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L’ira dei presidi: “Abbandonati al nostro destino”

Pianeta scuola, si brancola ancora nel buio dopo il lungo periodo di ‘clausura’ totale da marzo scorso. Ma ora rabbia e scontento cominciano a serpeggiare tra chi adottare decisioni, proprio per la mancanza di direttive dalle stanze ministeriali capitoline. “Dal Ministero nessuna indicazione operativa concreta è pervenuta alle scuole e ai sindacati rispetto alla ripartenza in presenza: siamo al più totale ‘fai da te’ con tanti tavoli tecnici e nessuna decisione concreta”. La Uil Scuola Puglia, per voce del segretario generale regionale Gianni Verga, annuncia così la mobilitazione dei dirigenti scolastici pugliesi, “abbandonati dal ministero al loro destino, con assunzione di responsabilità eccessive, e al disagio dei genitori di quegli alunni che frequentano in piccole aule da 28 studenti, le così dette “classi pollaio”, che brancolano ancora nel buio a poche settimane dall’avvio dell’anno scolastico”. E così all’inizio della prossima settimana e precisamente martedì 14 luglio, da 10 alle 12, i dirigenti scolastici si ritroveranno per un sit-in di protesta nel cuore del rione San Pasquale, in via Sigismondo Castromediano, a Bari, dinanzi alla sede dell’Ufficio Scolastico Regionale, iniziativa che sarà anticipata da una conferenza stampa convocata direttamente presso la sede della Uil Scuola. “La scuola – prosegue Verga – non potrà ripartire in assenza di un organico aggiuntivo del personale docente e ATA, di procedure snelle per l’assunzione dei precari, di presidi sanitari presso ciascuna scuola, di prescrizioni per i lavoratori fragili, di utilizzazione di nuovi spazi da rendere disponibili a cura degli enti locali, di DSGA, di dirigenti scolastici che gestiscono una sola scuola e di precise indicazioni da fornire agli stessi dirigenti e al personale tutto. La Regione Puglia – conclude Verga – vorrebbe stanziare 40 milioni di euro per sostenere la ripartenza in presenza con risorse umane aggiuntive e, a tal proposito, chiediamo l’istituzione di un tavolo per il sostegno del precariato. La scuola non può essere chiamata in ballo solo per fini elettorali, ma deve diventare centrale nell’azione di governo, dopo tanti anni di costanti umiliazioni e scarsissima considerazione”.

 

Antonio De Luigi

 

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