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L’idillio di Emiliano con i “5 Stelle” è già finito prima di iniziare

Il tentativo di idillio del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con il M5S forse è già finito prima ancora di cominciare. Infatti, è bastato soltanto un provvedimento di sospensione della didattica in presenza nelle scuole pugliesi da parte del’appena riconfermato ufficialmente governatore  che il “feeling” in atto tra quest’ultimo ed una parte dei pentastellati pugliesi, per portare il M5S ad allearsi con la maggioranza di centrosinistra che il 20 e 21 settembre scorsi ha vinto le elezioni nella nostra regione, si è interrotto bruscamente. Ed il “casus belli” è stata proprio la scelta di Emiliano e del suo neo-assessore alla Sanità, l’epidemiologo Luigi Lopalco, di chiudere le scuole di ogni ordine e grado (con eccezione di quelle dell’infanzia, perché non obbligatoria la frequenza) in Puglia fino al 24 novembre. “Scuole chiuse è una scelta impopolare ma necessaria” ha dichiarato Lopalco, chiarendo che “anche se avessimo avuto dei trasporti perfetti, non saremmo riusciti ad evitare i contagi nelle scuole”, perché “sette mesi di tempo non sono abbastanza per organizzare il trasporto pubblico”. “Impossibile – ha commentato il neo-assessore pugliese alla Sanità – Non c’é una Regione in Italia che ci sia riuscita”.“La scuola svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione del virus” – ha affermato inoltre Lopalco, che proseguendo ha spiegato: “Conta poco se si contagiano dentro o fuori le classi, conta però che quando una classe è coinvolta, anche per un solo positivo, tutta la classe con l’insegnante deve andare a casa. Si attiva un lavoro incredibile da parte dei servizi locali. Se moltiplichiamo per tutte le scuole pugliesi, è un lavoro enorme che pesa troppo sui sistemi di prevenzione”. E “questa è una decisione che abbiamo preso insieme ai pediatri oberati di lavoro per tutti i bambini che aspettano i certificati medici anche dopo un semplice raffreddore” – ha continuato l’epidemiologo, rilevando che “abbiamo folle di genitori in fila per un pezzo di carta”. “Una faccenda, questa, che andava risolta” per Lopalco, perché “non possiamo permetterci che così tanti medici restino fermi nello studio per firmare carte”. E, poi, concludere: “ Se avessi potuto parlare da epidemiologo a Macron (ndr – presidente della Repubblica francese) gli avrei consigliato di chiudere le scuole”. Scelta pienamente avallata dal presidente della Regione, Emiliano, che con una nota ha sottolineato: “Sospendendo la didattica in presenza ho esercitato le mie legittime prerogative previste dalla legge, come il presidente del Consiglio ha esercitato le sue con i vari Dpcm che ha emesso”. Ma a rendere subito posizione contro tale decisine è stata la ministra pentastellata dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che sui social ha scritto: “Si riaprano al più presto le scuole, evitando conseguenze gravi, presenti e future, per gli studenti e per le famiglie”, perché in realtà il problema non è la diffusione del virus all’interno delle scuole, ma l’organizzazione del lavoro della Sanità regionale, come ammesso anche dalla stessa Regione Puglia nel diffondere i dati del contagio all’interno delle scuole pugliesi. Ancor più duro il commento di un’altra ministra del governo “Conte 2”, la pugliese Teresa Bellanova di Italia Viva, che parlando ad una trasmissione Rai su Radio 24 ha affermato: “La chiusura della scuola è un disastro enorme e dovrebbe far tremare le vene ai polsi, la scelta della Puglia è scellerata. Credo che il governo debba impugnare queste delibere, la scuola non si può chiudere sapendo che non è la fonte della diffusione del Covid: bisogna affrontare il problema dei trasporti”. Anche il commissario straordinario nazionale per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, commentando la scelta del presidente della Regione Puglia di chiudere le scuole e continuare le lezioni a distanza, ha dichiarato: “La decisione di Michele Emiliano la trovo ingiustificata e mi trova fermamente contrario”. Però, l’affondo più pesante nei confronti del governatore pugliese per la scelta di sospendere la didattica in presenza è giunta da parlamentari ed europarlamentari del M5S, che con una nota congiunta hanno dichiarato: “La decisione di Emiliano e Lopalco di chiudere le scuole non ha nulla a che fare con la possibile esplosione dell’epidemia all’interno dei nostri istituti scolastici”, sottolineando che “la chiusura degli istituti è figlia del palese fallimento del sistema di tracciamento e gestione dei tamponi della Sanità regionale e del mancato potenziamento del trasporto pubblico locale, nonché soprattutto dell’assenza di coordinamento nelle politiche locali per assicurare la flessibilità oraria di ingresso e uscita delle attività commerciali, produttive e scolastiche”. “Il governatore (ndr – della Puglia) – hanno evidenziato anche i pentastellati – definisce numeri pesantissimi dell’emergenza Covid, ma al momento non è all’interno delle scuole che si diffonde il contagio”, perché “lo dicono i dati, visto che la percentuale dei contagi nei nostri istituti è pari allo 0,074%”. Infatti, per  gli esponenti del M5S, “ciò che veramente spaventa Emiliano, e che Lopalco ha ammesso candidamente, è il carico che ricade sulle Asl a causa delle migliaia di ore di lavoro degli operatori dei dipartimenti di prevenzione che devono effettuare i tamponi, la sorveglianza sanitaria e le attività di tracciamento e che rischiano seriamente di far collassare l’intero sistema sanitario”. “Emiliano – hanno concluso deputati ed europarlamentari del Movimento – sta cercando disperatamente di mettere una pezza alla pessima gestione dell’emergenza sanitaria”. “Inoltre – hanno aggiunto i pentastellati – è gravissima la chiusura del primo ciclo che minimamente impatta sulle criticità legate al Covid, ma che di contro procura gravi disagi alle famiglie”. Insomma, l’idillio che Emiliano vorrebbe far sorgere tra in Puglia tra lui ed i “5 Stelle”, al pari di quello sorto nel’Agosto del 2019 a livello nazionale tra Pd ed M5S per il sostegno al governo Conte, così non può di certo andare avanti.

 

 

Giuseppe Palella

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