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L’ex ristorante “L’Ancora” di Palese va in fiamme per la seconda volta in pochi mesi

Il litorale nord di Bari fa ormai notizia solo per devastazioni e degrado piuttosto che per gli interventi di riqualificazione attesi  da anni, ma finora neppure progettati. Infatti, all’alba di questa mattina (ndr – ieri, per chi legge sabato) la struttura ormai in abbandono dell’ex ristorante “L’ancora”, ubicata sul lungomare Nicola Massaro di Palese, a fianco del locale porticciolo, è andata in fiamme per la seconda volta in meno di un anno e mezzo. E, questa volta, l’incendio ha devastato totalmente ciò che era rimasto ancora in piedi, dopo il precedente disastro risalente ad i primi di giugno del 2019, dell’immobile dello storico ristorante palesino. La Procura di Bari, a seguito di questo ulteriore danno, ha disposto nuovamente il sequestro della struttura, delegando alla Polizia di Stato le indagini, coordinate dal pm Francesco Bretone, per stabilire le possibili cause dell’incendio e scoprirne i responsabili eventualmente fosse di natura dolosa. La Polizia ha eseguito per tutto il giorno i rilievi dopo che i Vigili del fuoco hanno domato le fiamme e, quanto si apprende, gli inquirenti non avrebbero dubbi sulla natura dolosa del rogo, che ha definitivamente distrutto la struttura, già fortemente danneggiata nel giugno 2019. Con ogni probabilità, concluse le
indagini, si procederà all’abbattimento del bene di proprietà demaniale andato in fiamme per la seconda volta e sul quale gli Uffici comunali stavano predisponendo un progetto di ricupero funzionale della struttura. Ad avallare ancor di più  i sospetti che possa essersi tratto di un incendio doloso c’è il fatto che anche il precedente rogo avvenne pochi giorni dopo la
scadenza del bando per l’affidamento in concessione della struttura. Infatti, anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro, commentando a caldo l’accaduto sulla sua bacheca di Facebook, in un post ha scritto: “Qualcuno ha dato nuovamente fuoco alla struttura, un’altra volta, stranamente proprio dopo la notizia dell’avvio della procedura per l’affidamento, proprio dopo che lo Stato ha abbassato i canoni per la concessione delle aree demaniali. Sono venuto sul posto ma lo sgomento e la tristezza davanti a queste immagini sono così forti che non riesco a trovare le parole”. Parole, quelle espresse dal Primo cittadino barese sulla vicenda dell’ex ristorante andato in fiamme per la seconda volta  lungomare palesino, che non possono non far riflettere circa la situazione di una presunta illegalità che si potrebbe celare dietro il tentativo di accaparramento di taluni beni demaniali. Peccato però che il sindaco Decaro non si sgomenti e rattrista anche per lo stato di abbandono e degrado di altri beni demaniali analoghi a quello danneggiato definitivamente dalle fiamme nella mattinata di venerdì sul lungomare di Palese, esistenti a solo qualche centinaio di metri di distanza da quella che lo tanto commosso, sempre lungo lo stesso tratto di costa del V Municipio di decentramento barese, e che versano tutt’ora, ma da ancor prima della cessazione del ristorante “L’ancora”, nell’identico stato di abbandono e degrado della struttura andata nuovamente in fiamme. L’elenco di questi altri ormai ruderi presenti lungo la costa di Palese e Santo Spirito è ormai noto da tempo, però lo ricordiamo lo stesso. Trattasi dell’ex Ostello della gioventù e dell’ex ristorante “La Vela 2” sul lungomare di Palese, mentre sul tratto che in prosecuzione conduce a Santo Spirito ci sono ben altre tre strutture sul mare, in capo al Comune di Bari, che sono chiuse da tempo e ridotte ormai a ruderi: l’ex ristorante “La Barcaccia”, il deposito della ex “Mitil Adriatica srl”  e l’ex ristorante “Il Galeone”. Per non parlare, poi, della storica e centenaria “Torre” del lungomare Cristoforo Colombo di Santo Spirito che fino a qualche decennio fa ospitava la locale caserma della Guardia di Finanza, spostata  da tempo all’interno del locale Aeroporto “Karol Wojtyla”. Infatti, il sindaco Decaro, più che commuoversi per il nuovo incendio del già rudere dell’ex ristorante “L’ancora”,  forse bene farebbe a chiedersi di chi sono le responsabilità politiche ed amministrative della situazione trascuratezza in cui versano ormai da decenni tali immobili presenti sul lungomare di Palese e Santo Spirito, oltre che dell’intero stesso lungomare, dei cui problemi le cronache di diverse testate locali sono notoriamente piene da anni. Certo per un sindaco sgomentarsi e rattristarsi di fronte alla tragica scena di un “bene pubblico” che va in fiamme è un atto umano, ma non è certo questo il compito di un pubblico amministratore che, in quanto tale, ha precise responsabilità politiche. Infatti, non a caso qualche cittadino del V Municipio di Bari, dopo aver letto quanto riportato dal sindaco Decaro su Facebook per quest’ultimo incendio dell’ex ristorante adiacente al porto di Palese, si è chiesto: “Quanto altro tempo ancora bisognerà aspettare a Palese e Santo Spirito affinché i ruderi esistenti lungo la costa locale vengano riassegnati o demoliti?” Ma questa – come è purtroppo ormai noto – è una domanda a cui le comunità di Palese e Santo Spirito aspettano una risposta da molti anni dagli amministratori baresi Quindi, inutile “commuoversi”.

 

Giuseppe Palella

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