Limite agli steroli dell’olio Evo di Coratina e Nocellara del Belice
Grande soddisfazione per la recente decisione del Coi

Grande soddisfazione da parte di tutte le organizzazioni rappresentative del comparto olivicolo ed oleario italiano per la misura adottata nel corso della 123ma Sessione plenaria del Coi (Consiglio oleicolo internazionale) svoltasi recentemente a Lisbona (Portogallo), con la quale si è stabilito in via definitiva a 800 mg/kg il limite minimo degli steroli totali per le varietà Nocellara del Belice e Coratina. Una decisione importante, secondo Coldiretti ed Unaprol, per la tutela dell’identità dell’olio extravergine d’oliva italiano, anche se ora, per le predette associazioni, è necessario adeguare il Regolamento delegato predisposto dalla Commissione Ue, inserendo la Coratina tra le varietà per le quali è previsto l’abbassamento del limite da 1000 a 800 mg/kg.
Attualmente, infatti, la bozza provvisoria del Regolamento delegato predisposta dalla Commissione europea prevede l’abbassamento del limite minimo degli steroli totali a 800 mg/kg esclusivamente per le varietà Koroneiki e Nocellara del Belice, ignorando incomprensibilmente i progressi scientifici e i negoziati ratificati dal Comitato chimici del Coi nella riunione di Madrid del 7 ottobre 2025, in cui fu accertato che anche la cultivar Coratina possiede i requisiti naturali per beneficiare della deroga. Per scongiurare questo grave danno all’olio “made in Italy”, l’Unaprol ha ricordato che lo scorso 21 maggio ha inviato una nota formale alla Commissione europea, per denunciare quella che è a tutti gli effetti un’anomalia tecnico-burocratica.
A questa è poi seguita, il 5 giugno successivo, anche una nota formale inviata al sottosegretario di Stato, sen. Patrizio Giacomo La Pietra, e ai vertici del Masaf. Quindi, ha dichiarato il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, “apprezziamo l’esito della plenaria Coi e l’impegno del ministro Lollobrigida, ma ora non c’è un minuto da perdere”, poiché “ci troviamo di fronte a un mero disallineamento temporale, tra l’iter burocratico della Commissione e le ratifiche del Coi, con un vuoto normativo che penalizza ingiustamente l’olio extravergine ottenuto dalla cultivar Coratina, colonna portante dell’olivicoltura italiana per volumi e valore qualitativo”.
Per poi aggiungere: “La varietà Coratina è la più rappresentativa del patrimonio olivicolo nazionale ed un blocco alla sua commercializzazione colpirebbe direttamente il reddito degli agricoltori e minaccerebbe la stabilità di intere economie territoriali” e concludere: “Considerare non conformi ed escludere dal perimetro legale degli oli vergini di oliva questi prodotti d’eccellenza rappresenta un paradosso burocratico inaccettabile”. La recente decisione del Coi sugli steroli rappresenta “un risultato importante” anche per Confagricoltura ed Unapol che, al pari di Coldiretti ed Unaprol, esprimono soddisfazione per l’azione congiunta e il lavoro svolto dal ministero dell’Agricoltura, per aver efficacemente rappresentato e con successo le istanze nazionali nell’ambito del Coi.
“Gli steroli – hanno spiegato da Confagricoltura – sono composti dell’olio d’oliva che non influenzano il gusto, né le proprietà organolettiche e sono utilizzati come punto di riferimento per la misurazione della purezza degli oli d’oliva”. Però, si prosegue nella nota di Confagricoltura, “nel corso del tempo si è tuttavia registrata una diminuzione costante degli steroli nel prodotto finale, dovuta a diversi fattori e il limite previsto di 1000 mg/kg non è stato più in linea con la produzione attuale”. “Pertanto – hanno ricordato da Unapol – in attesa delle decisioni del Coi, ai produttori era vietato vendere in purezza ottimi oli monovarietali derivati da varietà specifiche (tra cui le cultivar Coratina e Nocellara del Belice) perché non si raggiungeva il livello minimo di steroli richiesto dalla legge”.
E tutto questo in un momento in cui la richiesta del mercato si orienta sempre più verso oli di oliva monovarietali. “Il provvedimento (ndr – sugli steroli) deciso dalla sessione plenaria del Coi – hanno concluso da Confagricoltura ed Unapol – rappresenta quindi un traguardo che tutela il patrimonio identitario delle varietà italiane e un segnale importante in un momento di particolare difficoltà del comparto”. La decisione del Coi che rende permanente la riduzione del limite minimo degli steroli per gli oli extravergine ottenuti dalla cultivar Coratina, rappresenta un risultato di grande rilievo per l’intera filiera olivicolo-olearia italiana anche per l’Aifo (Associazione italiana frantoiani oleari), che in una nota a firma del suo presidente, Alberto Amoroso, ha tra l’altro affermato:
“Si tratta di una decisione che rafforza la credibilità del sistema dei controlli, adeguandolo alle reali caratteristiche delle produzioni italiane e rimuovendo un elemento di incertezza che negli anni ha creato difficoltà ai produttori e ai frantoi, soprattutto nella commercializzazione degli oli monovarietali sui mercati internazionali”. Per l’Aifo, il recente provvedimento del Coi costituisce anche un importante precedente per l’intero settore oleario europeo, poiché riafferma un principio essenziale. Ovvero che la tutela della qualità deve basarsi sulla conoscenza scientifica delle produzioni e sulla valorizzazione della biodiversità, per evitare che parametri tecnici, non adeguatamente aggiornati, diventino degli ostacoli alla competitività delle nostre eccellenze agroalimentari.
In sintonia con le dichiarazioni delle predette Organizzazioni di categoria è anche quanto affermato dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che con una nota ha commentato la decisione del Coi affermando: “Le peculiarità delle nostre cultivar sono l’espressione autentica della natura e del nostro territorio e non un’anomalia da correggere.
La decisione del Coi è un segnale positivo per tutto il nostro comparto oleicolo e sancisce un principio fondamentale”, perchè “la qualità delle nostre produzioni è un valore intrinseco che va difeso dalle interpretazioni burocratiche”, in modo da “proteggere il lavoro dei produttori, garantendo che le caratteristiche naturali dei nostri oli siano valorizzate e non ostacolate”. Un plauso al provvedimento del Coi è giunto anche dal presidente dell’associazione “Consumerismo Puglia”, Giulio Pastore, che ha dichiarato:
“Le varietà autoctone pugliesi rappresentano una ricchezza irripetibile che deve essere preservata e valorizzata” Perciò “è fondamentale che la normativa continui ad evolversi seguendo le evidenze scientifiche, affinché le caratteristiche naturali di cultivar storiche non diventino elementi penalizzanti ma, al contrario, siano riconosciute come espressione della biodiversità e dell’eccellenza del nostro territorio”. Per poi ricordare ai consumatori di “imparare a riconoscere la trasparenza, privilegiando aziende che garantiscono tracciabilità, controlli certificati e origine chiaramente indicata in etichetta”, perché “i prezzi sorprendentemente bassi devono sempre indurre a una valutazione più approfondita”.
Infatti, ha commentato inoltre il presidente di Consumerismo-Puglia, “viviamo in una società nella quale spesso si tende a risparmiare proprio sugli alimenti che incidono maggiormente sul nostro benessere”. E questa, per Pastore, “è una contraddizione che dovrebbe indurre a una riflessione collettiva”, poiché “la qualità alimentare non rappresenta un costo, ma un investimento sulla salute, sulla cultura del cibo e sul futuro dell’Agricoltura italiana”. Ma in un economia ormai globalizzata non sempre queste importanti considerazioni vengono a mente ai consumatori, che invece vengo sempre di più bombardati dalla propaganda spesso ingannevole dei prezzi.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 2 Luglio 2026



