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L’emergenza è finita: a chi conviene l’ospedale Covid in fiera?

Che fine faranno i padiglioni occupati dall’Ente Regione all’interno della Fiera del Levante? Continueranno a essere utilizzati, magari mutando gli accordi contrattuali, o saranno restituiti ai soci proprietari? Finora, a conti fatti, nessuno ha saputo rispondere, neppure durante le audizioni in commissione bilancio. E il quadro e’ così confuso che per capire qualcosa il capogruppo di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo ha chiesto un sopralluogo sul posto. Ricapitolando: l’ente regionale fino a oggi ha in carico l’ex padiglione dell’Agricoltura per ospitare l’ospedale covid per un costo di 111 mila euro al mese in fase di aggiornamento. Poi ci sono il nuovo Centro Congressi, il Padiglione 52 e altri effettivamente usati. non così per cinque capannoni, fra cui il Torrione uno, 173 e 105, vuoti e ridotti piuttosto male, tanto da avere bisogno di interventi di manutenzione che andrebbero subito restituiti. Andando avanti nel nostro giro all’interno degli spazi storici dell’oramai ex Campionaria barese nei capannoni dal 116 al 118, invece, sono in corso lavori straordinari per 4,6 milioni di euro che spetterebbero alla Fiera -almeno così stabilisce la legge in tema di lavori a carico del proprietario o del locatore di immobili – ma in questo sono a carico dell’affittuario regionale. Insomma, un intreccio di rapporti piuttosto singolari e da approfondire tra contratti vecchi e nuovi dal 2013 al 2018 per un ammontare di 1,2 milioni di euro di fitti annuali a carico della regione puglia. operazioni quasi tutte in perdita come risulta dal primo accordo del 2013 coi soci Comune di Bari, Camera di Commercio e Città Metropolitana. Soltanto la Regione Puglia, infatti, ha rispettato l’impegno di risanare i padiglioni in fitto, accollandosi impropriamente anche la manutenzione del verde e la vigilanza per 220 mila euro poi bloccati dopo l’uscita di scena dell’ex dirigente regionale Mario Lerario. di qui l’interrogativo iniziale: e ora che si fa? Per capirlo la Commissione presieduta dall’ex assessore regionale pugliese Fabiano Amati e’ stata riconvocata sullo stesso punto fra un paio di settimane, proprio allo scopo di ascoltare anche il parere del capo dipartimento al Patrimonio, dottor Patruno. Nel frattempo sulla questione è intervenuto l’ente comunale col sindaco barese Antonio Decaro che, nella duplice veste di primo cittadino e Sindaco Metropolitano, ha inviato una lettera alla Regione per ribadire che per la permanenza dell’Ospedale/Covid nell’area fieristica è indispensabile per “…definire un piano di rilascio” dei padiglioni che attualmente ospitano l’ospedale per le maxi emergenze e, quindi, “per il ripristino dell’attività di istituto del sistema fieristico, in conformità alla destinazione di quelle aree”. Un piano, sempre a parere dell’ingegner Antonio Decaro, che dovrà essere oggetto di espressa intesa sia con la Fiera del Levante, sia con la società concessionaria degli spazi”. E cioè con la società partecipata dalla Camera di Commercio-Bari e dalla società “Bologna Fiere” di cui – come è noto – è a capo il presidente dell’Ente camerale Alessandro Ambrosi. Insomma, sembra che tutti gli enti interessati alla gestione del vasto patrimonio immobiliare della Fiera abbiano preso atto che lo stato di emergenza post/pandemia sia terminato, Epperò, come anche dichiarato dal governatore pugliese, “il persistere della grave e urgente esigenza pubblica rende improcrastinabile la necessità di fronteggiare la situazione sanitaria col prosieguo dell’utilizzo degli spazi in Fiera del Levante per Ospedale Covid. Insomma, non ci sarebbero “elementi ostativi a mantenere l’attuale operatività della struttura sino alla cessazione delle esigenze sanitarie e, comunque “…non oltre il termine fissato dal decreto-legge 24/2022”. Ergo fino al 31 dicembre prossimo…salvo accordi diversi (andelu)

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