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L’eventuale successo “giallo-rosso” alle regionali umbre dovrebbe preoccupare Emiliano

L’accordo nazionale “giallo-rosso” tra M5s e Pd per le regionali di fine ottobre in Umbria fa preoccupare non poco in Puglia alcuni sostenitori del governatore uscente, Michele Emiliano, che da tale alleanza paradossalmente potrebbe essere svantaggiato, anziché favorito, alle regionali del prossimo anno. Infatti, se l’esperimento in atto nella regione di San Francesco dovesse aver successo, vale a dire riuscisse a portare alla vittoria il candidato presidente espressione della società civile frutto dell’accordo tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, per contrastare la coalizione di centrodestra a trazione Lega, sulla carta data per favorita a seguito degli scandali nella Sanità che in quella Regione hanno determinato lo scioglimento anticipato dell’Assemblea umbra a maggioranza di centrosinistra, allora è assai probabile che l’innanzi detto accordo venga riproposto su scala nazionale anche per tutte le altre Regioni chiamate al voto nei prossimi mesi. E, quindi, anche in Puglia dove le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del Presidente dell’esecutivo è prevista per la fine di aprile o gli inizi di maggio del prossimo anno. Sta di fatto, però, che qualora ci fosse un’intesa nazionale tra M5S e Pd anche per il voto delle regionali pugliesi appare assai difficile che i penta stellati possano accettare di sostenere il governatore uscente, Emiliano per l’appunto, viste le pesanti critiche ed accuse che, nel corso della Legislatura regionale che sta per terminare, i pentastellati pugliesi hanno sempre ad Emiliano. Per cui è verosimile che, in caso di un’intesa nazionale sul modello Umbria, Di Maio chieda a Zingaretti di individuare, per la guida della coalizione, un nome nuovo e, quindi, diverso da quello del governatore di centrosinistra uscente, Emiliano. Ed in base a tale ragionamento l’ex pm antimafia della Procura barese sarebbe doppiamente sfavorito sia perché da gennaio del 2019 non risulta più iscritto del Pd, per cui è assai probabile che, nella battaglia interna contro la richiesta del M5S di discontinuità sul nome da sostenere come candidato governatore, non riesca ad avere al suo fianco neppure tutto il Pd pugliese, sia perché un’eventuale discontinuità nella scelta del candidato a presidente della Regione potrebbe fare ben sperare a qualcuno dei potenziali aspiranti candidati a governatore che nel centrosinistra, in caso di scelta con le primarie, non avrebbe alcuna speranza di riuscita contro il governatore uscente. Quindi, Emiliano, che comunque ha già dichiarato che non intende fare alcun passo indietro per la ricandidatura a governatore, sia se ci fosse l’intesa tra M5 e Pd, sia in caso contrario, non ha altra strada da percorrere che quella di far celebrare il prima possibile le primarie, in modo da poter mettere le mani avanti (in caso di vittoria delle stesse, ovviamente) con il segretario del Pd, Zingaretti, qualora l’alleanza con il M5S, dopo le regionali umbre, fosse estesa anche per le altre regioni. E ciò non solo a livello nazionale, ma soprattutto anche a livello locale, dove con la celebrazione delle primarie risulterebbe poi difficile per gli altri competitor, una volta individuato il vincitore, tirarsi fuori dall’accordo per allinearsi ad un’eventuale “diktat” romano su un altro nome scelto a tavolino tra Pd nazionale ed M5S. Infatti, in tal caso si rischierebbe di certo una spaccatura del Pd pugliese con tutti i rischi che questo comporterebbe per il centrosinistra locale non solo ai fini dell’esito della competizione, e quindi per il nome da tentare eleggere a governatore, ma anche per quello di coloro che si candideranno al Consiglio e che dovranno scendere in campo al suo fianco per conquistare un seggio nell’Aula barese di via Gentile. Insomma, per Emiliano un eventuale accordo nazionale del Pd con i pentastellati esteso a livello pugliese gli complicherebbe verosimilmente non poco i giochi per la ricandidatura a presidente, ma forse anche per la riconferma a governatore qualora l’attuale fronte di maggioranza dovesse spaccarsi sul nome del candidato presidente prescelto con o senza primarie. Ed è per questo, quindi, che Emiliano ha fretta di procedere il più rapidamente possibile alla celebrazione delle primarie, sperando probabilmente e paradossalmente che le regionali umbre di fine ottobre gli diano, sia pur indirettamente, una grossa mano con il forse (per lui!) pur non auspicabile fallimento dell’esperimento elettorale “giallo-rosso”.

 

Giuseppe Palella

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