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L’impiegatuccio aveva sbagliato pulsante

Il 13 gennaio di quattro anni fa, Honolulu e tutte le Hawaii venivano percorse dal brivido peggiore, lo stesso che quell’angolo di mondo aveva provato ottantuno anni prima in occasione dell’attacco giapponese a Pearl Harbour (la base militare USA nello stesso arcipelago): le Hawaii erano sotto attacco. Intorno alle otto di quella mattina i suoi abitanti erano stati raggiunti sugli smartphone da un messaggio (ribadito anche sui social, in tv e per radio) diramato dall’Hawaii Emergency Management Agency, l’agenzia governativa che gestisce questo tipo di emergenze e che recitava testualmente : “Un missile balistico si sta dirigendo verso l’arcipelago, mettersi immediatamente al riparo. Questa non è un’esercitazione”. S’immagini il caos. Per fortuna non andò come il 7 dicembre 1941. Dopo trentotto minuti l’Agenzia, attraverso gli stessi mezzi adoperati in precedenza, con un po’ d’imbarazzo tranquillizzava tutti: Un falso allarme. Per capire come fosse stato possibile arrivare a tanto bisogna ricordare che in quel momento USA e Corea del Nord parlavano apertamente di ricorso alle armi, che il regime di Kim aveva appena testato con successo missili di portata intercontinentale e che lo Stato delle Hawaii è il lembo di terra statunitense più vicino alla penisola coreana. Cosa fosse realmente successo si sarebbe saputo poche ore dopo : Durante un cambio di turno nel personale della “Hawaiìs Emergency Management Agency”, l’impiegato entrante aveva “premuto il bottone sbagliato”. E se lo stesso errore fosse stato commesso da un militare in servizio presso una delle basi missilistiche di Pyongyang ? L’autorità di Honolulu non ha mai voluto rivelare il nome del rovinoso impiegato. Si sa solo che con procedura d’urgenza l’uomo venne sollevato dal suo incarico la sera stessa… Oltre che sconcertante, tutto ciò rilancia l’idea della banalità del Male. Chi erano i pupari dell’Olocausto se non figure dall’aria inoffensiva, scialbe e zelanti? Si pensi ad uno come Eichmann. E si pensi pure a uno come Trump: anche questo irresponsabile avrebbe potuto, in ogni momento, aprire la famosa valigetta nera che accompagna i presidenti USA negli spostamenti dalla Casa Bianca e digitare il codice di attacco o rappresaglia nucleare. Allo stesso modo si può immaginare l’infelice di Honolulu: Un borghese piccolo piccolo, uno di quelli che sputano nel piatto in cui mangiano, uno gretto, perennemente scontento, invidioso del prossimo… Nulla a che vedere con la grandiosità di un Fantozzi. A determinate condizioni, sbagliare anche una volta sola non è umano. Ciò non consente appelli.

 

Italo Interesse

 

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