Via Sparano: ‘isole verdi’ con vista ‘monnezza’ ad ogni angolo
27 Settembre 2018
Don Abbondio restò nell’ignoranza
28 Settembre 2018

L’ira di Zeus

Per bocca di Strabone e di Orazio la Storia conferma l’esistenza di Dauno, re eponimo dei Dauni, la popolazione japigia che si insediò in Capitanata prima dell’era classica. Anche il Mito parla di questo personaggio, ma in termini meno lusinghieri, giacché costui sarebbe stato figlio di Licaone, perfido re dell’Arcadia. Famoso per la sua crudeltà. Licaone sacrificava vittime umane sull’altare del dio Pan. Incredulo di tanta crudeltà, Zeus si recò personalmente da lui, Travestito da contadino bussò alla reggia chiedendo ospitalità. Fiutando la trappola, ma credendo d’essere solo al cospetto di un Dio camuffato invece che del principe dell’Olimpo, Licaone volle prendersene beffe. Invitò pertanto lo sconosciuto a cena, nel corso della quale furono servite carni umane spacciate per animali. Quando Zeus, inorridito, ebbe scoperto l’inganno, mise giù la maschera e annunciò la sua punizione. E qui il mito si scinde. Una prima versione vuole che l’ira di Zeus si concentrasse sul solo Licaone, che finì trasformato in lupo “empio e rapace”, particolarmente avido di carne umana, stando a quanto afferma Ovidio in ‘Metamorfosi’. Questa versione viene messa in rapporto con i sacrifici umani che si svolgevano in Arcadia in onore di Zeus Liceo(si vuole che i celebranti, una volta che si fossero cibati delle viscere di quei disgraziati, si trasformavano in lupi ; il sortilegio durava otto anni ; scaduto questo termine quei bruti potevano tornare umani a patto che nel frattempo non avessero mangiato altra carne umana). Una seconda versione del mito vede invece l’ira di Zeus non concentrata solo su Licaone ma estesa a tutta la sua e non meno perversa progenie. Di quell’enorme nidiata (cinquanta figli) se ne salvò uno, Nictimo, salvato da Gea. dea della Terra, affinché potesse succedere al padre. In quella strage, dunque, dovette morire anche Dauno. Niente Daunia, allora?… I casi sono due, o Nictimo altri non era che Dauno oppure a salvarsi, di quei cinquanta, furono in due. Se Gea aveva stabilito fosse Nictimo a salire sul trono, per Dauno non esisteva altra alternativa che l’esilio. Il Gargano gli portò bene e Dauno dalla leggenda entrò nella Storia. L’immagine che illustra questo articolo – un’incisione di Virgil Solis per una lontana edizione di ‘Metamorfosi’ – sembra ispirata ad una terza versione, intermedia fra le prime due : mentre la reggia brucia colpita dalla folgore di Zeus, Licaone fugge trasformato in lupo… Messo da parte il mito, a Dauno corrisponde il nome del capo di una delle tre genti (Dauni, Peuceti e Messapi) in cui si scisse il popolo degli Japigi, emigrato dall’Illiria in Puglia nell’età del bronzo. Quella scissione fu il frutto dell’ibridazione di quegli Illiri con le popolazioni autoctone e rimaste senza nome che erano stanziali rispettivamente a nord, al centro e a sud dell’attuale territorio pugliese.

Italo Interesse

 

 3,114 total views

Condividi sui Social!

1 Comment

  1. Fosco Dario Scrivo ha detto:

    Credo che Peucezio e Dauno si salvarono perché seguirono Enotrio il piú giovane dei figli di Licaone che non aveva interesse di rimanere in Arcadia ma affascinato di scoprire terre sconosciute e con spirito d’avventura e condividendo gli stessi sentimenti con gli altri due fratelli maggiori si buttarono in mare in direzione occidente a quel tempo ancora sconosciuto e dove tutto ció che é oscuro e tramonta veniva posto in quella direzione. Penso che lasciata la cittá di Licosura del monte Liceo scesero per il fiume Neda nei pressi della cittá dell’antica Lepreo. Fortunatamente per i tre questa decisione avvenne prima della catastrofe del Diluvio di Deucalione che puó essere l’eco della violenta eruzione vulcanica dell’isola di Thera, oggi Santorini, avvenuta tra il 1650/1600 a.C.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *