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Le Grazie furono ‘castigate’?

Nella mitologia romana le Grazie, replica latina delle Cariti greche, erano tre: Aglaia (lo splendore), Eufrosine (la gioia) e Talia (la prosperità). Figlie di Zeus e di Eurinone, le Grazie abitavano sull’Olimpo e Afrodite amava averle per compagne. Erano anche le dee del talento musicale e dell’arte. Per attributi avevano, oltre alle rose e al mirto, strumenti musicali. Si accompagnavano perciò pure ad Apollo e alle Muse. Spesso erano rappresentate mentre si tenevano per mano, leggiadre e gioiose. Tale intreccio di dita, stando a quanto riferisce Seneca nel ‘De beneficiis’, rappresenta il triplice ritmo della generosità : offrire, accettare, restituire. La storia dell’arte considera Grazie dipinte, scolpite e riprodotte anche in forma musiva. Una rappresentazione di quest’ultimo tipo costituisce uno dei pezzi più pregiati del Museo di Egnazia. Di quel mosaico, rinvenuto nel 1977 e che costituiva il medaglione centrale del pavimento di un ambiente comunicante con la basilica civile, è giunto a noi solo un frammento (vedi immagine). La profonda lacuna lascia spazio ad un interrogativo intrigante : in origine le tre figure erano nude, oppure panneggi ne coprivano il più riposto segreto ? Della più visibile delle Grazie – l’immagine è incompleta – “si intravede la linea dell’inguine, dove alcune tessere di colore differente da quelle usate per l’incarnato potrebbero suggerire la presenza di un panneggio”, sostiene M. Labellarte in ‘’Tappeti di pietra’ (Schena Editore – 2001). Ma gli antichi riproducevano le Grazie sempre nude, ciò allo scopo di sottolineare come la loro bellezza non abbisognasse d’ornamenti. Pare dunque più probabile che le Grazie egnatine fossero nude, ma l’incuria del tempo… Siamo però sicuri che qui c’entrino gli agenti atmosferici ? E’ ragionevole pensare che il mosaico sia pervenuto intatti ai giorni successivi all’editto di Milano (313 d.C.). Con quell’editto, sappiamo, Costantino riconosceva legalità al culto di Cristo. Per effetto di tale riconoscimento i cristiani trasformarono in chiese templi e ambienti pagani dismessi, come la basilica civile di Egnazia, appunto. Ma come conservare un soggetto così pagano e ‘peccaminoso’? Possiamo immaginare sacerdoti sedotti dalla bellezza del manufatto e incerti se distruggere o lasciare in vita. Potrebbe aver prevalso allora un terzo partito : ‘castigare’ distruggendo la metà scandalosa… A meno che non si voglia attribuire la responsabilità del supposto scempio alla furia del Goti che devastarono Egnazia intorno al V secolo. Ma quei barbari birichini avrebbero semmai fatto il contrario, cioè distruggere la parte superiore del medaglione e consegnare ai posteri Grazie… svelate.

 

Italo Interesse

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