Primo Piano

Legittimo il divieto del fotovoltaico a terra nelle aree agricole

L'assessore regionale Paolicelli: "La sentenza conferma la nostra visione e rafforza un modello che coniuga transizione energetica, tutela del paesaggio e produzione agricola"

Non sono fondate le questioni di costituzionalità sulla norma che prevede il divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici. A pronunciarsi è la Corte Costituzionale con una sentenza. Per la Consulta, “il giudice rimettente non aveva considerato che la norma censurata non vieta l’installazione di tutti gli impianti per la produzione di energia solare nelle aree agricole – si legge nella nota – ma soltanto quella degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra. Restano, invece, consentiti gli impianti agrivoltaici ‘con moduli non collocati a terra’ che preservano la continuità delle attività colturali e pastorali sul sito di installazione”.

Pur in assenza di una definizione legislativa puntuale di ‘moduli collocati a terra’ la Corte ha osservato che “la relativa indeterminatezza è compensata dalla chiara finalità della disciplina, volta a limitare il consumo di suolo agricolo e a salvaguardare la continuità delle attività colturali e pastorali”. La Consulta ha inoltre ricordato che un decreto del 2021 “prevede specifiche eccezioni e deroghe al divieto, consentendo fra l’altro l’installazione di impianti fotovoltaici a terra nelle aree espressamente individuate dal legislatore”.

Non si è, dunque, riscontrata “la dimostrazione da parte del rimettente che le limitazioni introdotte siano tali da compromettere il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di energie rinnovabili. Sono state altresì dichiarate non fondate le censure riferite agli articoli 3 e 9 della Costituzione, poiché la disciplina censurata realizza un bilanciamento non manifestamente irragionevole fra interessi costituzionalmente rilevanti e riconducibili alla tutela dell’ambiente, quali la promozione della transizione ecologica e la salvaguardia del paesaggio agricolo, del suolo, delle colture, della biodiversità”.

Infine, la Corte ha affermato che “non è costituzionalmente illegittimo il riferimento alla classificazione urbanistica delle aree agricole, evidenziando che esigenze di certezza del diritto impongono di fondare la disciplina su criteri giuridici oggettivi anziché su elementi fattuali mutevoli”.

“La sentenza della Corte costituzionale conferma che la transizione energetica non passa dal consumo di suolo agricolo. È una decisione che rafforza la scelta compiuta da Regione Puglia con il disegno di legge sulle aree idonee e riconosce la validità di un modello di sviluppo che coniuga energie rinnovabili, tutela del paesaggio e salvaguardia della nostra capacità produttiva”. Lo dichiara l’assessore all’Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, commentando la sentenza con cui la Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sulla norma nazionale che vieta l’installazione di impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle aree classificate agricole. “È la stessa impostazione che abbiamo scelto in Puglia.

Il nostro disegno di legge – spiega – individua criteri chiari per localizzare gli impianti e introduce particolari tutele per le aree di maggiore pregio agricolo, perché crediamo che la crescita delle rinnovabili debba accompagnarsi alla difesa della terra che produce cibo, lavoro e valore. La sostenibilità non si misura solo dalla quantità di energia prodotta, ma anche dalla capacità di preservare il patrimonio agricolo e ambientale dei nostri territori”. “La Corte, quindi, afferma un principio importante: la sfida della decarbonizzazione – continua l’assessore pugliese – può essere affrontata senza compromettere il valore del suolo agricolo, della biodiversità e del paesaggio. La Puglia continuerà a essere protagonista della transizione energetica, ma lo farà con una strategia fondata sull’equilibrio, sulla programmazione e sul rispetto delle vocazioni territoriali”.

 


Pubblicato il 18 Luglio 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio