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Le strategie di Emiliano per non fare le primarie per sé e per Decaro

La “guerra” sulle primarie all’interno del Pd pugliese per il nome da candidare alla guida della Regione nel 2020 è probabilmente frutto solo della reciproca diffidenza nei rapporti tra il governatore Michele Emiliano, leader – come è noto – della corrente di “Fronte democratico” e le altre anime interne al partito, in particolare quella renziana. Infatti, lo scontro tra “emilianisti” e “renziani” non è su primarie “Sì” e primarie “No”, ma unicamente sul “quando” le primarie, per la scelta del candidato presidente della Regione del 2020, debbano effettuarsi. Come si ricorderà, a tirare in ballo la necessità di primarie per il futuro candidato governatore della Puglia è stata, un paio di mesi fa, la senatrice renziana Teresa Bellanova, che in Puglia è l’esponente di punta dell’ex segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi. E Bellanova è anche, probabilmente, l’esponente di cui l’ex premier più si fida all’interno della sua componente pugliese del Pd, essendo stata la senatrice salentina una renziana della prima ora, a differenza del sindaco di Bari, Antonio Decaro, e di diversi altri suoi referenti pugliesi, che hanno aderito all’area renziana solo dopo le politiche di febbraio del 2013. Ossia quando era ormai chiaro che l’allora segretario del Pd, Pierluigi Bersani, non era più in partita per la guida di Palazzo Chigi e che la successiva corsa per la guida del Pd sarebbe stata vinta quasi certamente dall’allora Primo cittadino di Firenze, Renzi. Primarie a cui il governatore Emiliano non intende evidentemente sottrarsi, tanto che – come è pure già noto – ha subito dichiarato la propria disponibilità al riguardo, a condizione però che queste siano effettuate il prima possibile, anche se la scadenza naturale della legislatura regionale è nella primavera del 2020 e prima delle regionali verranno le elezioni europee ed anche le amministrative del 2019. Richiesta, quella di Emiliano, giustificata dal fatto che intende sapere fin da ora se sarà lui il futuro candidato presidente della Puglia per il centrosinistra, oppure no. In realtà, il leader di “Fronte dem” sa bene, come lui stesso ha pure dichiarato, che i suoi principali “nemici” per la riconferma nel 2020 alla guida della Regione Puglia sono proprio nella coalizione di centrosinistra e, più in particolare, nel suo stesso partito, il Pd, dove a metterlo in discussione ed eventualmente a fargli la fronda potrebbero essere proprio alcuni esponenti pugliesi che si riconoscono nell’area dem che fa capo all’ex premier Renzi o ad essa alleate, che, in combutta con una parte dell’area estrema della sinistra pugliese facente capo all’ex governatore Nichi Vendola, potrebbero metterlo fuori gioco il 2020  nella corsa per la riconferma alla guida della Regione. E per tale non sottovalutato sospetto Emiliano si è dichiarato “favorevole” alle primarie proposte dall’ex vice ministro renziano allo Sviluppo economico, Bellanova, subordinandone però lo svolgimento a prima delle europee e delle amministrative del 2019. Infatti, il governatore pugliese forse teme che se le primarie che lo riguardano dovessero essere celebrate successivamente a tali consultazioni, per lui i rischi di una possibile imboscata da parte sia dei renziani che dei vendoliani pugliesi siano maggiori, se non addirittura certi. Ed in tal caso per lui non ci sarebbe più neppure l’alternativa di poter tentare una candidatura per un’eventuale sua elezione al Parlamento europeo, nel caso in cui non fosse riconfermato dalle primarie a guidare la coalizione di centrosinistra alle regionali del 2020. Per cui a ragion veduta il governatore Emiliano ha subordinato lo svolgimento delle primarie che lo riguarderebbero a non più tardi del prossimo dicembre. Ma forse c’è di più nella strategia di Emiliano. Infatti, la sua disponibilità alle primarie è anche un modo per mettere in discussione per indiretta l’automatica riconferma del renziano Decaro alla candidatura a sindaco di Bari del prossimo anno. Una ricandidatura, quest’ultima, – come è noto – già messa in discussione con la richiesta esplicita di primarie da parte di una delle componenti di maggioranza che lo sostiene al Comune di Bari, quella che fa capo all’assessore all’Urbanistica della giunta Emiliano, Alfonso Pisicchio, che  probabilmente potrebbe anche non essere il solo nel centrosinistra barese a volere una verifica sulle reali potenzialità di Decaro a poter vincere le prossime amministrative baresi. Quindi, Emiliano con la sua disponibilità in anticipo alle primarie che lo riguardano non solo vorrebbe mettersi al sicuro da possibili e probabili imboscate che potrebbero provenirgli dall’interno del suo stesso partito dopo le europee e le amministrative baresi del 2019, ma così facendo toglie anche al renziano Decaro la pretesa di automatica ricandidatura per un eventuale secondo mandato da sindaco di Bari. Riconferma, quest’ultima, che se eventualmente avvenisse senza la legittimazione delle primarie, potrebbe verosimilmente avere delle ripercussioni negative sullo stesso Emiliano da parte di alcune anime non del Pd della maggioranza di centrosinistra che però sono direttamente legate più al governatore che alla coalizione di cui sono parte. Per intanto Emiliano, nell’attesa del via libera alle primarie immediate che lo riguardano da parte di tutto il Pd pugliese e che il sindaco Decaro si convinca anch’egli a sottoporsi ad analoghe consultazioni per la ricandidatura a Primo cittadino di Bari, potrebbe aver già pensato a nomi dei due assessori della sua giunta ancora in sospeso. Nomi che – stante alle notizie di qualche bene informato – dovrebbero servire a metterlo a riparo da qualsiasi sua messa in discussione nel 2020 per la ricandidatura a governatore. E, quindi, per la sua automatica riconferma. Ma tale ipotesi è ancora tutta da verificare.

 

Giuseppe Palella

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