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Le organizzazioni agricole divise non solo ai tavoli istituzionali ma anche nelle piazze

Le rappresentanze del mondo agricolo pugliese sulla xylella e sulle altre problematiche del comparto continuano ad essere divise non solo ai tavoli istituzionali, ma anche per le proteste di piazza. Infatti, mentre le Organizzazioni sindacali che si riconoscono nel movimento dei “Gilet arancioni”, ovvero Agei, Confagricoltura, Cia, Copagri, Associazione frantoiani di Puglia, Confcooperative, Legacoop, Italia Olivicola, Movimento nazionale agricoltura, Confederazione italiana liberi agricoltori ed Unapol, manifesteranno lunedì prossimo, 7 gennaio, in piazza Prefettura a Bari, la Coldiretti ha chiamato a raccolta i produttori agricoli pugliesi a Roma, in via XX Settembre, davanti al Ministero delle Politiche agricole e forestali, per il giorno successivo. Ossia martedì 8 gennaio.  Ed a guidare la delegazione di Coldiretti-Puglia nell’incontro romano con il ministro alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, sarà personalmente il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, che insieme ai rappresentanti regionali dell’associazione chiederà al rappresentante del Governo “giallo-verde” che guida il Dicastero di via XX Settembre di affrontare le emergenza del comparto agricolo, a cominciare da quelle della gelata pugliese dello scorso anno, con “l’opportuno confronto con i corpi sociali” così come sollecitato anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno. Infatti, l’assenza nella Legge di stabilità (approvata in via definitiva il 30 dicembre scorso) delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fsn (Fondo di solidarietà nazionale), per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree agricole del Paese, a partire dalla Puglia che  nella campagna olivicola appena conclusa ha visto ridursi di oltre il 65% la propria produzione di olio, e le pesanti ricadute negative per il settore, registrate nel 2018, sono state le ultime “gocce” che hanno fatto traboccare un vaso già colmo di insoddisfazioni per i produttori agricoli pugliesi e non. La manifestazione barese di lunedì dei “Gilet arancioni” è invece l’inizio di un presidio permanente di protesta che le associazioni sindacali pugliesi di categoria, aderenti al movimento, hanno organizzato per far sentire il grido di dolore del mondo agricolo locale sia nei confronti del Governo nazionale che di quello regionale e rei entrambi di aver dedicato finora scarsa attenzione alle problematiche degli agricoltori. O meglio, forse, di averli sottovalutati. Infatti, il portavoce dei “Gilet arancioni”, Onofrio Spagnoletti Zeuli, con una nota ha dichiarato: “E’ arrivato il momento delle azioni e dei fatti concreti”, perché “le parole e le promesse, ormai, non bastano più”, in quanto “gli agricoltori pugliesi sono arrabbiati e pretendono risposte concrete”. Inoltre, ha concluso Spagnoletti Zeuli, lunedì prossimo a protestare a Bari per le vie cittadine ci saranno insieme agli agricoltori anche gli operai (alla manifestazione parteciperanno anche le delegazioni di Cgil, Cisl e Uil) che risultano anch’essi danneggiati dalla crisi del comparto e dai ritardi istituzionali nelle misure d’intervento a sostegno della categoria produttiva. Difatti, il portavoce dei “gilet arancione” nella nota ci ha tenuto a sottolineare che trattasi di “un problema sociale di dimensioni enormi”, ovvero una vera e propria “catastrofe che riguarda centinaia di migliaia di famiglie”. Ma se così è, allora si chiedono molti comuni cittadini: “Perché dividersi nelle manifestazioni di protesta e negli incontri con le Parti istituzionali che devono prendere i doverosi e necessari provvedimenti per risollevare il comparto agricolo colpito dalle note calamità naturali della Xylella e della gelata 2018?” Un interrogativo, questo, che fa sorgere sicuramente qualche sospetto. Infatti, non è la prima volta che le Organizzazioni sindacali agricole si dividono su problematiche comuni al comparto ed ai loro rispettivi associati. E la ragioni di tale divisioni del passato ad alcuni sono ben note. Ma se così fosse anche stavolta, allora vorrebbe forse significare che siamo alle solite lotte sotterrane di “bottega”. Lotte che – come è noto – “servono” ai rappresentanti più che ai “rappresentati”. E questo è sicuramente un fattore cronico di debolezza del mondo agricolo nazionale, ma anche pugliese.

 

Giuseppe Palella

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