Le speranze di salvezza del Bari riposte nell’estro di Emanuele Rao
Morachioli è l’unico precedente vittorioso dei biancorossi al Druso

Vigilia dell’ultimo atto dei playout. Domani Bari e Südtirol, al Druso di Bolzano alle ore 20, si giocheranno la possibilità di disputare un altro campionato di Serie B nella prossima stagione. I pugliesi, immersi nel silenzio e nella concentrazione, si sono divisi ieri mattina tra sala video e lavoro sul terreno dello stadio, rigorosamente a porte chiuse. Dopo l’apertura dedicata alla mobilità articolare, il gruppo ha effettuato esercitazioni tattiche con obiettivi variabili svolte a tutto campo, con particolare attenzione allo sviluppo dell’azione offensiva. Per quest’oggi è in programma una seduta di rifinitura mattutina. Dopo pranzo il gruppo volerà alla volta del Trentino Alto Adige.
La gara d’andata al San Nicola, terminata a reti inviolate, ha confermato alcuni aspetti negativi che riguardano i galletti: l’imbattibilità di Castori nei confronti di Longo e l’enorme difficoltà che il Bari incontra nella proposta offensiva. Partendo dal dato del presente campionato, che vede le due avversarie dei playout aver realizzato lo stesso numero di gol (38), il Südtirol ha dimostrato di avere una migliore solidità difensiva (48 reti subite rispetto alle 60 del Bari), aspetto che gli altoatesini hanno sfruttato nella gara uno dei playout davanti a oltre 27.000 spettatori.
I bolzanini domani potranno godere del doppio risultato a proprio vantaggio. Sia in caso di vittoria dei padroni di casa, che in caso di pareggio sarebbero loro a ripartire dalla Serie B nella prossima stagione. I baresi, invece, dovranno necessariamente vincere questo spareggio salvezza in un impianto che non è tradizionalmente per loro tra i più fortunati. I precedenti al Druso tra Bari e Südtirol sono cinque e il bilancio è di una vittoria, due pareggi e due sconfitte. L’unica vittoria risale al 10 aprile 2023, nel giorno di Pasquetta: terminò 0-1 per i pugliesi grazie a un gol di Morachioli al 93’, che fece letteralmente impazzire i supporter baresi. Era lo stesso Bari che mostrò, da neopromosso, di voler ritornare nella massima categoria e che raggiunse la finale playoff di Serie B, persa solo al 94’ contro il Cagliari di mister Ranieri.
Gregorio Morachioli, esterno offensivo promettente, nella stagione successiva venne ceduto alla Juve Stabia, dove milita ancora oggi e con la quale squadra ha raggiunto la semifinale dei playoff, persa al ritorno contro il Monza. L’ex Bari è rimasto nella memoria collettiva biancorossa per quel gol che accese le speranze della Serie A. Intervenuto ai microfoni di Telesveva, l’attaccante spezzino ha ricordato con enfasi quell’episodio, creando anche dei parallelismi con l’attuale presente del Bari: “È stato un periodo di gioia e spensieratezza per tutto il gruppo squadra. Eravamo già euforici quando è arrivato quel gol che realizzai a Bolzano, è stato un vortice di emozioni clamorose. È arrivato alla fine della partita, seguito dal coro ‘Riprendiamola’.
Con il risultato negativo del Genoa, ci avvicinammo all’obiettivo. A fine partita arrivarono degli uomini da me in lacrime, dicendomi che il padre aveva spiegato loro quando quel coro era stato cantato per l’ultima volta. È stato molto emozionante. Per quanto riguarda il Bari di oggi, chi ha la capacità di svoltare la situazione è Emanuele Rao. Lui è molto più concreto di me sottoporta. Va dritto verso la porta e cerca il gol. È l’uomo a cui affidarsi per cercare la giocata, anche per le caratteristiche dei compagni. Lo cercano subito; appena possono gli danno il pallone per puntare l’uomo e aspettano una sua giocata. Non vanno troppo in sovrapposizione dietro, lo lasciano andare, ed è giusto così. Le occasioni più pericolose, anche nel match d’andata, sono venute dai suoi spunti”.
Amarcord a parte, il Bari oggi è chiamato a una vera impresa, soprattutto perché dovrà combattere contro i fantasmi collezionati nel corso di questo campionato: quelli di una squadra incostante, incapace di reagire agli episodi e spesso animata più dallo scoramento per i risultati non ottenuti che dall’euforia per i traguardi raggiunti. D’altronde, la squadra costruita dal tandem Magalini-Di Cesare e da mister Caserta, poi passata dalle mani di altri due allenatori, Vivarini e Longo, aveva ben altri obiettivi. Così come affermato dall’ex Morachioli, le speranze di salvezza del Bari sono riposte, tutte o quasi, nell’estro di Emanuele Rao, l’unico giocatore capace di creare superiorità numerica e che, per molti tratti, ricorda lo stesso giocatore della Juve Stabia.
Da gennaio a oggi, Rao, per merito di Moreno Longo, ha acquisito un ruolo di primaria importanza per i biancorossi, firmando sei gol e tre assist. Il giovane attaccante del Napoli, proveniente dalla Spal, è riuscito in breve tempo a spazzare via tutti i dubbi legati all’inesperienza e al salto di categoria. Inserito immediatamente nella realtà del campionato cadetto, quando gli è stata data fiducia ha dimostrato di essere pronto anche a un ulteriore salto di categoria. Il Napoli lo tiene stretto ma, prima di ambire a palcoscenici più importanti, il talento di Rovereto avrà il compito di distinguersi anche nella finalissima di ritorno dei playout. Senza essere caricato eccessivamente di pressioni o aspettative, il baby talento biancorosso dovrà continuare a giocare divertendosi, come è abituato a fare, cercando di interrompere il proprio digiuno realizzativo che dura dal 18 marzo 2026, gara persa in rimonta per 2-1 a Frosinone.
Intanto l’AIA ha reso noto che sarà Federico La Penna, della sezione arbitrale di Roma 1, a dirigere la sfida del Druso. Come assistenti ci saranno Giuseppe Perrotti della sezione di Campobasso e Alessandro Costanzo della sezione di Orvieto. Quarto ufficiale sarà Francesco Fourneau della sezione di Roma 1, mentre al VAR ci sarà Valerio Marini (Roma 1), coadiuvato dall’AVAR Daniele Chiffi (Padova). (ph. T. Lapedota)
Tess Lapedota
Pubblicato il 21 Maggio 2026



