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Libertà: “Più centri di aggregazione per una convivenza migliore”

Carlo Paolini, settant’anni, consigliere comunale a Bari dal 2004 al 2014 con le giunte guidate da Michele Emiliano ed eletto, appunto, con una delle liste civiche che appoggiava l’ex magistrato, da sempre risiede al Libertà, dov’è nato. E presiedendo peraltro una commissione che si occupa di questioni sociali certo non gli sono sfuggite le polemiche dei giorni scorsi sulla scarsa integrazione dei migranti, sui dormitori a cielo aperto in Corso Italia, sugli schiamazzi e sulle risse continue tra africani.

 

Allora Paolini, secondo te la battaglia contro clandestini e irregolari condotta con particolare veemenza al rione Libertà è giusta?

 

Secondo me bisogna parlare con cognizione di causa, trattandosi di questioni molto delicate ch riguardano direttamente esseri umani e dunque distinguere tra regolarizzazione delle posizioni irregolari e integrazione facendo attenzione che parliamo all’interno di un contesto europeo, per cui è proprio la Comunità Europea che dovrebbe farsi carico di tutte queste problematiche. Magari intervenendo rapidamente e con decisione.

 

Ciò non toglie che c’è una situazione esplosiva al Libertà, ma a farci caso anche in altri quartieri come Madonnella, per esempio, dove gli extracomunitari del Corno d’Africa rappresentano oramai comunità molto numerose.

 

Al Libertà abbiamo imparato da parecchio tempo a convivere, con gli extracomunitari, senza particolari problemi. Il problema, semmai, è che non avendo un luogo dove queste persone possono sentirsi parte integrante del territorio, diventano facile preda della malavita. Quindi, come ho già detto e ripeto, l’intervento dev’essere guidato dalla Comunità Europea di concerto con le nostre Istituzioni, essendo una questione squisitamente di ordine pubblico.

 

Dunque, la battaglia condotta in solitudine, ma che ha aperto non pochi varchi tra la popolazione stanca di abusi, soprusi e prevaricazioni, dall’ex consigliere Gino Cipriani sarebbe fuori luogo, trattandosi di populismo in vista delle elezioni, come hanno già osservato in parecchi?

 

Premesso che Cipriani non è nuovo a questo genere di posizioni intransigenti, la questione non si può certamente risolvere attraverso la semplice espulsione degli irregolari – come mi pare chieda lui – ma sperimentando quei luoghi di incontro e di aggregazione che fungerebbero da cuscinetto coi residenti. Eppoi bisogna fare pur sempre distinzione tra extracomunitari in attesa di regolarizzazione e quelli assolutamente fuori legge. Rammentando sempre, come ho già detto, che si tratta di situazioni che dovrebbero monitorare costantemente le Istituzioni preposte, proprio per tranquillizzare e non ingenerare confusione nei cittadini.

 

Ti candiderai, l’anno prossimo, alle elezioni amministrative? Ci hai pensato?

 

Beh, non nego di averci pensato, ma al momento credo proprio che nessun partito o lista civica stia partendo col piede giusto o abbia stilato e proposto programmi credibili agli elettori. E non parlo solo di ciò che riguarda problemi sociali e di integrazione, naturalmente.

 

Francesco De Martino

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