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Liquidazione della Cassa Prestanza: arriva finalmente lo stato passivo

E’ stato pubblicato l’altro giorno, sul sito del Tribunale di Bari, lo stato passivo nella procedura di liquidazione patrimoniale della Cassa Prestanza, Convenzioni e Assistenza dei dipendenti comunali baresi. Una procedura meglio nota col nome di ‘sovraindebitamento’ giunta allo snodo cruciale e indetta all’inizio dell’anno -come detto – dal Tribunale di Bari in base a una legge risalente al 2012. Una legge analoga al procedimento concorsuale, con alcuni passaggi a tutela di chi versa in uno stato di decozione economica e che serve per fare il punto sul dissesto. In questo caso dell’organismo gestito dal Comune di Bari. Ente che avrebbe già dovuto rispondere a un altro ordine del Tribunale Amministrativo (Tar/Puglia) sulla natura giuridica della cassa prestanza, partito a giugno col termine di novanta giorni per dare, appunto, risposte. Ora invece i liquidatori della procedura di sovraindebitamento dottor Pepe e il commercialista dottor Panebianco hanno presentato a quei creditori dell’organismo che hanno trasmesso la domanda per partecipare alla liquidazione del patrimonio lo stato passivo. Per cui i 1430 dipendenti comunali potranno consultare sul sito quanto andranno a riscuotere se, nei prossimi quindici giorni, non opporranno alcuna deduzione. “Le domande di partecipazione ovvero di rivendicazione o restituzione di beni mobili possono essere proposte anche senza l’assistenza di un difensore”, avevano precisato i liquidatori, indicando la documentazione da allegare alla domanda, oltre alla comunicazione del credito preciso maturato. Ora i dipendenti, dichiarati quasi tutti chirografari, verranno rimborsati, anche quelli che hanno intentato azioni dinanzi ai giudici civili. E il guaio è che in calce al provvedimento pubblicato sul sito del Tribunale di Bari ci sono le somme versate a spese della stessa Cassa per le parcelle di avvocati, professionisti ed esperti, considerati “”creditori privilegiati””, in tutto una decina. I quali, in tutto, percepiranno una somma che si aggira sui 170mila euro, compensi da versare a consulenti e commissari liquidatori di nomina sindacale o presidenziale. Infine solo quel che rimane in Cassa verrà spartito tra i dipendenti/creditori, dopo i 15 giorni concessi per le eventuali controdeduzioni da parte dei creditori. I quali, dopo aver fatto bene i conti, sanno già che avranno perso buona parte di quanto hanno versato a beneficio di quell’organismo che, per più di mezzo secolo, ha funzionato tale e quale a un istituto di credito che prestava finanche denaro a tassi convenienti, oltre a garantire una congrua buonuscita ai dipendenti comunali iscritti. Dipendenti ancora arrabbiatissimi, dunque, specie dopo aver visionato questo progetto di Stato passivo per la liquidazione del patrimonio ex art. 14 della Legge n.3/2012 in 27 pagine fitte coi loro nomi e cognomi, ma anche con l’ammontare di parcelle che vanno dai 10mila ai 58mila euro praticamente a loro spese. Che sono tutti crediti regolarmente determinati con tanto di fattura, ma che è come parlare di corda a casa dell’impiccato, per 1400 lavoratori che hanno una bella porzione, rispetto a quanto hanno versato in tanti anni di servizio presso il Comune di Bari….

Francesco De Martino

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