Cultura e Spettacoli

Le ‘panelle’ di San Nicola

Si calcola in oltre quindici milioni il numero di temporali che si scatenano sulla terra ogni anno. Nello stesso periodo si abbattono sul territorio italiano quasi seicentomila fulmini. Per fortuna le possibilità di essere vittima di una folgore sono di una a mezzo milione, quelle invece di sopravvivere al medesimo flagello arrivano all’ottanta per cento. Quale grande regalo fece all’umanità Beniamino Franklin inventando il parafulmine. Ma anche dopo che nel 1752 lo scienziato statunitense ebbe inventato questo prezioso dispositivo, per lungo tempo nelle campagne e tra il popolo si continuò a contrastare il pericolo del fulmine con pratiche vicine alla superstizione. La più antica e nobile di queste pratiche prevedeva il ricorso a Santa Barbara, la martire cristiana protettrice di artificieri, artiglieri, minatori ed altre categorie di lavoratori esposti al pericolo del fuoco o delle esplosioni. Quando non si pregava in ginocchio davanti all’effigie di questa Santa (davanti alla quale doveva sempre ardere un cero), si faceva ricorso a rimedi anche bizzarri. Ad esempio, all’aperto si mettevano in croce due scope oppure una forchetta o un ramoscello d’olivo consacrato la Domenica delle Palme. Questo ramoscello poteva anche trovare altro impiego :  bruciato nel camino o nel braciere  (il piccolo rogo era accompagnato dall’accensione di una candela benedetta il giorno della Candelora). E poi c’era il rimedio del pane. Ne parla Matilde Serao, in ‘Il ventre di Napoli’ (1884) : “…vi sono le panelle, pagnottine di pane benedetto di San Nicola di Bari, che buttate in aria, nel temporale, scampano dalle folgori”. Non ci risultava che il nostro Santo patrono, notoriamente protettore di bambini, studenti, marinai, commercianti e fanciulle da marito, avesse potere anche contro le saette. Ci risulta invece che qui in Puglia, e probabilmente in tutto il Mezzogiorno, all’approssimarsi del temporale si usasse sbriciolare pane benedetto sulla soglia di casa e sul davanzale delle finestre. A San Marzano di San Giuseppe, nel tarantino, si usava conservare un po’ del pane benedetto in occasione della festa di San Giuseppe e spargerne le briciole in direzione dei punti cardinali quando il cielo diventava plumbeo. Il gesto era accompagnato da quest’orazione a San Giovanni : ‘Alzati San Giovanni, non dormire, / ‘ché sto vedendo tre nuvole nere venire, / una di acqua, una di vento e una di maltempo. / Dove lo portiamo questo maltempo? / Sotto una grotta scura / dove non canta gallo, / dove non brilla la luna /affinché non faccia del male / a me e a nessun’altra creatura’.

 

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 3 Ottobre 2018

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