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Liquidazione della Cassa Prestanza: a settembre lo stato passivo

Avanti piano, molto piano in mezzo a rinvii e rallentamenti la procedura di liquidazione patrimoniale della Cassa Prestanza, Convenzioni e Assistenza dei dipendenti comunali baresi, indetta all’inizio dell’anno dal Tribunale di Bari. Infatti i liquidatori avvocato Pepe e il commercialista dottor Panebianco hanno promesso ai creditori dell’organismo comunale che hanno già trasmesso la domanda per partecipare alla liquidazione del patrimonio che lo stato passivo verrà comunicato entro il 15 settembre e non più a luglio. “Le domanda di partecipazione ovvero di rivendicazione o restituzione di beni mobili possono essere proposte anche senza l’assistenza di un difensore”, hanno precisato i liquidatori, indicando la documentazione da allegare alla domanda, oltre ovviamente alla comunicazione del credito preciso maturato dai dipendenti negli anni in cui sono stati iscritti alla Cassa. Sia i dipendenti in servizio sia quelli in pensione, in parte risarciti o rimborsati in seguito alle azioni già intentate dinanzi ai giudici civili. E il guaio è che adesso, proprio in virtù delle varie procedure concluse o pendenti dinanzi al Tribunale Civile, senza contare i compensi già versati o da versare ad esperti, consulenti e commissari liquidatori di nomina sindacale o presidenziale, nella Cassa della Cassa Prestanza (…passi il bisticcio di parole) rischia di restate ben poco da spartire tra i dipendenti/creditori. I quali, dopo aver fatto bene i conti, sanno già che perderanno buona parte di quanto hanno versato a beneficio di quell’organismo che, per più di mezzo secolo, ha funzionato in maniera identica un istituto di credito che, però, prestava denaro a tassi fin troppo convenienti. Finendo per contribuire, forse, a creare il buco milionario (da 15 ai 18 milioni di euro, si dice) di cui tutti, oramai, parlano da anni al Comune di Bari, senza però riuscire mai a indicare con precisione i colpevoli di tale tracollo. Dipendenti ancora arrabbiatissimi, dunque, che sotto il sole già caldo di giugno hanno manifestato quotidianamente con diversi presidi dinanzi alla Procura della Repubblica, Comune di Bari e Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti proprio per sensibilizzare e chiedere ‘verità e giustizia’ sulla Cassa Prestanza. O almeno, senza tirare in ballo termini altisonanti che in ogni caso sembrano usciti per sempre dal vocabolario di politici e amministratori locali, per riavere indietro i soldi trattenuti dal datore di lavoro (in questo caso il Comune di Bari) nel corso degli anni di servizio a Palazzo di Città.

Francesco De Martino

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