Cultura e Spettacoli

Le restrizioni della Quaresima

Il principale divieto riguarda la carne che era bandita dal giorno delle Ceneri alla domenica di Pasqua

Per il cattolico praticante la Quaresima è un periodo di restrizioni alimentari di carattere penitenziale e non dettato da ragioni di salute. Premesso che durante questi quaranta giorni il cattolico praticante dovrebbe osservare il digiuno ecclesiastico, consistente in un solo pasto al giorno, il principale divieto riguarda la carne che, ancora nel primo Novecento (insieme a uova e latticini), era bandita dal giorno delle Ceneri alla domenica di Pasqua.

Oggi però le regole ecclesiastiche sono assai meno severe, per cui l’astensione è limitata solo alle Ceneri e al Venerdì Santo. Tale astinenza in passato era in stretta connessione con quella relativa alla pratica del sesso. Nel medioevo si riteneva che il consumo di carne stimolasse la passione, ritenuta un nemico sulla strada della purificazione e dell’ascesi (ancora oggi il cattolicesimo considera la Quaresima come un periodo di riavvicinamento a Dio segnato da alcune pratiche fondamentali come castità, penitenza, preghiera, carità e digiuno, appunto). E nel suo ‘Summa Theologiae’ San Tommaso D’Aquino scriveva che eliminare la carne, che tanto soddisfa il palato, è prova di superiore senso del sacrificio.

In alternativa alla carne c’è il pesce, una volta considerato il cibo dei poveri, oltre che un cibo ‘sicuro’ per il fatto di fornire meno calorie della carne e quindi di non stimolare adeguatamente certi appetiti (ma le ostriche non costituiscono un eccellente afrodisiaco?…). Adesso però le cose sono cambiate, il pesce fresco costa molto di più del miglior taglio di carne fresca ; si confronti un’aragosta con una confezione formato famiglia di fette di tacchino. Di ciò compresa, la Conferenza episcopale italiana nel 1994 ha stabilito che durante il periodo quaresimale siano vietati non solo la carne ma pure quei cibi e quelle bevande “che a un prudente giudizio sono da considerarsi particolarmente ricercati e costosi”.

Dunque, durante la Quaresima il cattolico devoto dovendo dire addio all’opulenza della tavola, rinunci a tartufo, caviale, prosciutto della più alta qualità, salmone rosso, tonno pinna gialla, pescespada… e pure a quel vino stravecchio di valore tale che una famiglia media del Burundi ci camperebbe un anno. Restano le verdure. Fino a Pasqua, allora, il fedele pugliese si riempia pure la pancia di cime di rapa, lampascioni, carciofi, caroselli, barattieri, cicoriette selvatiche, cardoncelli… – Nell’immagine, ‘Lotta tra Carnevale e Quaresima’, un olio su tavola di cm. 118 x 164,5 di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1559 e conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. La brulicante veduta della piazza di un paese mette in scena un combattimento simbolico tra le personificazioni del Carnevale e della Quaresima.

Il primo è rappresentato come un uomo grasso a cavallo di un barile, con in mano uno spiedo con carni e polli infilzati. La Quaresima al contrario è una donna smunta e pallida, con vesti cineree e una croce sulla fronte. I seguaci del Carnevale, sono intenti a girare mascherati, a divertirsi con le carte, le trottole e altri giochi da strada, mentre altri vanno a cercare donne, mangiano, bevono… I devoti della Quaresima invece sono rappresentati da un gruppo di persone penitenti che ascoltano un predicatore sotto un portico, mentre altri devoti escono da una chiesa, davanti alla quale ricchi borghesi fanno la carità a numerosi poveri.

Italo Interesse


Pubblicato il 6 Marzo 2026

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