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L’imminente formazione del governo “giallo-verde” terrorizza Emiliano

L’ipotesi, ormai quasi confermata, dell’imminente formazione di un  governo “giallo-verde” ed il conseguente non ritorno al voto hanno fatto tirare un sospiro di sollievo anche ai parlamentari pugliesi di centrosinistra, centrodestra ed M5S eletti lo scorso 4 marzo. Infatti, l’intesa di governo tra Luigi Di Maio (M5S) e Matteo Salvini (Lega) ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche in Puglia non solo ai neo-eletti di Camera e Senato di poco più di due mesi fa, ma soprattutto ai riconfermati di tutte le forze politiche che, in caso di un ritorno immediato al voto, avrebbero rischiato o di non ottenere la ricandidatura e, quindi, di rimanere “a casa” oppure di non essere rieletti, qualora la loro lista non avesse più ottenuto lo stesso risultato di marzo scorso. A restare delusi dal mancato immediato ritorno alle urna, invece, sono stati sicuramente quasi tutti coloro che, in Puglia come altrove, sono stati candidati nell’uninominale o in posizione papabile del plurinominale, ma poi non sono stati eletti o riconfermati. Preoccupato, più che deluso, dalla quasi certa formazione di un governo M5S-Lega è invece il governatore pugliese, Michele Emiliano del Pd, che – come è noto – auspicava, sin dal giorno dopo le elezioni politiche di marzo, la formazione di un governo “giallo-rosso”, ossia M5S-Pd. Infatti, il presidente della Regione Puglia,parlando giovedì a margine della posa della prima pietra per una caserma dei Carabinieri nel Policlinico di Bari, ha dichiarato: “Provate a immaginare cosa significa fare le elezioni amministrative quando la destra e il M5S lavorano in modo congiunto”. Per Emiliano, l’alleanza governativa M5S-Lega “sarà un disastro per il centrosinistra e per il Pd” le cui responsabilità sono da attribuire in toto all’ex segretario Matteo Renzi che, con le dichiarazioni rilasciate durante il suo intervento alla trasmissione televisiva di Rai 1 “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, ha fatta fallire qualsiasi ipotesi di accordo del suo partito con Di Maio. Infatti, ha Emiliano ha pure dichiarato: “ovviamente Renzi si assume totalmente la responsabilità, perché è l’unico soggetto di tutto il Partito democratico, assieme a pochi suoi amici, ad avere impedito il governo tra Pd e M5s”, sottolineando che “di questo (ndr – l’ex segretario) dovrà assumersi la responsabilità per gli anni che verranno”.“Mi auguro – ha aggiunto, poi, Emiliano nel commentare il mancato accordo – possa succedere ancora qualcosa che faccia rinsavire il Pd, o meglio quella parte del Pd che non ha voluto per nessuna ragione il governo con il M5S”, ritenendo che “questa saldatura (ndr – tra M5s e Lega) rischia di rendere inutile la nostra attività politica almeno nei prossimi anni”. Insomma, il governatore pugliese sembrerebbe preoccupato della mancata intesa di governo tra i “5 Stelle” e Dem più per gli effetti a cascata che l’alleanza governativa tra Di Maio e Salvini potrà provocare alle prossime elezioni a livello locale sul Pd e, quindi, sulle realtà territoriali amministrate da questo partito, piuttosto che delle implicazioni nazionali di tale alleanza. Implicazioni che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Renzi e da quasi tutti gli esponenti nazionali del Pd che hanno condiviso la linea politica da lui dettata, sarebbero assolutamente e strategicamente salutari per il loro partito. Mentre, per il governatore pugliese, “le ultime dichiarazioni dell’ex segretario Renzi sono riuscite a creare un meccanismo politico  molto dannoso per il centrosinistra, per la sinistra e per il Pd”, in quanto “hanno fatto ricongiungere il M5s con la Lega”, trasformando e per certi versi aiutando il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, “a fare un figurone”. E questo perché – sempre secondo Emiliano –  Berlusconi ha fatto un passo indietro nell’interesse del Paese “mentre il Pd non e’ stato capace di fare un passo indietro nell’interesse del Paese”. Così facendo, ha spiegato Emiliano, Renzi avrebbe dimostrato che “era più importante cercare di stabilire chi avesse ragione”.Ed “avere ragione in politica, nella vita, ha il suo peso, é indiscutibile – ha rilevato Emiliano – ma nella costruzione del futuro, quando l’unico obiettivo è stabilire se hai torto o ragione, o se hai avuto torto o ragione nel passato, é un disastro”, concludendo: “e il disastro si sta consumando”. Peccato, però, che Emiliano abbia specificato solo il “disastratore” e non anche chi – secondo lui – sarebbero i presunti “disastrati”. E, soprattutto, di che tipo di disastro si tratterebbe per il suo partito, visto che più di come sia stata disastrato alle ultime politiche forse non avrebbe potuto esserlo, come dimostrano i dati elettorali non solo nazionali, ma soprattutto pugliesi, dove – da non dimenticare – il Pd non solo è da tempo sotto il suo controllo, ma è anche alla guida dei più importanti enti territoriali. Ma nonostante ciò Emiliano, per assicurarsi forse di poter continuare a conservare in Puglia le attuali posizioni di potere per se ed i suoi uomini anche alle prossime tornate elettorali, sperava in un accordo nazionale tra M5S e Pd. E, pertanto, che i vertici nazionali del suo partito accogliessero il suo suggerimento di intesa con i “grillini”. E, quindi, che l’ex segretario-premier, Renzi, subordinasse l’intera la strategia politica nazionale del Pd, ossia quale partito alternativo al M5S, alle egoistiche esigenze di “potere per il potere” del Pd pugliese. Ma questa pretesa di Emiliano, forse, sembrerebbe davvero troppo anche a tanti suoi elettori o colleghi pugliesi di partito. Altro che….disastro! Sarebbe stato forse uno tsunami per il Pd, se accolta da Renzi. Come quello che verosimilmente si prospetta in Puglia alle amministrative di giugno prossimo, quando in alcuni importanti Comuni, dei 47 interessati al voto, molti candidati del partito egemone del centrosinistra pugliese, a livello locale ed a trazione Emiliano-Decaro-Lacarra, non sarà (per la prima volta da quando esiste, ossia dal 2007) neppure presente con la propria sigla sulla scheda elettorale.

Giuseppe Palella

 

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