinistra, nonostante il vantato curriculum politico (sicuramente il più significativo tra tutti gli aspiranti a presidente dei 5 Organi periferici della Città di Bari), – stante a ciò che emerge da una sua stessa intervista di “auto-promozione” – presenta (anche per come ha gestito in passato da assessore talune vicende prettamente localistiche) una visione alquanto “confusa” su taluni aspetti organizzativi del Comune, allora è chiaro sin d’ora quale potrebbe essere per Decaro (ma forse anche per gli altri neo-aspiranti Primi cittadini!) l’effettiva volontà futura sul Decentramento amministrativo al Comune di Bari. E cioè quella già dimostrata finora di uno sfrenato centralismo gestionale. E, quindi, anche della completa “inutilità” dei 5 Municipi.

 

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 23 Maggio 2019

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