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L’eroico Sirotti aveva solo un estintore

Nella stazione di Bologna, presso il marciapiede del 1° binario, un cippo ricorda, Silver Sirotti, un capotreno morto nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974. Anche oggi, a distanza di quarantasette anni fa, una corona d’alloro è stata deposta ai piedi di quel nudo blocco roccioso. Sirotti morì nell’esercizio del proprio dovere e fu insignito della medaglia d’oro al valor civile. Morì all’età di ventiquattro anni e insieme a undici persone a bordo del treno ‘Italicus’, che quella notte fu devastato da una bomba (per la quale nessuno ha mai pagato)  mentre attraversava La Grande Galleria dell’Appennino, nei pressi di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. L’ordigno era stato programmato per esplodere nel punto centrale della lunghissima galleria (oltre 18 km). Ma, durante la corsa tra Firenze e Bologna, avendo l’Italicus recuperato tre dei minuti di ritardo accumulati nelle tratte precedenti, la bomba esplose a soli cinquanta metri dall’uscita. Ciò contenne la strage (la stessa galleria fu testimone di un’altra strage di stampo neofascista il 23 dicembre 1984 ; nella strage, questa volta del Rapido 904, si contarono 17 morti). Sopravvissuto alla deflagrazione, non trovandosi in quel momento nella vettura esplosa, il giovane ferroviere corse in soccorso dei viaggiatori intrappolati nella vettura rovente. Con sé aveva solo un estintore. Secondo le testimonianze di due agenti di polizia: «Improvvisamente il tunnel da cui doveva sbucare il treno si è illuminato a giorno, la montagna ha tremato, poi è arrivato un boato assordante. Il convoglio, per forza di inerzia, è arrivato fin davanti a noi. Le fiamme erano altissime e abbaglianti. Nella vettura incendiata c’era gente che si muoveva. Vedevamo le loro sagome e le loro espressioni terrorizzate, ma non potevamo fare niente poiché le lamiere esterne erano incandescenti. Dentro doveva già esserci una temperatura da forno crematorio. ”Mettetevi in salvo”, abbiamo gridato, senza renderci conto che si trattava di un suggerimento ridicolo data la situazione. Qualcuno si è buttato dal finestrino con gli abiti in fiamme. Sembravano torce. Ritto al centro della vettura un ferroviere, la pelle nera cosparsa di orribili macchie rosse, cercava di spostare qualcosa. Sotto doveva esserci una persona impigliata. ”Vieni via da lì”, gli abbiamo gridato, ma proprio in quel momento una vampata lo ha investito facendolo cadere accartocciato al suolo». Il monumento di Bologna non è l’unico riconoscimento pubblico a Silver Sirotti. Numerose città gli hanno dedicato una via (Forlì, Forlimpopoli e Ravenna), un parco (Forlì), un giardino (Rimini) e un piazzale (Cesena).

 

Italo Interesse

 

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