Cultura e Spettacoli

Le volpi la sanno lunga

Alla Cittadella degli Artisti di Molfetta, nell’ambito di ‘Bagliori’, è andato in scena un lavoro di Lucia Franchi e Luca Ricci

Ciò che sta in alto sta pure in basso, si legge nel Corpus Hermeticum, opera attribuita a Ermete Trismegisto, personaggio leggendario di età pre-classica. Il principio, applicabile a tutte le cose, vale pure per l’arte del governo. Per cui, fatte le dovute proporzioni, non esiste differenza tra i grandi maneggi di Palazzo e il complesso dei piccoli inciuci che anima le centrali del potere periferico. Parte da tale assunto, ‘Le volpi’, un sapido testo di Lucia Franchi e Luca Ricci in cui due piccoli notabili di provincia e la figlia di una di essi – in un torrido pomeriggio d’estate, all’ombra di una sala da pranzo, all’ora del caffè – si incontrano allo scopo di ridefinire ruoli all’interno della gestione del potere locale. Il che significa stringere e sciogliere accordi, distribuire favori, concessioni, incarichi… La dimensione lillipuziana di questo esercizio della corruzione fa apparire veniali peccati che più in alto non sono assolvibili. Il microcosmo clientelare assurge così a osservatorio del degrado del potere. Prodotto da Capotrave / Infinito, lo spettacolo è stato in cartellone domenica scorsa alla Cittadella degli Artisti di Molfetta nell’ambito di ‘Bagliori’, la stagione di prosa 23/24 a cura di Teresa Ludovico. Nell’allestimento di Luca Ricci pochissimi arredi segnalano un asettico salottino domestico, mentre fondali e velari suggeriscono, meglio, una controra complice e discreta. Sulla destra, sul fondo, una cassapanca accoglie a vista, e immobili, gli attori usciti di scena o prossimi ad entrare. Ancora sulla destra, in proscenio, periodicamente un microfono accoglie i pensieri della padrona di casa e madre della ragazza. In mezzo a suoni liquidi e vaghi, la donna (una Direttrice ASL), più che confessare la propria stanchezza di faccendiera, sembra ‘deporre’ verità scottanti davanti a un magistrato. Ma presto il ruolo di connivente con un sistema di piccoli imbrogli e favoretti la risucchia suo malgrado sul campo di battaglia: il salottino. Lì deve vedersela con un primo cittadino che sotto la buccia alla ‘volemose bene’ cela una natura rapace e minuscola. Completa l’infelice terzetto una ragazza in apparenza ingenua ma che in realtà, come poi dimostreranno i fatti, ha capito con vent’anni di anticipo sulla madre – di cui sembra destinata a raccogliere il testimone – come funziona l’ordine delle cose da cui tutti e tre, direttamente e non, traggono beneficio. Scritto con acume, ‘Le Volpi’ appassiona per la giustezza dei tempi, che fanno apparire placidi ritmi in realtà serrati. Ne guadagna la credibilità dei dialoghi, stante pure il colore ‘confidenziale’ dell’interpretazione. Qua e là, spunti comici alleviano il tono greve che striscia nel fitto dialogo delle tre ‘volpi’. Molto bene in scena: Antonella Attili, Giorgio Colangeli e Federica Ombrato.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 7 Marzo 2024

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio