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L’iceberg delle chiacchiere

L’immagine corrisponde all’unica fotografia disponibile dell’iceberg che affondò il Titanic, immortalato sei giorni dopo il disastro. Autore dello scatto è  Stephan Rehorek, un marinaio boemo in servizio su una nave passeggeri tedesca, la Bremen,  in navigazione da Bremerhaven a New York. Quando il piroscafo, che percorreva la stessa sfortunata rotta, si trovò ad attraversare la zona del disastro, quel braccio di mare si presentava cosparso di cadaveri. Oggi un fotografo avrebbe coperto di scatti quella massa desolata di annegati, ma nel 1912 molti valori erano ancora in vita. Rehorek, così, distolse lo sguardo dallo spettacolo desolante e puntò l’obiettivo sulla mortale montagna di ghiaccio. Giunto a New York, fece sviluppare la foto, che spedì ai genitori. La foto è stata riscoperta nel 2000. Oggi ricorre il 109° anniversario di quella sciagura, a proposito della quale la parola ‘fine’ sembra non potersi ancora scrivere. Tutti sono d’accordo solo su una cosa : Il colosso della White Star Line urtò contro quell’iceberg alle 23:40 del 14 aprile 1912 e andò a fondo alle 02:20 del giorno successivo. Ma circa i ‘contorni’ del più celebre affondamento della storia la fantasia si è sbizzarrita. Secondo la tesi della truffa assicurativa, ad andare a fondo non fu il Titanic ma un’altra unità gemella, la Olympic, che l’anno prima, era uscita gravemente danneggiata dalla collisione con una altra nave. Ma essendo la Olympic responsabile dello speronamento, la compagnia assicuratrice non aveva rimborsato alcunché. Allora la White Star Line mandò la malridotta Olympic a cercarsi un iceberg nel viaggio inaugurale spacciandola per il Titanic sì da incassare il premio di assicurazione… E la tesi del complotto? La grande nave sarebbe stata mandata a schiantarsi contro la prima montagna di ghiaccio per assassinare alcuni miliardari imbarcati ostili alla creazione della Federal Reserve, la Banca Centrale USA, che sarebbe nata l’anno dopo… Ancora più delirante è la teoria della mummia : Il Titanic trasportava una mummia, la quale, come ogni mummia che si rispetti, non poteva non vendicarsi dei suoi profanatori. Versioni più elaborate della stessa leggenda raccontano che mummia e sarcofago, sopravvissuti al naufragio e recuperati, continuarono a far affondare altre navi… Infine – ma giusto per abbreviare, ‘ché la lista delle bufale è chilometrica – c’è la testimonianza di tale Raimondo Vitilli, un passeggero di seconda classe nativo di Ariano Irpino che si era imbarcato clandestinamente e che riuscì a trovare posto sulla lancia di salvataggio n° 7. Ebbene, costui testimoniò davanti alla Commissione d’Inchiesta che a mandare a fondo il colosso non fu un iceberg bensì un piroscafo “battente bandiera olandese o svedese” dileguatosi dopo lo speronamento…

 

Italo Interesse

 

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