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Le sfide più importanti al ballottaggio sono Barletta e Molfetta

Mancano cinque giorni al turno di ballottaggio per la scelta del Primo cittadino nei centri andati al voto lo scorso 12 giugno e che non sono riusciti ad eleggere al primo turno il sindaco, poiché nessuno dei candidati alla poltrona più alta del Comune in cui si è presentato ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validi. I Comuni pugliesi con più di 15mila abitanti che riapriranno i seggi elettorali la prossima domenica sono dieci su diciotto.  Infatti, in provincia di Bari si tornerà alle urne a Castellana Grotte, dove si sfideranno Domenico Ciliberti che ha raggiunto al primo turno il 47,13 dei consensi e Vito Rubini (17,6). A Giovinazzo Michele Sollecito, sostenuto anche da civiche del centro destra, che al primo turno ha conseguito il 41% dei voti e Daniele De Gennaro, sostenuto da liste civiche anche di centrosinistra che il 12 giugno scorso si è classificato secondo, raggiungendo il 37%. A Giovinazzo è rimasta fuori dalla partita la candidata sindaca del Pd, Maria Rosaria Pugliese, mentre le sigle politiche del centrodestra tradizionale non avevano presentato in via diretta alcun nome per la corsa a sindaco. A Polignano a mare la corsa per la conquista della fascia tricolore sarà tra Maria La Ghezza (35,04%) del M5S con Vito Carrieri (23,10%) espressione di due civiche di sinistra. A Santeramo ballottaggio tra Vincenzo Luciano Casone (33,07%) del Pd e Michela Gabriella Nocco (32,09%), espressione del centrodestra. Però, in provincia di Bari la sfida più importante è sicuramente quella di Molfetta, sia per il numero di elettori interessati (è dopo Altamura la terza realtà della Città metropolitana barese, per popolazione) che per l’aspetto politico. Infatti, a Molfetta sarà sfida tra il sindaco civico uscente, Tommaso Minervini (47,9% delle preferenze), e l’ex pm Pasquale Drago (23,6%), sostenuto al primo turno dal Pd e da alcune civiche di centrosinistra, oltre che dai “5 Stelle”. Ma la singolarità politica del ballottaggio molfettese consiste nel fatto che al secondo turno a sostegno di Drago, sia pur senza apparentamento, si è schierato parte dello schieramento (in particolare Forza Italia) che al primo turno sosteneva il candidato sindaco di centrodestra, Pietro Mastropasqua, che il 12 giugno scorso ha ottenuto il 20,04%. Ma la partita politica più importante di tutte in Puglia è sicuramente quella che domenica prossima si disputerà a Barletta, che dopo Taranto, è il secondo capoluogo di provincia pugliese interessato dalle amministrative del 2022. A Barletta Cosimo Cannito (42,27%) del centrodestra dovrà vedersela con Santa Scommegna (36,63%), espressione del Pd e sostenuta al primo turno da tutte le civiche di centrosinistra che alla Regione Puglia sostengono il governatore Michele Emiliano, ma non dal M5S che aveva una propria candidata sindaco che non è riuscita neppure a conquistare il seggio di consigliere, né da Sinistra italiana ed altre sigle minori del centrosinistra, che invece al primo turno sostenevano a sindaco Carmine Doronzo che, con una coalizione di centrosinistra alternativa a quella del Pd, si è fermato al 18,47% dei consensi. La particolarità politica del ballottaggio nella Città della disfida consiste nel fatto che – come denunciato da uno dei due consiglieri regionali barlettani del Pd, Ruggiero Mennea, (ndr – l’altro è il capogruppo nell’aula di via Gentile, Filippo Caracciolo) – “il 15% degli elettori che hanno votato le liste della coalizione guidata dal Pd hanno scelto di votare un candidato sindaco diverso” della coalizione stessa. Infatti, il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra alternativa q quella del Pd, Doronzo per l’appunto, ha ottenuto un numero di preferenze di gran lunga maggiore ai voti conseguiti dalle singole liste che lo sostenevano. A complicare ancor di più il quadro politico del ballottaggio di domenica prossima a Barletta è intervenuto il fatto che i rappresentanti delle forze politiche che sostenevano Doronzo ha siglato l’apparentamento per il secondo turno con Scommegna ad insaputa – stante a ciò che ha dichiarato lo stesso Doronzo – del loro candidato sindaco, il quale si era invece dichiarato favorevole solo ad un appoggio esterno alla candidata del Pd. Detto episodio, insieme alle diatribe interne al Pd barlettano e che – come si ricorderà – hanno preceduto la presentazione della candidatura a sindaco di Scommegna, avvenuta anche in aperta polemica tra il vertice pugliese dei dem e la segreteria nazionale del partito, rende particolarmente incerto l’esito finale della partita barlettana di domenica prossima, che sulla carta invece sembrerebbe pendere, in base ai numeri del primo turno, a favore di Scommegna. Infatti, a far salire le possibilità di vittoria a favore del candidato sindaco del centrodestra, Cannito, non è soltanto la compattezza della coalizione che lo sostiene, ma soprattutto le evidenti ed insanabili spaccature sul fronte avverso che, con l’apparentamento forzoso perché ad insaputa del vero vincitore morale del centrosinistra barlettano in questa tornata amministrativa, Doronzo per l’appunto, si sono accentuate ancor di più. Per completezza di cronaca riferiamo che in provincia di Lecce il Comune al ballottaggio è Galatina, dove a contendersi la fascia tricolore per il prossimo quinquennio saranno Fabio Vergine (38,75%) e Francesco Pasquale Amante (31,44%). Infine, nella provincia di Taranto si va al ballottaggio nel Comune di Castellaneta, tra Alfredino Cellamare, espressione centrodestra, che ha raggiunto 49,91% delle preferenze e Gianbattista Di Pippa, espressione del centrosinistra con 36,14% di preferenze al primo turno. A Mottola sfida tra Giovanni Piero Barulli dei “5 Stelle” (31,19%) e Angelo Lattarulo (28,91%); mentre a Palagiano la sfida è tra Domenico Pia Lasigna (44,28%) e Pietro Rotolo (28,40%).  Queste ultime, però, tutte partite politiche minori rispetto a quelle di Barletta e Molfetta, dove le sfide in ballo non potranno sicuramente non avere una risonanza al di là dei confini pugliesi.

 

Giuseppe Palella

 

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