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L’eros accende la miccia

Pur rientrando nel genere comico, la commedia ‘brillante’ si distingue dalla farsa per il colore ‘signorile’ del tono e dell’ambientazione. Inoltre ha un ritmo diverso, che parte in sordina e va in crescendo sotto la spinta dell’azione combinata di due elementi : l’equivoco e la menzogna, elementi che vengono messi al servizio del tema privilegiato, che è quello dell’adulterio. Tale azione, esaltando l’antagonismo dei protagonisti, in quali in genere sono due, innesca un meccanismo a spirale che finisce col diventare addirittura esasperante, sì che il calare del sipario viene salutato dal pubblico con sottile sollievo. I drammaturghi inglesi, prima, quelli statunitensi, dopo, hanno fatto scuola, il che ha permesso il sedimentarsi di una ‘tradizione’ fatta di regole e modalità. Facendo tesoro di esse, in un secondo momento è divenuto possibile per altri autori ricavare nuove commedie brillanti personalizzando con sufficiente originalità quello che di fatto era diventato uno ‘schema’ (cosa meno facile di quel che si creda). E’ quanto ha fatto di recente Pinuccio Sinisi con ‘Giochi proibiti’, un lavoro che è rimasto in cartellone al Duse sino alla settimana scorsa. ‘Giochi proibiti’ è un valzer della bugia innescato da una coppia di amici pasticcioni, un noto penalista e un architetto. Non proprio leali l’uno verso l’altro, per di più accomunati dalla scarsa propensione alla fedeltà coniugale e da un’insaziabile concupiscenza, i due sodali devono fare i conti con l’ambiguità delle rispettive consorti… Sinisi ambienta tutto in due paralleli ambienti borghesi, disposti ai lati opposti del palco e separati da un invalicabile e invisibile muro. Fra i due estremi pendola l’azione in un tic tac che non è da metronomo : si parte alla camomilla e si giunge a destinazione a velocità da infarto. Siamo in un presente geograficamente occidentale e anonimo, ma Bari è sullo sfondo, presente ora nella memoria di scorribande giovanili da anni sessanta, ora in alcune spassose ‘derive’ dialettali. E’ questo l’habitat dello scontro tragicomico tra i due antagonisti : Efficace il contrasto tra la comicità nervosa e surreale di Sinisi e quella meno affannata, più concreta di Enzo Strippoli. Intorno ai due orbita un breve e variegato firmamento femminile che si dimostra all’altezza della situazione. La grazia elegante di Silvia Cuccovillo, l’impetuosa presenza scenica di Masha Valentino e la leggiadria seduttiva di Antonella Cappelli sono qualcosa di più di una felice cornice rosa alla frizzante sventatezza della coppia maschile. Nel complesso, un allestimento piacevole. La regia di Sinisi è senza sbavature. – Scene : Micol Sinisi. Costumi : Codice Arte.

Italo Interesse

 

 

 

 

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