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Le (presunte) profezie di Padre Pio

“… Verranno cose tremende, io non riesco più a intercedere per gli uomini, preparatevi a vivere tre giorni al buio totale… Povero sarà colui che in quei tre giorni tenebrosi si troverà senza una candela, senza una brocca d’acqua e senza il necessario per tre mesi… verranno a mancare le cose più essenziali, fate delle provviste almeno per tre mesi … maggio sarà un mese tragico.” E’ uno stralcio, questo, delle (presunte) profezie di Padre Pio. Tali segreti, peraltro, sarebbero stati rivelati al Santo di Pietrelcina da una misteriosa e “carismatica  A.S.” Così Renzo Baschera in ‘I grandi profeti’ (Armenia, Editore, Milano 1982). Chi è questo Baschera? Non se ne sa molto, se non che un tempo insegnava. Ha firmato diversi libri, tutti molto vicini nella tematica : ‘Le profezie della monaca di Dresda’ (1976), ‘Le profezie di Rasputin’ (1987), ‘Le profezie della Santa Sindone’ (1987), ‘Le profezie di Don Bosco’ (1988), ‘Il grande libro delle profezie (1994), ‘Nostradamus oltre il Duemila’ (1996)… Tutti libri accomunati dall’incertezza relativamente alle fonti e dal fatto che qui vengono presi in considerazione personaggi di cui non esiste traccia in alcun documento : Sono esistiti il Monaco Basilio di Kronstadt, la Monaca di Dresda, l’Abate Ladino, il Monaco Olivetano? e davvero Rusputin profetò? da dove escono queste profezie della Sindone?… Prende corpo un sospetto, alimentato da un altro libro di Baschera edito da MEB nel 1995 : ‘I grandi di ieri ci parlano. Eccezionali contatti medianici con Mussolini, Churchill, Roosvelt, Stalin, De Gaulle e Hitler’. Che già dalla prima pubblicazione Baschero fosse vicino al mondo della medianità? E’ possibile, quindi, che il Nostro abbia spacciato per storiche, fonti di tutt’altra e discutibile natura. Un visionario, un illuso… o peggio? Tornando a Padre Pio, a parte il mistero di questa A.S., quando, dove e a chi il frate delle stimmate avrebbe consegnato gli annunci catastrofici di cui in apertura? Desta sospetti questa leggerezza credulona con cui tanti siti riportano le presunte profezie di Padre Pio senza porsi il più ragionevole degli interrogativi. E che dire della solerzia con cui certe case editrici stampano volumi a sfondo apocalittico? Pur di firmare testi, pur di vendere libri non ci si ferma dinanzi a niente. Che affare la fine del mondo. Intanto, solleticato ad arte, un popolo di cattivi lettori sta al gioco comprando e leggendo libri di cui diffondono le idee col risultato di alimentare i più sterili dibattiti. Non ha senso interrogarsi su come e quando il mondo finirà quando dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti che il mondo ha già cominciato a finire. E da molto tempo. E chissà che non sia già finito e che noi, accecati dall’illusione di esistere, non ce ne siamo accorti.

Italo interesse

 

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