Cronaca

L’elenco delle doglianze e le tante domande a cui non ha mai dato risposta

 

Egregio sindaco Antonio Decaro, intendiamo subito tranquillizzarla: non l’abbiamo scambiata né per Babbo Natale né tantomeno per la Befana, ergo non pretendiamo da lei nessuna strenna natalizia, per buona pace delle casse comunali che, conti della serva alla mano, non dovrebbero essere per nulla “sdutte” considerati i corposi balzelli versati dagli ormai esangui contribuenti baresi. Considerate le malignità (o se preferisce, le sgrammaticate amenità)  scritte sull’operato della sua giunta nel corso del 2015, potremmo aspettarci da lei solo carbone, per lo più ardente, la cui destinazione nei nostri confronti  viene lasciata alla sfrenata fantasia dei  lettori. Ma fuori dalla celia vorremmo, almeno in questo festoso frangente, esprimerle tutta  la nostra solidarietà per quanto concerne l'”irriguardosa” performance di alcuni baresi incivili che della sua ordinanza anti botti se ne sono bellamente infischiati, sbertucciando il divieto e l’amministrazione comunale. Sentiamo l’eco della sua sacrosanta indignazione provenire dalle auguste stanze di corso Vittorio Emanuele, e siamo sicuri che già da staserà scatteranno feroci rappresaglie nei riguardi dei baresi “inadempienti”. Detto ciò, egregio primo cittadino, vorremmo riproporre alla sua gentile attenzione l’elenco delle doglianze sempre da lei   ignorate  nonostante i nostri  ripetuti e supplichevoli appelli .  Trattare il tema delle tasse a fine anno è  alquanto disdicevole e oltremodo sgradevole ,ma vorremmo sommessamente ricordarle che lei è stato fra i pochi sindaci in Italia ad approvare la famigerata super Tasi con l’ aliquota al 3,3% ,  offrendo in cambio  ai cittadini servizi non certamente degni di una città metropolitana. Il fatto che Bari continui a ristagnare nei bassi fondi della graduatoria in ambito nazionale, per quanto concerne  la qualità della vita, si spera sia argomento degno della sua attenzione nell’anno che sta per iniziare. Ci perdoni se scherzosamente l’abbiamo ribattezzata Antoine le vampire, ma dopo tutto il “plasma”  che ha succhiato ai baresi questo appellativo se lo è meritato sul campo ( o sul collo) non trova? E che dire dell’emergenza rifiuti, nonostante l’altro esoso balzello della Tari?  Caro Sindaco ,poteva “destarsi” tanti mesi prima per accorgersi che Bari puzza ed è sporca (sue parole), avrebbe così evitato di fare la classica lavata di testa ai vertici dell’Amiu per tutte le inadempienze della azienda. Visto che siamo in argomento,poi,  cogliamo l’occasione per formulare fervidi auguri  di buon anno al Presidente della municipalizzata in questione, l’avv. Grandaliano, con l’auspicio  che almeno nel  2016 abbia termine  l’invasione “aliena” della miriade di cassonetti sparsi in ogni anfratto  della città ,e che lo stesso Presidente  ci fornisca finalmente le cifre sostenute negli ultimi anni  dall’Amiu  per  la sua pubblicità istituzionale. L’elenco delle nostre lamentele ha riguardato anche il vergognoso fenomeno dell’accattonaggio minorile nel centro della città, argomento oggetto di nostre numerose inchieste. Ebbene anche qui , Sindaco, lei è stato oltremodo … impalpabile. Decaro, ricordiamolo, ha preferito non proferire parola su questo vero e proprio sconcio e non siamo riusciti a capirne le ragioni. L’atavica carenza di parcheggi, l’ordine pubblico in città e la criminalità organizzata sono purtroppo argomenti che non possono essere affrontati e dibattuti in poche righe. Si spera, anzi ne siamo certi, che il nuovo comandante della polizia municipale  Nicola Marzulli  ( buon  2016 e buon lavoro a questo esperto ufficiale) possa debellare, a differenza di quanto non ha fatto il suo predecessore, con il piglio decisionista che lo contraddistingue, l’annoso  fenomeno dei posteggiatori abusivi operanti anche in pieno centro cittadino. Sul turpe fenomeno della prostituzione in ambito cittadino,inoltre, abbiamo scritto tanto da mandare in concentrazione satura i nostri lettori. Il nostro primo cittadino su questo argomento è oltremodo convinto che siano del tutto inutili le ordinanze antiprostituzione, ma auspica che una non meglio definita “rete sociale” intervenga prima o poi e liberi centinaia di  povere disgraziate dalla loro infausta condizione. Caro Sindaco,almeno oggi non intendiamo contraddirla …pro bono pacis. E sempre in tema di atmosfera natalizia  perdoniamo pure un suo peccatuccio veniale concernente l’uso  della tanto decantata bicicletta, che lei, caro Sindaco, utilizza , a nostro giudizio, a scopo “elettoral – demagogico” visto che spesso  abbiamo  notato  la sua barbuta e distinta figura  seduta nell’auto comunale di rappresentanza e condotta dal relativo autista incravattato (ma non diciamolo ai suoi estimatori su facebook). E sulla “grande schifezza” dell’enorme serpentone metallico installato sul retro di palazzo di città ,storico ed ultracentenario edificio  in via Piccinni, come mai  gentile Decaro, visto che  lei è per giunta ingegnere, non ci ha fatto  sapere ancora nulla? Mistero della fede o dogma amministrativo?   Con lei , caro Sindaco, ci sarebbe piaciuto affrontare anche temi inerenti allo sviluppo urbanistico di Bari  e al ruolo che ha avuto la   pletora dei vari palazzinari locali che ,affiliati a lobby  ( o logge più o meno coperte) , hanno nel corso di decenni stravolto  e purtroppo non migliorato  gli assetti urbanistici e sociali di questa città. Ma il tempo è tiranno.  Egregio Sindaco Decaro, in conclusione, auguri anche per la sua dolce creatura, ovvero  la tanto incensata  “Bari per bene”, e che sia un buon e proficuo anno anche per la sua giunta, composta per la gran parte da volenterosi ed entusiasti  dilettanti allo sbaraglio . Soprattutto buon anno ai baresi, molti dei quali si  domandano amleticamente se la sua elezione a Palazzo di città è stata una fortuna per Bari o una autentica iattura.

 

Piero Ferrarese


Pubblicato il 31 Dicembre 2015

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