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L’ex sfidante di Emiliano va in Procura per l’appalto dell’ospedale in Fiera

La consigliera regionale Antonella Larichia del M5s dopo ben tre richieste di accesso agli atti riguardanti l’ospedale Covid realizzato a Bari, all’interno di alcuni padiglioni della Fiera del Levante ed il cui costo finale è lievitato a più del doppio di quello di aggiudicazione dell’appalto, non ha avuto alcun riscontro da parte sia degli uffici regionali competenti che dal governo regionale pugliese. Motivo per il quale l’ex sfidante di Michele Emiliano per la presidenza della Regione si è recata ieri al Palazzo barese di via Dioguardi, sede della Procura della Repubblica, per depositare un esposto denuncia. “Da dicembre – ha dichiarato Laricchia con una nota – chiedo le carte per capire i meccanismi su questo appalto in Fiera del Levante, portare la verità ai cittadini e quindi la loro voce, come ho fatto per la nuova sede del Consiglio regionale”. Precisando anche che già il 12 Dicembre dello scorso anno aveva chiesto di conoscere la convenzione tra Protezione civile pugliese e la Fiera del Levante, per i particolari relativi alla locazione delle strutture fieristiche all’interno delle quali è stato realizzato il nuovo ospedale Covid. “Nonché di conoscere i costi” – ha aggiunto Laricchia, riferendo anche che il 15 Gennaio scorso gli uffici regionali gli hanno risposto limitandosi a dire che ‘con riferimento all’uso degli spazi non è stato stipulato alcun atto negoziale dalla Regione, poiché la requisizione è stata effettuata dal commissario straordinario (ndr – nazionale per l’emergenza Covid) Arcuri’. Però, l’unica esponente pentastellata rimasta – come è noto – all’opposizione del governo Emiliano non si è data per vinta ed il 20 successivo, ha presentato altra richiesta per “chiedere copia del progetto definitivo, esecutivo, dell’atto di collaudo e degli ordini di servizio eventuali, nonché di conoscere le strumentazioni e il numero di personale chiamato a prestare servizio”. Ed anche per questa seconda richiesta di accesso agli atti Laricchia ha dichiarato: “non ho mai ricevuto risposte, nonostante i solleciti del 22.02.2021 e del 15.03.2021”. Infatti, nel dare notizia dell’esposto depositato in Procura l’ex sfidante di Emiliano ci ha tenuto ad evidenziare che l’appalto per la realizzazione del nuovo ospedale in Fiera “è stato affidato a due ditte, di cui una con un curriculum con presunte criticità nella gestione delle risorse”. Criticità che vanno “dalla vicenda del Petruzzelli, al presunto pagamento del pizzo alla ‘Ndrangheta in Basilicata, fino a una lottizzazione anomala a Cellamare” e di cui la stessa Laricchia ha dichiarato di aver appreso “da alcuni articoli di stampa”. Nel frattempo, come è noto, la Procura barese ha già avviato un’indagine conoscitiva sull’appalto per l’allestimento di detto ospedale nei padiglioni della Fiera e quindi, come dichiarato anche da Laricchia, “si è saputo che la Guardia di Finanza sta facendo chiarezza sulla vicenda”. Motivo, quest’ultimo, per cui l’esponente pentastellata regionale, come da lei stessa affermato, ha ritenuto “doveroso informare la Procura di Bari rispetto a queste mancanze”. Ossia, “il non rispettare una richiesta di accesso agli atti di un cittadino” che è già un fatto grave da parte di un Ente pubblico, qual è la Regione Punto per l’appunto, ed “a maggior ragione – ha sostenuto Laricchia – lo è quando si tratta di un consigliere regionale, che rappresenta tanti altri cittadini, che attendono chiarezza sul modo in cui vengono spesi i loro soldi”. Infatti, aveva rilevato l’esponente pentastellata in premessa ai motivi per i quali ha presentato l’esposto, perché “piuttosto che attivare i presidi ospedalieri esistenti, si è scelto di realizzarne uno nuovo presso la Fiera del Levante”, i cui “costi sono lievitati in un attimo”. E questo, per Laricchia sia pure amaramente, “si può definire un fenomeno da copione”. Poiché, a suo dire, “il vero tocco di originalità nella vicenda è stato l’essersi dimenticati dei bagni per i pazienti e la quasi impossibilità di trovare personale medico disposto a lavorarci” in questo nuovo ospedale. Difatti, come è pure noto dalle cronache di questi ultimi mesi, per la realizzazione urgente dell’ospedale Covid in Fiera sono stati sufficienti poco più di 45 giorni di lavoro da parte delle imprese impegnate, mentre per metterlo in attività da parte della Regione sono stati necessari più di due mesi e non sappiamo neppure se tale messa in esercizio è al massimo delle potenzialità da esso esprimibili in termini di ricezione ricoveri. Insomma, una nuova struttura ospedaliera per di più provvisoria, quella sorta recentemente in Fiera a Bari, che probabilmente è destinata a far parlare ancora a lungo soprattutto per gli enigmi che, alla luce anche di quanto dichiarato dalla pentastellata Laricchia, ruotano intorno ad essa. E, verosimilmente, siamo solo agli inizi delle polemiche politiche, oltre che delle indagini.

Giuseppe Palella

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