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Leonardo Vitale, poeta del gessetto

Tre giorni fa Leonardo Vitale, il maturo madonnaro originario di Oria che il 5 ottobre era stato rinvenuto gravemente ferito nei pressi della stazione ferroviaria di Lecce, è spirato nell’ospedale di quella città. Una caduta accidentale, un’aggressione? La scomparsa del cellulare e dell’attrezzatura da lavoro tinge il caso di giallo, tanto più che già un mese prima lo sfortunato artista aveva subito il furto della cassetta coi gessetti… Unanime il cordoglio del mondo dei madonnari, che si raccoglie attorno a diversi organismi come il Centro Italiano Madonnari, l’Associazione Madonnari Rodomonte Gonzaga, la Scuola Napoletana dei Madonnari, il Gruppo Madonnari Bergamaschi…  Sorprende il recente rilancio di questa forma di arte di strada le cui origini risalgono al Seicento e che nell’ultimo dopoguerra sembrava destinata a perdersi. Per tradizione legata al culto mariano, l’arte del madonnaro oggi ha allargato il campo tematico : oltre alla Vergine si disegnano Santi, Sacre Famiglie, Deposizioni, Pietà… Non mancano le riproduzioni di tele celebri, anche di natura non religiosa. Alcuni si cimentano in soggetti ‘laici’, chiamando in causa volti noti della storia e dell’attualità. Si arriva pure a disegni in 3d che simulano voragini nel terreno o doppie realtà…Tante innovazioni non hanno comunque intaccato lo spirito del madonnaro, il quale rimane un artista nomade, che si appaga di un obolo. Nel migliore dei casi, partecipando a un concorso (se ne indicono tanti), egli può ambire ad una coppa, una targa, mai ad un assegno. E’ così per tradizione. Una tradizione in linea col carattere transitorio di quest’arte : Per quanto belle, queste opere non durano più d’un paio di giorni. Anche in assenza di pioggia e di passanti, basta l’umidità della notte a cancellarle. Non a caso si parla a tale proposito di ‘arte effimera’. Una caratteristica, questa, che non mai consentito di scrivere una storia dei madonnari, i quali sono sempre stati anonimi. Ma le cose cambiano. Con i cellulari è possibile ‘fermare’ opere d’arte vulnerabili come nessuna e assegnare finalmente un volto ai loro creatori, persino creare cataloghi, definire una generazione di maestri, arrivare un domani a studi critici e persino retrospettive (e che ciò avvenga col povero Leonardo Vitale, sfortunato poeta del gessetto). Intanto la qualità dei manufatti appare in crescita. Tanto è frutto della maggiore preparazione degli autori, non più autodidatti senza pretese, ma professionisti partoriti da Accademie e Licei artistici. Ma mettiamo in conto pure la superiore caratura dei mezzi a disposizione : Adesso il madonnaro ha messo da parte lo storico gessetto colorato e la relativa tecnica dello sfumato con le dita per sostituirlo con il pastello, strumento più morbido che aderisce meglio alle irregolarità del selciato offrendo risultati nettamente migliori.

Italo Interesse

 

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