Con chi si schiera ora nel Pd l’ex renziano Decaro?
11 Gennaio 2019
Ma quanto ci vuole per rifare l’asfalto? Lavori a metà in via Zanardelli
11 Gennaio 2019

Liste d’attesa, colpa delle attività ‘extra’ dei nostri medici?

Si continua a morire in Puglia a causa dei tempi morti in attesa di analisi e cure. “Duecento giorni per una mammografia e centoquaranta per un eco doppler: sono solo alcuni casi emblematici che rappresentano ciò che accade nella Sanità pugliese. Nel frattempo, le patologie che colpiscono le persone non attendono. Se la salute è un diritto, in questa Puglia non si ha la percezione che esso venga garantito”, dice tutto d’un fiato il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta. “Con spirito costruttivo – aggiunge il consigliere di Minoranza a via Capruzzi – chiedo ad Emiliano, in qualità di assessore alla Sanità, cosa abbia fatto negli ultimi mesi per arginare un fenomeno drammatico come quello delle liste d’attesa, che ormai è diventato quasi sistemico della sanità regionale. A parte qualche promessa, non ci risultano interventi o progetti per consentire ai pugliesi di curarsi nei tempi stabiliti dalla legge. Inutile ricordare –conclude Gatta- quanto queste inefficienze ricadano sui più deboli, coloro che non possono permettersi di optare per l’assistenza a pagamento. È a questi ultimi che una politica seria e responsabile deve guardare, garantendone i diritti”. Bene, circa tre anni fa il Presidente della Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha indicato nelle liste di attesa uno degli snodi problematici della corruzione in questo settore. Le cause di queste attese? Tante, tantissime, ma di mezzo c’è l’attività libero professionale che i medici pubblici possono svolgere nei riguardi dei pazienti paganti in proprio, ad esempio. Insomma, abolire l’intramoenia, fonte di corruzione, sarebbe un primo passo concreto per combattere una piaga che in Puglia ha raggiunto livelli insopportabili, tanto che i cittadini si sono abituati a conviverci. Per la Puglia si è da più parti fatto presente che l’attività professionale sia intramoenia sia extramoenia esercitate dei medici del Servizio Sanitario Nazionale sarebbe la principale causa dell’allungamento delle liste d’attesa, tenendo presente che la legge nazionale 120/2007 già prescriveva, tra l’altro, che occorre attuare un “monitoraggio aziendale dei tempi di attesa delle prestazioni erogate nell’ambito dell’attività istituzionale, al fine di assicurare il rispetto dei tempi medi”, così come vanno prevenute “le situazioni che determinano l’insorgenza di un conflitto di interessi o di forme di concorrenza sleale” e si deve provvedere al “progressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito dell’attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi”. Il Decreto Balduzzi del 2012 quindi, ponendo l’obbligo non più prorogabile di cessare le attività libero professionali allargate (vale a dire in studi privati), largamente disatteso da varie Regioni, riconosceva esplicitamente il fatto che il ricorso all’ALPI avvenisse per motivi di liste di attesa e prescriveva il “… progressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito dell’attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria, al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi nell’ambito dell’attività istituzionale”(Decreto legge 13 settembre 2012, n. 158). Anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione fa presente che la Libera professione intramoenia si configura come un evento rischioso e richiama l’attenzione sia sulla connessione fra ALPI e le liste di attesa, sia sul tema della trasparenza dell’attività istituzionale e sollecita “… interventi mirati in tema di liste di attesa per le prestazioni rese in attività istituzionale” (Piano nazionale Anticorruzione 2016, Delibera n. 831 del 3 agosto 2016) La Regione Puglia l’11 febbraio 2016 ha emanato il regolamento n.2 sulla questione, il quale tra l’altro ribadisce quanto la legge del 2007 aveva già prescritto: “garantire l’allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito dell’attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di ALPI, al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi nell’ambito dell’attività istituzionale. Controllare che i volumi delle prestazioni libero professionali non superino quelli eseguiti nell’orario di lavoro secondo criteri di omogeneità di tipologie di attività. Vigilare in modo che tutti i dirigenti in regime di intramuraria ovvero in regime extramoenia effettuino le prestazioni istituzionali, nel rispetto dei tempi medi stabiliti.“ In Puglia non è prevista la sospensione dell’intramoenia nei casi di sforamento dei tempi di attesa e si prevede, quasi a giustificazione, che la carenza di organico possa rappresentare una attenuante e una giustificazione per il disallineamento dei tempi tra l’attività pubblica e privata. La regolamentazione pugliese è quindi più “annacquata” e presenta al suo interno delle scappatoie. Sorge allora il sospetto che sia stata scritta con l’occhio prevalentemente rivolto agli interessi di chi fa l’ALPI piuttosto che dei cittadini. In una situazione segnata dal fatto che le indicate prescrizioni regolamentari non hanno sortito gli effetti attesi, in Puglia è stato positivamente accolto il disegno di legge (“Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità – Primi provvedimenti.” 24.01.2018 ) a prima firma del Presidente della Commissione Bilancio Regione Puglia Fabiano Amati. Una iniziativa che intesa a ridurre i danni dell’attuale sistema sanitario, in una situazione caratterizzata dall’inammissibile lunghezza dei tempi di attesa messa in rilievo pure dall’ultimo monitoraggio eseguito dalla stessa Regione.

Antonio De Luigi

783 Visite totali, 1 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *