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Legambiente a fianco di comitati e associazioni contro l’inceneritore

C’è ancora grande attenzione attorno alla costruzione dell’inceneritore tra Bari e Modugno e anche se i giudici amministrativi pugliesi si sono riservati di decidere tra ben sette mesi – precisamente a inizio novembre prossimo – si rafforza sensibilmente il fronte del ‘no’ a un impianto ritenuto fortemente nocivo per le popolazioni locali. Infatti, anche Legambiente/Puglia ha deciso di uscire allo scoperto e scendere in campo ufficialmente con comunicati e dichiarazioni, dopo aver appreso “con soddisfazione” che il Comune di Bari sta valutando l’impugnativa dinanzi al Tribunale Amministrativo della Determina Dirigenziale adottata dall’ente Regione sulle modifiche progettuali dell’impianto di incenerimento. Modifiche proposte dalla società NEWO S.p.a. e che la stessa Regione non pare intenzionata ad assoggettare alle normali procedure di verifica ambientale. E così Legambiente, che sin dall’inizio ha sostenuto e accompagnato coi propri esperti nella parte urbanistica ambientale l’azione del Comitato barese ‘No Ineceneritore’, adesso finalmente esprime soddisfazione per la posizione dell’amministrazione civica barese. Al fine, spiegano i responsabili dell’associazione, di perseguire “…un’operazione verità che faccia chiarezza sulle procedure adottate e sulla qualità dell’intervento in ordine alle direttive comunitarie che prescrivono, in materia di incenerimento, una specifica istruttoria di carattere tecnico e scientifico, da attuare in contraddittorio con le popolazioni rappresentate dai Sindaci dei Comuni interessati all’impianto”. Ecco perchè, ribadiscono gli ambientalisti, “…continueremo ad essere accanto alle Istituzioni e al Comitato per la salvaguardia della salute pubblica e la tutela dell’ambiente”. La stessa Legambiente nella presentazione del proprio ‘recovery plan’ punta anche a livello nazionale a una ‘green society’ che innova i processi produttivi e dà risposte concrete alle gravi emergenze che stiamo vivendo. La transizione ecologica, che adesso potrà contare addirittura sull’istituzione di un ministero ad hoc, non può attendere oltre; ragione per cui -sempre secondo Legambiente/Puglia – occorre ridare slancio a progetti attenti alle dinamiche ambientali che mettano al centro la riqualificazione energetica, la gestione sostenibile delle risorse e il recupero e riuso dei materiali, promuovendo modelli produttivi basati su eco-innovazioni di processo e prodotto. Un piano nazionale di ripresa, dunque, che non potrà prescindere da eco-investimenti ad ampio raggio, per la riduzione dei gas climalteranti e la valorizzazione e il recupero dei vari ecosistemi, per un Paese realmente più pulito, vivibile, giusto e innovativo. Per Legambiente e per tutti gli attivisti e ambientalisti baresi che hanno tenuta viva la fiamma della protesta nei confronti dell’impianto che i privati vorrebbero rimettere in funzione territorio Asi tra Bari e Modugno, parlare ancora di inceneritori è “…sintomo di una politica vecchia e poco attenta alla sostenibilità ambientale”. Oggi, insomma, per chi ha a cuore le sorti del nostro habitat e non solo, non si può più discutere di modelli di gestione dei rifiuti che nulla hanno a che fare con la ‘transizione ecologica’, dichiarano i presidenti del Circolo Legambiente di Bari e di Palo del Colle Antonacci e Delli Noci, convinti anch’essi che, adesso più che mai, bisogna puntare ad azioni più incisive e concrete.

Francesco De Martino

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