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Letters To Bach: il nuovo progetto di Noa al Teatro Petruzzelli

Achinoam Nini, in arte Noa, ha incontrato ieri pomeriggio il pubblico della Feltrinelli per dialogare sul suo nuovo progetto Letters To Bach uscito su etichetta Naive Rcords e prodotto da Quincy Jones che porterà stasera sul palco del Teatro Petruzzelli alle ore 21. Parla italiano, è sorridente perché qualche giorno fa ha festeggiato i suoi trent’anni di carriera. “Sono salita su un palco per la prima volta nella mia vita l’8 febbraio del 1990, ed ero con Gil Dor che oggi è ancora qui con me”. Israeliana e Yemenita d’origine, Noa è cresciuta a New York, la sua voce ha incantato il mondo, il suo attivismo l’ha commosso. Sono passati vent’anni da quando Beautiful That Way, la colonna sonora della Vita è bella firmata da Nicola Piovani, l’ha resa una delle più importanti ambasciatrici di pace della musica internazionale. La stella della World Music ha tradotto la sua sensibilità verso la conservazione delle identità culturali prestando la sua voce a diverse lingue: ebraico, arabo e inglese. Un’attenzione particolare anche quella verso l’Italia e le sue comunità linguistiche, tra cui il sardo e il napoletano, come dimostrano le esibizioni a fianco di Andrea Parodi e la pubblicazione nel 2011 dell’album Noapolis, in cui la cantante riprende alcuni tra i più bei brani della canzone classica napoletana, fra cui Santa Lucia Luntana e I’ te vurria vasa’, presentate in anteprima a Napoli il 6 dicembre 2010. Ha raccontato al pubblico di quanto fosse timorosa di misurarsi con questo progetto: “I napoletani mi hanno accolto come fossi una di loro e abbiamo deciso di inciderlo  in ebreo. L’album si chiama Napoli- Tel Aviv, ed è stato bellissimo”. La musica di Noa è il perfetto rispecchiamento di quella parabola di paladina della pace tra Israele e Palestina, che l’ha riportata a Tel Aviv a soli 17 anni. Una voce dalle innumerevoli sfumature, un portamento esile ed elegante, un sorriso e una gestualità pieni d’amore, uno stile che attraversa il jazz, il rock, la musica d’autore, e la classica, mai senza le suggestioni medio-orientale che la contraddistinguono. L’impegno di Noa è quello di abbattere i muri, quelli politici, culturali, linguistici, e persino quelli tra passato e presente, quelli che ci rendono nani sulle spalle dei giganti, come recita un fortunato aforisma che rappresenta molto bene la nostra contemporaneità. Letters to Bach è un lavoro maturo e sofisticato. Si tratta di 12 brani musicali di Johann Sebastian Bach per i quali Noa ha scritto i testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi diversi, dalla tecnologia alla religione, dal riscaldamento globale al femminismo, fino all’eutanasia, al conflitto israelo-palestinese raccontato dal punto di vista di due donne e alle relazioni nell’era dei social media. Gli arrangiamenti per chitarra sono stati realizzati da Gil Dor, collaboratore musicale di lunga data, chitarrista, compositore e arrangiatore . In questo tour sarà in scena con Gil Dor alla chitarra, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni. Il concerto di stasera sarà diviso in due parti: la prima dedicata alla sua carriera e la seconda alla presentazione di Letters to Bach. Noa ha raccontato l’approccio alla musica di Bach: “Bach è il più grande, i suoi pezzi però erano scritti per orchestra, per altri strumenti, ma io ho deciso di cantarli. Il contributo più importante è dato dalle parole”. Alla cantautrice, in questo momento della sua carriera, interessa cosa sta succedendo nel mondo e sente la necessità di parlarne. Mentre il mondo sembra svalutare il merito e l’eccellenza, Noa si inginocchia davanti ad essa. “Il mio umile contributo a Bach, i versi, sono un modo per accompagnare il grande maestro nel ventunesimo secolo e nei dilemmi che affrontiamo, le cose che ci preoccupano, confondono, rafforzano e fanno sorridere, quelle che alla fin dei conti ci rendono umani”.

 

Federica Muciaccia

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