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‘Lello Simone’, l’ultimo velodromo

Inaugurato nel 1930,  battezzato ‘Littorio’ e ribattezzato ‘degli Sport’ nel dopoguerra, negli anni cinquanta è stato intitolato a Lello Simone, un medico barlettano scomparso nel 1949. Lo Stadio-Velodromo di Barletta, omologato per il ciclismo su pista in tutto il territorio regionale, è un impianto polisportivo (vi si gioca anche al calcio, al football americano e al rugby). Soprattutto è il solo punto di riferimento per i pistards di casa nostra. Finalmente restituito alla città dopo alcuni anni di stop legati a problemi burocratici che hanno innescato polemiche velenose, il Lello Simeone è tornato ad accogliere gli amanti del pedale, che siano allievi, dilettanti o professionisti. Gestito dall’Associazione Centro Pista Simeone, il velodromo barlettano è aperto ogni mercoledì e venerdì dalle 15:00 in poi, da marzo a settembre, a chiunque appartenga ad una società iscritta alla Federazione Ciclistica Italiana. E pensare che questo glorioso e solitario impianto, sul quale ha corso anche Fausto Coppi, per un breve periodo di tempo – circoscritto alla fine degli anni settanta – ebbe un formidabile concorrente a sette chilometri da Lecce. Era il 1976 quando in occasione dei Mondiali di Ciclismo entrava in funzione il Velodromo degli Ulivi, a Monteroni. Il ciclismo su pista sembrava destinato a rinascere in Puglia. E invece le Cassandre di turno parlarono di cattedrale nel deserto. Come da tradizione, rimasero inascoltate. Ma ancora come da tradizione avevano ragione. Alla chiusura della manifestazione il Velodromo degli Ulivi funzionò ancora per qualche tempo prima di finire nel dimenticatoio già agli inizi degli anni ottanta. Al presente quell’opera grandiosa, costata tre miliardi di vecchie lire, giace nel più assoluto abbandono. Un terzo di una delle due curve a grande inclinazione è crollato e del prezioso legno che ricopriva tutto l’anello non resta traccia. Marcito sotto l’effetto degli agenti atmosferici? No, asportato un po’ alla volta. In piedi, ma fatiscente, è ancora la tribuna, capace di tremila posti. All’interno dell’anello un mare di erbacce. E ancora degrado nei sotterranei che ospitavano gli spogliatoi, i magazzini, gli uffici e la sala stampa. Stessa sorte per le strutture di contorno (un parco giochi, un campo di calcio, uno di bocce, un altro da tennis, un ristorante e una piscina da 25 metri). Eppure nel 2011 erano stati stanziati tre milioni di euro per la ristrutturazione dell’impianto e i lavori avevano avuto inizio a giugno dello stesso anno. Ma in poco tempo i lavori si impaludarono nella mala burocrazia e il  velodromo è tornato ad essere un rudere. Ove mai fosse avanzato qualcosa di quei tre milioni di euro, che fine hanno fatto? – Nell’immagine, uno scorcio del Lello Simone.

Italo Interesse

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