Leonardo Leo, una fine ‘coerente’
Nato a San Vito dei Normanni il 5 agosto di 330 anni fa e spentosi a Napoli il 31 ottobre 1744, fu tra i massimi rappresentanti della scuola musicale napoletana

Non pochi artisti hanno prematuramente messo fine alla propria vita dandosi la morte : Van Gogh, Marylin Monroe, Yukio Mischima… In altri casi la morte è occorsa in termini più ‘coerenti’ con la scelta di vita : Molière si spense in palcoscenico il 17 febbraio 1673 subito dopo l’ultima battuta de ‘Il malato immaginario’. D’Annunzio fu trovato morto il 1° marzo 1938, seduto al suo scrittoio. Brandon Lee, figlio di Bruce, morì sul set de ‘Il corvo’ il 31 marzo 1993 a causa di un incidente con un’arma da fuoco. Il 18 marzo 2018 Yann Arnaud, un acrobata del Cirque du Soleil si schiantava al suolo mentre si esibiva a Tampa, in Florida… Forse, e sottolineiamo ‘forse’, per gli artisti non esiste modo migliore di trapassare. Chissà che ne pensa nell’Altrove il nostro Leonardo Leo, compositore nato a San Vito dei Normanni il 5 agosto di 330 anni fa e spentosi a Napoli il 31 ottobre 1744 e tra i massimi rappresentanti della scuola musicale napoletana. Nel suo ‘memorie dei compositori di musica del Regno di Napoli’ (1840) il marchese Carlantonio Villarosa riferisce che Leo sarebbe stato colpito da apoplessia, mentre era intento a scrivere un’aria buffa de ‘La finta frascatana’, un ‘dramma giocoso per musica’ che comincia con queste parole: Voi par che gite / di palo in frasca…’. Lo si trovò con la testa appoggiata sul suo clavicembalo e si credette, in un primo momento che dormisse, ma in realtà aveva già cessato di vivere. È sepolto nella Chiesa di Santa Maria di Montesanto a Napoli, dove son sepolti anche Alessandro Scarlatti ed altri musicisti della scuola napoletana. Sembra che dopo essere partito alla volta di Napoli, dove si formò, Leo non abbia più fatto ritorno in Terra d’Otranto, come allora si chiamava la suddivisione amministrativa in cui rientrava San Vito dei Normanni. In qualche modo tuttavia, il suo legame con la terra madre non si interruppe : Nella capitale, al Conservatorio della Pietà dei Turchini, studiò sotto la direzione di Nicola Fago, un compositore tarantino. E quando poi, passato docente, insegnò al Conservatorio di Sant’Onofrio, ebbe per allievo Niccolò Piccinni… – Nell’immagine, un ritratto di Leonardo Leo eseguito da Pompeo Batoni, pittore toscano vissuto tra il 1708 e il 1787, ed attualmente conservato nel Conservatorio di San Pietro a Majella, a Napoli. Un ritratto piuttosto vigoroso, come si può apprezzare, anche somigliante ?… La scheda Wikipedia che riguarda il Maestro pugliese, lo descrive così, tuttavia tacendo sulle fonti : “Leo era di taglia media, colorito bruno, occhio vivo e temperamento ardente. Sebbene fosse abitualmente piuttosto serioso, non mancava di urbanità e gentilezza. Infaticabile nella professione, passava spesso la maggior parte delle notti a comporre e si trovava sempre in vena. Amava le sue opere, ma rendeva giustizia al merito dei suoi rivali quando occorreva”.
Italo Interesse
Pubblicato il 5 Agosto 2025



