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L’edizione mancata della Fiera è un’altra sconfitta per la città

Non era mai accaduto prima nella storia dell’Italia repubblicana che la Fiera del Levante di Bari saltasse l’edizione dell’appuntamento di settembre con la Campionaria. E’ – come è noto – accaduto quest’anno per la prima volta. Infatti, a denunciare l’assenza dell’edizione del 2021 della Fiera del Levante ci ha pensato il partito pugliese di Giorgia Meloni che, nella mattinata in cui tradizionalmente a Bari si svolgeva la cerimonia di inaugurazione della Campionaria con la partecipazione del premier di turno, ossia il secondo venerdì di settembre (quest’anno ricadente il giorno 10) ha tenuto una conferenza stampa dinanzi ai cancelli chiusi dell’ingresso principale quartiere fieristico esistente sul lungomare Starita. Quindi, quest’anno anziché inaugurare l’apertura della Fiera si è tenuta a Bari una conferenza stampa di Fratelli d’Italia per denunciare la sua chiusura o, forse, meglio la sua mancata apertura. Un “indietro tutta” che – per il partito pugliese di Fdi – fa male non solo alla città di Bari ma all’intera Puglia, con riverberi negativi anche a livello nazionale. E di ciò – hanno rilevato nella conferenza stampa davanti ai cancelli chiusi della Fiera – “nessuna parola, oggi, Decaro ed Emiliano hanno voluto spendere per spiegare alla comunità pugliese le ragioni della mancata edizione di quest’anno della Fiera del Levante”. “Allungando la coperta dell’emergenza e del Covid, – hanno poi commentato i rappresentanti pugliesi di Fdi – hanno di fatto inferto un colpo di mannaia all’economia del nostro territorio, con gravi negligenze anche nei confronti degli espositori che hanno fatto richiesta per quest’anno, che non hanno ricevuto neppure risposta”. Ma l’accusa più pesante di Fdi è che “dove passa Emiliano, e dove passa Emiliano con Decaro, non cresce più l’erba”. Difatti, per i “meloniani” pugliesi, “sarebbe opportuno chiedere conto”, cosa che hanno assicurato di voler fare “protocollando una richiesta formale per conoscere anche le spese che l’ente Fiera ha sostenuto per la comunicazione a luglio 2020, in piena campagna elettorale regionale (ndr – al fine verosimilmente di rassicurarli sullo svolgimento dell’edizione fieristica dello scorso anno ) ed ai ristoratori baresi, agli albergatori, ai tassisti, ai baristi, di quanto questa mancata edizione della Fiera del Levante abbia gravato sulle loro casse”. Quest’anno, invece, – hanno incalzato ancora dal partito pugliese di Meloni – “cancelli chiusi per scimmiottare la Lombardia” che – come è noto – nel 2020 ha realizzato un ospedale Covid in alcuni padiglioni della Fiera di Milano (ma solo con fondi di donazioni private!), mentre “alla fine la Puglia si ritrova senza ospedale e senza Fiera”. E, dopo aver sottolineato che “dal 1946, mai la FdL è saltata”, è stato anche ricordato “che era proprio da quest’appuntamento” settembrino della FdL “che partiva la stagione politica e la programmazione nazionale”. Ora, invece, secondo gli esponenti regionali di Fdi, la struttura fieristica è stata relegata “a succursale della Regione Puglia, con uffici regionali che nulla hanno a che fare con l’attività fieristica”. Perciò, hanno aggiunto gli stessi, “qualcuno debba avere il coraggio di ammettere che la campionaria non va più bene. O che, forse, l’affitto pagato per l’ospedale sia molto più comodo di quello impegnativo degli espositori”. Fatto, questo, che – hanno rilevato inoltre gli esponenti di Fdi – “non dicono Decaro ed Emiliano ma, a quanto pare, neppure i sindacati o Confcommercio, Confagricoltura ed il mondo dell’imprenditoria da cui ci saremmo aspettati una levata di scudi”, per la mancata edizione 2021 della Campionaria barese. E “nel frattempo, – hanno concluso gli oppositori di Fdi alla Regione – le aziende avranno trovato un mercato diverso, e avremo ancora una volta, sempre grazie a Decaro ed Emiliano, dato via un simbolo della Puglia”. Per la cronaca ricordiamo che la Fiera di Bari, sorta nel 1930, aveva subito uno stop solo durante il periodo bellico del secondo conflitto mondiale. Vale a dire negli anni tra il 1940 ed il 1946. Quella di quest’anno, infatti, sarebbe stata l’85ma edizione, che così “dovrebbe” essere slittata al prossimo anno. Ed il condizionale è d’obbligo poiché, persistendo (con i dovuti scongiuri!) le attuali condizioni di emergenza sanitaria e la presenza di un ospedale Covid all’interno del quartiere fieristico, anche per il prossimo anno risulterebbe assai difficile immaginare una valutazione diversa da parte degli operatori che dovrebbero animare l’edizione di una Campionaria barese che evidentemente non riesce più ad attrare l’interesse di coloro che avrebbero dovuto essere, come un tempo, i suoi principali protagonisti.

 

Giuseppe Palella

 

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