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L’isola dopo l’adulterio

Giulia Vipsania minore, nata nel 19 a.C. era nipote dell’Imperatore Augusto. Il potente e morigeratissimo sovrano volle per lei, come per tutte le altre donne di famiglia, un’educazione particolarmente severa. Ma il divieto di incontrare stranieri, l’obbligo della tenuta di un diario (affatto privato), il dovere di lavorare la lana come da tradizione tra le matrone romane e, più avanti, l’imposizione del miglior partito in circolazione (Lucio Emilio Paolo), non salvarono la donna dalle lusinghe della lussuria. Giulia ebbe infatti una relazione adulterina con Decimo Giulio Silano. Per questo motivo, che faceva da pretesto a ben più gravi ragioni politiche (un complotto contro Augusto), la donna venne condannata all’esilio sull’isola di Trimerio, l’attuale San Nicola dell’arcipelago delle Tremiti. Quasi disabitate, verosimilmente selvatiche e inospitali, le Tremiti non furono accogliente dimora per Giulia. Il duro regime carcerario cui la nipote di Augusto era sottoposta prevedeva il divieto di contatto con chiunque oltre altre drastiche restrizioni. Qualcuno però le tese una mano. Sorprendentemente la nonna Livia fu clemente con Giulia, cui inviò segretamente sussidi periodici che addolcirono la pena. Quello della ‘debolezza carnale’ sembrerebbe un limite di famiglia. Non si può infatti trascurare che la madre di Giulia e cioè Giulia Vispania Maggiore, figlia di Augusto, venne da questi esiliata a Ventotene per relazione adulterina con Iullo Antonio, l’unica di cui si sia avuta notizia certa, stante la disinvoltura sessuale di questa donna. Ma anche qui la vera ragione della condanna è di ordine politico (la stessa congiura contro l’Imperatore che più avanti avrebbe visto coinvolta Giulia minore), mentre le accuse di depravazione, che pure c’erano, sono un pretesto.  Torniamo a Giulia Minore. Stando ad alcune fonti, sull’isola mise al mondo un bambino (il figlio della colpa?) che venne prontamente dichiarato illegittimo dall’Imperatore. Altre fonti ancora vogliono che, graziata dopo qualche tempo, Giulia fosse riammessa a Roma ma che appena giunta nella città eterna riprendesse l’antica licenziosa condotta. Così fu esiliata una seconda e definitiva volta. Una cosa è certa : Giulia morì alle Tremiti nel 28 (Neanche da morta poté far ritorno alla città natale – scrive A.Luisi in ‘Puglia mitica’, volume edito recentemente da Levante – poiché per disposizioni testamentarie  Augusto la escludeva dal celebre mausoleo di famiglia). Studiosi ritengono d’averne individuato il sepolcro su un pianoro dell’isola non distante dal luogo dove la leggenda vuole sia stata sepolto Diomede. A tale proposito non ci pare inopportuno considerare la presente e curiosa analogia : Stando al mito, l’eroe greco approdò alle Tremiti dopo essere fuggito dalla Natia Argo dove, appena reduce da Troia, aveva scoperto la congiura orditagli dall’adultera moglie Egiale.

Italo Interesse

 

 

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