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L’emergenza cinghiali al San Paolo continua. Invadenti sì, mostri no

L’emergenza cinghiali al San Paolo continua. La cosa non sembra impressionare tutti, visto che qualcuno cerca addirittura di avvicinare queste bestie offrendo avanzi. Arriveremo al selfie? Intanto non siamo lontani dalla tragedia, visto che i cinghiali hanno preso confidenza anche con la 16 bis (a maggio due di questi animali l’hanno attraversata all’altezza dei curvoni di Palese). E mentre si invocano squadre di sterminio, fioccano le sciocchezze. Cinghiali di dimensioni comuni diventano nel passa parola dei social e nelle chiacchiere da bar, da bus o da ballatoio belve da incubo, immuni persino alle pallottole, giganti del peso di centinaia e centinaia di chili. Mostri, insomma. La faccenda del peso merita attenzione. Premesso che le degenerazioni in natura non sono impossibili, nel caso in questione essa deve essere frutto dell’ibridazione cinghiale-scrofa domestica, Una cosa, questa, mai avvenuta sulla Murgia, negli anni novanta dissennatamente ripopolata con esemplari di taglia comune e importati dall’Est. Se si parla di mega-cinghiali da noi è perché la Rete si manifesta sempre più prodiga di chiacchiere. Tutta colpa del loro utente, l’uomo, il quale a dispetto del progresso e di evidenze solari continua a restare un illuso. Legato ai sogni (e quindi anche agli incubi), non sa, non vuole staccarsene. E la Rete, maliziosa, l’accontenta. Fotomontaggi, talora grossolani, mostrano cacciatori soddisfatti in posa davanti a carcasse di cinghiali grossi quanto ippopotami. Qualche altra volta la foto è autentica ma l’uso di particolari obiettivi e una certa astuzia nell’inquadratura (l’animale abbattuto col muso in primo piano e il cacciatore molto più dietro, all’altezza della coda) consentono effetti ‘mostruosi’. Quando in mancanza di immagini si affida alla forza della sola parola, la menzogna assume dimensioni ancora più sfacciate. Ad aprile di quest’anno su Giornale Italiano si leggeva dell’abbattimento nel cosentino di un cinghiale “del peso record di oltre settecento chilogrammi”. A farlo fuori, una squadra composta da quattro cacciatori calabresi dei (“uno di origini asiatiche”). Ma che fatica, racconta un componente dell’eroica squadra, tale Fabrizio : “Per abbatterlo abbiamo dovuto usare tutte le nostre cartucce, sembrava immortale”. Ma veramente?… A dissolvere i dubbi degli scettici, ecco chiamato in causa un certo Prof. Emilio Boaro, dell’Università di Catanzaro : “Il gigantismo è una patologia che non colpisce soltanto l’uomo, ma anche tantissimi animali. Se esseri umani affetti da gigantismo possono raggiungere anche un peso di oltre 500 kg non deve stupire che un cinghiale possa pesare oltre 700 kg”. Ma i conti non tornano. Il cinghiale in natura raggiunge il tetto di 200 kg ; in caso di ibridazione con scrofa domestica quel tetto si ferma a 250 kg. Il gigantismo è altra cosa. E’ un fenomeno che si osserva in natura solo nel caso di una specie sviluppatasi in un habitat separato (un’isola, per esempio) e in assenza di predatori. Nessuna colonia di cinghiali si è mai trovata in queste condizioni. Al più, volendo sbrigliare la fantasia, si può pensare a cinghiali cresciuti nei boschi vicini a Cernobyl e che, colpiti dalle radiazioni, si sono sviluppati in modo anomalo… Un’altra bugia. Basti dire che in base a ricerche fatte, all’Università di Catanzaro non hai mai insegnato alcun Prof. Emilio Boaro… Mega cinghiali, mega bufale.

Italo Interesse

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