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L’ex Fabio Lupo:“Quest’anno il Bari ha una marcia in più con mister Auteri”

“Il Bari di quest’anno è partito arrembante, ma sembra avere una marcia in più anche se è presto per dare giudizi, ritengo tuttavia che Auteri sia la guida tecnica migliore che potessero scegliere. Bari ha fame di calcio e deve tornare nei palcoscenici che le compete” un passaggio molto diretto e cruciale sui biancorossi dell’intervista realizzata al direttore sportivo Fabio Lupo, ex del Bari per quattro stagioni dal 1987/88 al 1990/91, con 81 presenze e tre gol, più uno in Coppa Italia. E’ stato un centrocampista dotato di buona tecnica e tempi eccellenti di inserimento. Da calciatore ha militato oltre al Bari e Campobasso, ha vestito le maglie del Francavilla, Ancona, Avellino e Teramo, squadra nella quale ha appeso gli scarpini al chiodo ma ci ha lavorato anche da dirigente sportivo. Da direttore sportivo è stato anche nel Giulianova, ma anche ad Ascoli, Manfredonia, Sorrento, Bellinzona, Sampdoria, Palermo, Juve Stabia, Monopoli (come consulente di mercato) ed infine, Venezia sino a qualche mese fa. Ai nostri microfoni ha parlato della sua ultima esperienza, per poi parlare del Bari, tra presente e futuro ed impressioni.

Direttore ci illustri la sua esperienza al Venezia, conclusasi dopo una salvezza raggiunta con una squadra molto giovane. Un calcio, a volte, troppo ingrato?

Non è mia consuetudine far polemica, vi spiego come sono andate le cose, molto semplicemente. A metà stagione c’è stato un cambio di presidenza, il nuovo voleva dare una linea societaria piu innovativa, almeno a suo dire, attraverso dati statisitici ed altre situazioni contingenti. Io in modo molto schietto ho evidenziato forti perplessità e non ci siamo trovati d’accordo sul rinnovo e proseguimento del rapporto, nonostante il risultato positivo di aver conseguito una salvezza con una squadra giovane che se fosse stata puntellata in modo giusto, avrebbe fatto notevoli progressi. In realtà, l’innovazione non c’è stata ed hanno speso soldi diversamente. Le nostre strade si sono separate, consensualmente”.

A proposito del Bari che è partito molto bene con tre vittorie in trasferta ed un pari con il Teramo, altro suo ex club. Come hai visto il Bari e se ritieni che il Teramo possa essere una delle maggiori antagoniste?

Sto seguendo il campionato di serie B, e i tre gironi della Lega Pro molto attentamente. Ma in generale nelle prime quattro giornate sono quasi sempre poco attendibili dal punto di vista dei risultati, anche se partire bene è significativo perché alla fine della classifica sono sempre punti pesanti che ti ritrovi. Nelle prime partite però c’è ancora disomogeneità nella costruzione della squadra e molti giocatori, i nuovi arrivati specialemtne, sono ancora a corto di condizione e con altri fattori che possono incidere. Di solito, dopo cinque partite si inizia ad intravere qualcosa di più, ed in particoalre il girone C è molto affascinante con grandi club e piazze storiche, di cui nella maggior parte dei casi ci sono stato, a partire dal Bari, la Juve Stabia, Avellino, quest’ultima molto forte con mister Braglia e forse la principale antagonista dei Galletti, il Teramo ed anche il Palermo, ed infine il Monopoli, dove sono stato consulente di mercato. Occhio, però, anche alla Turris che potrebbe essere una mina vagante. Il Bari, però, resta la squadra da battere. E’ partita a razzo con mister Auteri, uno specialista della categoria, peccato solo per il pari interno contro una possibile diretta concorrente. Il Bari può contare però a differenza di altre, su diverse rotazioni ed una grande guida tecnica.

D’Orazio, Citro e Celiento, tra questi tre nomi nuovi che si sono immediatamente distinti, chi l’ha impressionata maggiormente?

Prima di spendere qualche parola sui nuovi, permettimi di affermare che sono orgoglioso di aver contribuito ai tempi del Giulianova alla valorizzazione di Mirco Antenucci, attaccante di categoria superiore, imprescindibile e sempre più leader, perfetto per il gioco di Auteri. Ma anche tra i nuovi ho avuto al Venezia, Lollo e Montalto, due grandi professionisti che nella scorsa stagione sono stati determinanti soprattutto nel finale di stagione. D’Orazio? L’ho avuto al Teramo e si notava che avesse grande potenziale, quasi sono rimasto sorpreso che il Cosenza l’abbia svincolato, ma quando leggi Bari ti dai la risposta da solo, perché dietro c’è progettualità ed una grande società. Conosco anche Citro, ma ripeto è un Bari con valori davvero importanti”.

Il tuo capitano Giorgio De Trizio, in una sua recente intervista ai nostri microfoni ha dichiarato che il Bari di Salvemini 88/89 è stato uno dei più forti di sempre, con un’ossatura della squadra che ha fatto poi grandi imprese anche in ‘A’. Sei d’accordo?

Abbraccio idealmente il mio capitano Giorgio De Trizio che non vedo da molto. A Bari ho gicoato da mezz’aa, ma soprattutto da interno ho disputato le mie migliori stagioni, poi con Carletto Perrone c’era un’intesa unica. Come ha raccontato il capitano quella squadra penso sia stata una delle più forti, e aver mantenuto l’ossatura che fece benissimo in B, fu una scelta vincente, peccato solo che non c’era più Giorgio. Tuttavia, anche in A, ci togliemmo grosse soddisfazioni e nella mia ultima stagione in biancorosso, segnai un gol al Cagliari all’ultima giornata.

Quest’anno ricorrono i trent’anni della vittoria della Mitropa Cup, vinta il 21 maggio del 1990, con un gol memorabile del tuo amico fraterno, Carlo Perrone. Il ricordo di quella finalissima  e di quel gruppo straordinario.

Mi scorrono ancora i brividi per l’emozione. La vittoria della Mitropa Cup fu l’apoteosi di un gruppo straordinario che l’anno prima aveva fatto nenissimo in serie cadetta. Eravamo un gruppo di amici, prima di tutto e la domenica quando scendevamo in campo, suonavamo la nostra sinfonia, raggiungendo risultati incredibili su campi difficilissimi anche in ‘A’. Abbiamo ottenuto due salvezze di fila nella massima serie dove prima di allora nessun altro aveva centrato. Ma poi con Carlo (Perrone, ndr), Sandro Mannini e Massimo Carrera, ci sentiamo molto spesso, e con gli altri anche se non ci si vede e sente da un po’ è rimasta la stima e l’affetto. Mi piacerebbe rivedere e salutare in tanti di quel gruppo. Cucchi? Un ragazzo straordinario scomparso troppo prematuramente. Sulla finale, sì, misi anche il mio zampino in quell’azione che portò il gol, ma il grande merito fu di Carletto che si involò e batttezzò la palla in rete. Eravamo un grandissimo collettivo che riusciva ad esaltare le qualità individuali, e Perrone, Terracenere, Dige e tanti altri facevano la  differenza”.

Un augurio al tuo Bari che mercoledì prossimo affronta il Monopoli.

A Monopoli ero un consulente di mercato ma che aveva voce in capitolo, e mi trovai benissimo con l’allora presidente Laruccia, per anni vice anche di Vincenzo Matarrese. Non sarà semplice, mercoledì sera contro una squadra che cercherà di riorganizzarsi e fare punti. Occhio a Giorno, Giosa ed altri giovani, ma il Bari farà di tutto per vincere ed allungare la sua striscia positiva. Porto Bari nel cuore ed auguro il meglio alla piazza barese”.

Marco Iusco

 

 

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