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Leccese alle prese con la formazione della giunta, il centrodestra con l’ennesimo disastro elettorale

Il neo sindaco, per nulla preoccupato degli eventuali ricorsi per la paventata ineleggibilità, è già al lavoro per la quadratura degli assessorati all'interno dell'ampia coalizione

Il fronte barese del centrodestra ancora una volta si lecca le ferite (che in questo caso sarebbero forse delle vere e proprie “piaghe”) di un’ennesima sconfitta elettorale disastrosa alle amministrative, mentre nel centrosinistra cittadino i vincitori sono già alle prese con il puzzle per la composizione della squadra che dovrà affiancare il neo sindaco del capoluogo, Vito Leccese. Infatti, non è da escludere che il successore di Antonio Decaro non voglia perdere tempo per la nomina della giunta, appena potrà insediarsi formalmente, e quindi dovrebbe essere già al lavoro sia con le forze della sua coalizione che con quelle della coalizione di Michele Laforgia, che – come è noto – lo ha sostenuto nel secondo turno. Leccese, d’altronde, non è per nulla preoccupato dagli eventuali ricorsi che potrebbero giungere nei trenta giorni successivi alla proclamazione ufficiale a sindaco, a causa dell’adombrata incandidabilità che la scorsa settimana hanno eccepito alcuni esperti locali di leggi elettorali, per via dell’ineleggibilità che incomberebbe anche sulla figura di un capo di Gabinetto, se candidato alla guida dell’ente in cui svolge la funzione senza dimettersi dall’incarico nei termini di legge, tanto che finora non si è preso neppure la briga di precisare all’Opinione Pubblica locale fino a quando è stato effettivamente capo di Gabinetto di Decaro e che funzione ha svolto realmente al Comune di Bari in costanza di candidatura. Pertanto, ora per Leccese il problema più impellente da affrontare è verosimilmente la formazione di un esecutivo che non scontenti alcune delle sigle che nell’aula “Dalfino” gli devono assicurare i numeri per amministrare Bari nel prossimo quinquennio. Una maggioranza, la sua, che sulla carta rappresenta più dei ¾ del plenum (29 voti sui 37 totali dell’aula), ma che nella pratica potrebbe dare anche qualche problema al Primo cittadino nel corso dei lavori consigliari, se alcune delle formazioni che la compongono non ottenessero i riconoscimenti che si aspettano con la nomina dell’esecutivo e con le successive nomine di sottogoverno comunale e metropolitano. Da non dimenticare, infatti, che il sindaco di Bari, in base alla legge Delrio del 2014, è anche alla guida della “Città metropolitana”, ossia dell’ente barese di via Spalato che dal 1° gennaio del 2015 ha preso il posto della ex Provincia di Bari. Ma veniamo alle indiscrezioni sulla formazione della nuova Giunta comunale barese. Nel nuovo esecutivo a fare la parte del leone dovrebbe essere il partito di Elly Schlein, il Pd, che forte dei suoi 10 eletti, mirerebbe – sempre secondo i “si dice” – ad ottenere 4 o 5 assessorati, tra cui la delega da vice-sindaco. In realtà è possibile che il Pd debba accontentarsi di 3 assessori, di cui uno con la delega di vice di Leccese, oltre alla presidenza del Consiglio comunale. Tra i consiglieri Dem, i papabili sono quasi sicuramente i primi tre esponenti più suffragati della lista. Vale a dire Elisabetta Vaccarella, Pietro Petruzzelli e Lorenzo Leonetti. Ad essi potrebbe aggiungersi il capogruppo uscente dei Dem, Marco Bronzini che, pur essendosi confermato consigliere, non ha fatto una buona performance, ma che essendo al suo quarto mandato consecutivo questa volta potrebbe essere comunque accontentato con l’elezione a presidente dell’aula “Dalfino”. Un paio di assessorati potrebbero andare alla lista “Decaro per il sindaco” che nelle fila della maggioranza conta 5 consiglieri. I nomi? Anche qui la scelta potrebbe ricadere sui primi due classificati della lisa. Vale a dire Vito Lacoppola e Carla Palone. Ma il condizionale è d’obbligo, poichè è possibile che Decaro chieda a Leccese un nome esterno per la giunta in quota a detta lista, rimandando poi ad una futura compensazione con nomine di sottogoverno per accontentare i consiglieri esclusi dall’esecutivo. Più di un assessore non andrebbe alla lista “Con” (3 rappresentanti) ed il nome più probabile è quello del più suffragato della lista, Romeo Ranieri, che per incompatibilità lascerebbe il posto in Consiglio alla prima dei non eletti, Alessandra Anaclerio. Un posto da assessore potrebbe essere attribuito anche alla lista “Leccese sindaco”, che ha ottenuto 2 consiglieri ed il nome potrebbe essere quello del più votato della lista, Pierluigi Introna, che in passato – come si ricorderà – è stato anche vice di Decaro al tempo del primo mandato da sindaco. Alle altre liste di maggioranza che hanno ottenuto un solo rappresentante difficilmente andranno riconoscimenti nell’esecutivo, tranne che alle liste della coalizione di Laforgia, a cui si parla dell’assegnazione complessiva di un paio di assessori per 4 liste, tra cui vi è – come è noto – quella del M5S, che ha già fatto sapere, attraverso il responsabile provinciale Raimondo Innamorato, di aspettarsi un coinvolgimento diretto dei pentastellati nel nuovo esecutivo. Quindi, la seconda poltrona assessorile di detta coalizione andrebbe ad uno dei rappresentanti “laforgiani”. Alla luce di tali indiscrezioni e pretese da parte delle forze politiche che esprimo i 28 consiglieri di maggioranza, appare difficile che potrà esserci ancora spazio per la riconferma di assessori esterni, come gli uscenti Di Sciascio e Mele, o per la nomina di nuovi esterni. Però, siccome non va dimenticato che il Comune di Bari, come è già accaduto in passato, è oggetto di giochi politici più complessi e di ampio respiro politico, allora è possibile che il neo Primo cittadino barese, per la formazione della giunta, debba tener conto di dinamiche ed equilibri che vadano anche oltre l’effettiva consistenza numerica delle forze di maggioranza presenti nel nuovo Consiglio. Perciò, non è da escludere che possano esserci sorprese nella formazione del nuovo esecutivo cittadino. Infatti, non va dimenticato che, se nei due mandati di Decaro l’azionista di maggioranza era soltanto uno, Michele Emiliano, ora per la nuova Amministrazione di centrosinistra gli “azionisti” principali sono diventati due. Ovvero Decaro ed Emiliano,  con l’aggiunta di un “azionista” imprevedibile di minoranza, Laforgia, che per quanto ininfluente sulla carta ai fini dei “numeri” in aula per l’approvazione dei provvedimenti, di certo potrebbe influenzare non poco gli equilibri della maggioranza, se tutti i gruppi presenti nel nuovo consiglio non dovessero essere appagati pienamente dalle scelte di governo e sottogoverno di Leccese.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 2 Luglio 2024

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